Cammino di Avvento 2025

Giorno 17 - La Novena di Natale

Giorno 17 - La Novena di Natale

Bentrovati a tutti e benvenuti a coloro che oggi iniziano questo Cammino con la Novena di Natale.
Se ti sei unito solo ora, sappi una cosa importante: non è mai tardi. Il Signore chiama sempre, come il padrone della vigna che esce a chiamare operai a ogni ora del giorno. L’importante non è quando arrivi, ma rispondere alla chiamata.

Abbiamo concluso la lunga prima parte del nostro Avvento meditando la venuta del Signore nell’ultimo giorno, quella che non sappiamo né quando né come avverrà. Ora siamo entrati nella seconda parte, più breve ma intensissima: meditiamo la nascita di Gesù nella storia, duemila anni fa, e allo stesso tempo la Sua nascita oggi, nel nostro cuore che desideriamo preparare ad accoglierlo.

Siamo nella Novena di Natale. Lo abbiamo detto ieri: è un tempo che la Chiesa ci dona per rallentare, per accompagnare Maria negli ultimi giorni della sua attesa, per entrare nel mistero dell’Incarnazione. Non stiamo solo ricordando un evento passato, ma ci stiamo disponendo perché Dio si faccia carne nella nostra vita, nelle nostre giornate concrete, così come fece nel grembo di una giovane donna di Nazaret.

E in questo cammino non siamo soli. Lo vediamo dai tanti commenti, dalle riflessioni condivise, dalle preghiere che si intrecciano. Per questo abbiamo immaginato di essere un gruppo di pastori: persone semplici, diverse tra loro, ma accomunate da un desiderio profondo. In questi nove giorni camminiamo insieme verso Betlemme.
Ieri ci siamo chiesti: che cosa porto a Gesù che nasce? E vi ringraziamo, perché in tanti avete risposto. Le vostre parole, come sempre, sono qui sotto, dopo la meditazione.

Oggi vogliamo lasciarci guidare da un tesoro antichissimo della Chiesa: le Antifone “O” dell’Avvento.
Sono sette invocazioni che la Chiesa canta dal 17 al 23 dicembre, una al giorno, rivolgendosi direttamente al Messia che sta per venire. Sono preghiere dense, poetiche, bibliche, che condensano secoli di attesa e di fede. Iniziano tutte con un’esclamazione: “O”, come un grido del cuore, come un respiro profondo di chi attende.

L’antifona di oggi dice:

“O Sapienza,
che esci dalla bocca dell’Altissimo,
ti estendi da un confine all’altro
e governi l’universo con bontà:
vieni a insegnarci la via della prudenza.”

Oggi contempliamo Gesù come Sapienza del Padre.
E subito nasce una domanda: che cosa significa che Gesù è Sapienza?

La Sapienza di Dio non è solo un insieme di idee giuste o di buoni consigli. È la Sapienza che ha creato i cieli e la terra, che ha dato ordine al caos, che tiene insieme la storia anche quando sembra sfilacciarsi. E questa Sapienza immensa, infinita, sceglie di farsi un bambino, fragile, deposto in una mangiatoia. La Sapienza eterna entra nella storia attraverso la povertà, il silenzio, la piccolezza.

Che cosa mi dice questo oggi?
Che la Sapienza di Dio non assomiglia ai miei progetti, alle mie previsioni, alle mie logiche. Dio non si manifesta dove io lo programmerei, ma dove mi lascio sorprendere.

Il Vangelo di oggi, con la genealogia di Gesù, ce lo mostra chiaramente. A prima vista sembra tutto ordinato, preciso: generazioni che si susseguono con ritmo regolare. Ma se guardiamo bene i nomi, scopriamo una storia tutt’altro che perfetta per i canoni del tempo: donne straniere (Rut), vicende segnate dal peccato (Davide e sua moglie, mamma di Salomone, che era stata la moglie di Uria), scelte sbagliate, ferite profonde.
Eppure proprio lì, in quella storia imperfetta, Dio costruisce la strada per venire da noi.

La Sapienza di Dio sa scrivere diritto anche sulle righe storte della nostra vita. Sa aprire sentieri dove noi vediamo solo confusione. E oggi sta aprendo una strada anche per noi, poveri pastori, perché possiamo raggiungerlo e adorarlo.

In questo cammino non siamo soli neppure interiormente. Camminiamo con Maria. Lei è maestra di Sapienza: giovane, inesperta, eppure capace di dire “sì” a un mistero più grande di lei. Maria non capisce tutto, ma custodisce tutto nel suo cuore. Ci insegna a fare spazio, a non scappare davanti a ciò che non comprendiamo subito, a fidarci.

Allora oggi possiamo chiederci:

  • Che cosa significa per me che Gesù è Sapienza?
  • Dove sto cercando risposte solo con la mia logica, senza lasciarmi guidare dalla Sua?
  • Sono disposto a fare un altro passo verso Betlemme, anche se non ho tutto chiaro?

Maria è già lì, nella grotta del nostro cuore. Ci indica suo Figlio e ci sussurra che vale la pena fidarsi. Siamo pronti a continuare il cammino?

 

***I vostri commenti sulla meditazione di ieri***

Marantha Vieni Signore Gesù vieni nel mio cuore stanco e affaticato ,vieni nelle mie impazienze, vieni nei mie lamenti, vieni nelle mie stanchezze.V oglio preparare il mio cuore alla tua venuta liberami dal frastuono del mondo che vive il Natale senza di te, donami gli occhi del cuore per attendere il tuo passaggio e che ancora una volta mi dice se indugia Attendilo. Se attendo con grande speranza la tua venuta. (Cosima)

Grazie di cuore, sorelle in cammino, i vostri pensieri mi danno forza in questo momento difficile, condivido le vostre riflessioni, è un 'attesa particolare, piena di salite faticose, ma è proprio la fatica di camminare che mi spinge proprio come i pastori, a tenere lo sguardo verso quella stella che mi conduce alla grotta dove nascerà una nuova luce nella mia vita. La grotta fredda del mio cuore è in attesa di un nuovo fuoco che brucia la sterpaglia che ancora mi impedisce di accogliere il dono dei doni, il più grande, il più prezioso, il più bello che non ha prezzo, perché Gesù, viene gratuitamente, vero Dio e vero uomo a prendere dimora nella mia grotta. Si Signore Gesù che questo Santo Natale sia per me un Nuovo Natale, una nuova rinascita in Te, per Te e con Te. AMEN (Francesca)

Cosa ti porto Gesù alla capanna? Confesso che io in realtà non ho molto, ho solo quello che mi hai dato Tu. Ogni situazione, ogni relazione, ogni impegno. Però proprio la fiamma che Tu mi hai acceso nel cuore io Te la porto Signore. Confermala, accrescila, fa che possa divampare e accendere di amore anche gli altri. Fa che essa sia luce che le tenebre temono. Signore io davvero non ho niente, ma impegnerò ad amare perché Tu mi hai amato. Maria, tu che osservi, rendimi mite e guidami da tuo Figlio come solo tu sai fare. (Angelo)

Quest’anno sto aspettando il Signore con una gioia che non conoscevo. So che viene nella mia vita, nella mia storia e desidero accoglierlo come l’Amore della mia vita. Nell’attesa, nel desiderio, nelle fatiche e nella gioia sento il mio cuore prepararsi a Lui. Come una pastorella semplice, stanca e fragile, mi metto in cammino verso Betlemme, anche senza capire tutto, ma con la certezza che ne vale la pena. Con Maria imparo ad aspettare, ad ascoltare, a custodire nel cuore ogni gesto, ogni emozione, ogni desiderio. A Gesù che nasce porto ciò che sono: le mie gioie, le mie fatiche, le mie ferite, i miei sogni. Gli porto il mio cuore, così com’è. Voglio accoglierlo nella mia vita, camminare con Lui, custodire la sua presenza e danzare con Lui nella gioia dell’incontro. (Ersilia)

Il passo del vangelo di oggi me ne fa sempre venire in mente un altro il cui nocciolo è questo.... il Signore dirà a molti, che forse nemmeno lo conoscono, venite benedetti perché avete fatto la volontà del Padre verso i vostri fratelli, cioè.. hanno amato. Questo sottolinea quanto sia importante fare davvero ciò che ci chiede e non solo un'adesione sterile, a parole, al Signore. In cammino verso di Lui porto tutte le mie miserie e fragilità, tutte le mie speranze e sogni ancora da realizzare, ma anche tanta gratitudine per quello che mi ha già concesso di realizzare, sapendo che senza di Lui.. non ce l'avrei mai fatta. (Teresa)

La novena è un invito a un cammino di fede intenso e riflessivo, che culmina nella gioia del Natale, preparando il cuore a ricevere Cristo. Noi dobbiamo desiderare questa felicità, desiderarlo in modo da contagiare anche gli altri, perché possano anche loro scoprire il segreto della felicità, quella vera, che non è determinata da motivi materiali o temporali, ma dalla presenza del Signore. A Gesù che nasce, porto il mio grazie per questi momenti di preghiera, porto la gioia contagiosa dei miei nipoti. Di riconoscerlo sempre nella mia vita e negli altri, di  non aver paura di dire il mio Si! (Bruna)