Cammino di Avvento 2025

Giorno 2

Giorno 2

Ieri ci siamo lasciati con una domanda grande, forse la più grande di tutte:
 

Io credo nella Vita Eterna?

Che risposta ti sei dato, davvero? Hai provato a immaginare come cambia la tua giornata se ci credi sul serio?  Perché non basta dire: “Sì, ci credo”. Se ci credi davvero, la vita assume un altro colore.

Le decisioni, le relazioni, le fatiche, le gioie… tutto si orienta verso ciò che non finisce.
Se ci credi davvero, allora il mondo non è una casa definitiva, ma un corridoio che porta a una porta che si aprirà. E se ci credi davvero, allora l’incontro con Cristo non è un’idea: è la destinazione.

Nella sua prima parte, l’Avvento ci educa a desiderare la venuta gloriosa di Cristo, il compimento della storia, il Regno che viene. Ed ecco la domanda di oggi, una domanda che punge un po’ il cuore:

 

Voglio davvero che venga il Suo Regno?

O tutto sommato preferisco questo mondo perché… mi fa comodo?**

Perché diciamolo: spesso ci siamo un po’ sistemati. Abbiamo i nostri equilibri, le nostre sicurezze, i nostri ritmi, le nostre piccole “conquiste” quotidiane.  Il Regno di Dio invece è scomodo: rovescia, capovolge, ribalta.

Il Vangelo di oggi ce lo dice chiaramente:


 

“Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli" (Lc 10,21-24)

Il Regno che Gesù porta non assomiglia alle nostre piccole sicurezze.
Rovescia i criteri, semplifica ciò che noi complichiamo, mette gli ultimi davanti ai primi.
Per questo spesso ci spaventa: perché ci chiede di cambiare cuore.

Il Regno viene, ma viene ai piccoli. Ai semplici.
A chi sa ricevere e non solo gestire.
A chi accoglie e non domina.
A chi è povero in spirito, non pieno di sé.

E allora la domanda di oggi diventa concreta:
 Io… voglio davvero che venga il Regno di Gesù?
 O vorrei un Regno che assomiglia più alle mie comodità che al progetto di Dio?

I piccoli sognano naturalmente la pace, l’unità, l’amore che resta.
Noi grandi invece sogniamo spesso il nostro “piccolo regno”: le nostre ragioni, i nostri successi, le nostre comodità.

 


 

Allora la meditazione di oggi è semplice e radicale:

Voglio davvero che venga il Regno di Dio?
O mi basterebbe migliorare un poco il mio regno?

E ancora:

Sono disposto a diventare piccolo?
A perdere un po’ di controllo?
A lasciarmi sorprendere?
A smettere di fare la guerra per avere ragione?
A scegliere la pace, anche quando costa?

Perché il Regno che viene è il Regno dei piccoli.
E se voglio entrarci, devo lasciarmi rimpicciolire:
nel cuore, nei giudizi, nelle pretese, nell’orgoglio.

Oggi chiediamo al Signore una sola grazia, una sola parola:

“Rendimi piccolo, Signore. Piccolo come quelli che Tu scegli per rivelare il Tuo Regno.”

E allora sì, inizierà davvero a piacerci il mondo nuovo che sta venendo.
Il mondo in cui Cristo è tutto… e noi siamo finalmente liberi di essere figli.

 

***I vostri commenti sulla meditazione di ieri***

 

Di soltanto una Parola!!!! Quanta speranza, quanta fiducia ripone il centurione nella Parola di Gesù, non cer a segni o prove per credere in Gesù, lui si fida e crede che soltanto la Parola di Gesù può salvare il suo servo. Quante parole ascoltano le mie orecchie in un giorno, ma la Tua Parola Gesù è spirito e vita. In questo tempo di conversione e attesa pulisci le mie orecchie del cuore, piene di parole superflue, affinché possa udire e accogliere la tua Parola di verità che guarisce, risana le ferite, e mi conduce per il giusto cammino. Aumenta la mia fede. AMEN (Francesca)

 

In questo tempo di Avvento sento l’invito a risvegliarmi davvero, a non vivere nell’ombra dell’abitudine, ma a camminare con onestà e sincerità verso la luce di Cristo. Spesso mi accorgo di cercare di portare la mia “luce”, fatta di paure e insicurezze, dimenticando che la vera luce è quella che viene da Lui. Cristo viene continuamente, nelle piccole cose di ogni giorno, nei sacramenti, nelle persone che incontro. Il suo arrivo è un dono inatteso, come un ladro che entra senza avvisare. E io, sono pronta ad accoglierlo? O rischio di essere addormentata, distratta ? San Paolo mi ricorda che è tempo di svegliarsi, di vivere da figli della luce, rivestendomi di Gesù stesso. Questo è il mio impegno: vivere con occhi aperti, con il cuore acceso, perché quando Gesù verrà davvero, io possa accoglierlo con un sorriso, sapendo che lo stavo aspettando. E ora mi chiedo : io credo davvero nella vita eterna? Se non ci credessi, la mia fede sarebbe vana. È proprio perché credo nella vita eterna che mi impegno a portare la Sua parola agli altri. Da quando mi sono ammalata, ho imparato a gioire ogni giorno con Lui, perché la vita eterna non è solo un tempo futuro, ma è Lui, è vivere con Lui, ora e sempre. (Ersilia)