Grazie di cuore a tutti voi che continuate a camminare insieme, condividendo riflessioni, pensieri, preghiere. I vostri commenti rendono questo Cammino vivo, reale, concreto. Non è un percorso solitario: siamo davvero una comunità in cammino.
E a chi ancora non ha scritto nulla, l’invito è semplice: se lo desideri, condividi. Anche una sola frase può diventare luce per qualcun altro.
Ieri ci siamo affidati a san Giuseppe, uomo giusto, silenzioso e fedele.
Vi chiedo: avete trovato una risposta alla domanda di ieri? Vi siete messi sotto la sua custodia? Ricordiamolo: san Giuseppe non è una figura “di passaggio”. Ci accompagnerà fino a Natale e ci aspetta a Betlemme per presentarci Gesù Bambino.
Non a caso, anche le Letture di oggi ci parlano ancora di uomini e donne giusti.
Nel Vangelo leggiamo di Zaccaria ed Elisabetta:
«Ambedue erano giusti davanti a Dio».
Ieri abbiamo imparato che la giustizia, nella logica di Dio, non è rigidità o perfezione morale, ma avere un cuore di padre, come Giuseppe: un cuore capace di fidarsi, di custodire, di obbedire anche quando non capisce tutto.
E oggi la Parola ci sorprende ancora, mostrandoci come la storia della salvezza sia un unico grande disegno. Se leggiamo la Prima Lettura, che racconta la nascita di Sansone, troviamo tanti parallelismi con la nascita di Giovanni Battista e, più avanti, con quella di Gesù:
- una coppia sterile o umanamente senza speranza
- un annuncio dell’angelo
- la paura iniziale
- una missione affidata prima ancora della nascita
- un bambino scelto da Dio per preparare o realizzare la salvezza
Nulla è improvvisato. Nulla è casuale.
Dio scrive la storia con pazienza, attraversando generazioni, fragilità, errori, attese lunghissime. E dentro questa grande storia… c’è anche la tua.
A illuminarci oggi arriva l’Antifona “O” del 19 dicembre.
Si chiamano così perché, nella versione latina, iniziano tutte con una “O”, un grido di stupore, di desiderio, di attesa davanti al Messia che viene.
«O Radice di Iesse,
che ti innalzi come segno per i popoli,
davanti a te i re restano in silenzio
e le genti ti invocano:
vieni a liberarci, non tardare!»
Gesù è la Radice di Iesse, cioè colui da cui tutto riparte. È il Messia promesso, colui che tiene insieme passato, presente e futuro. È il Signore della storia: di tutta la storia… e quindi anche della nostra.
Non c’è nulla della nostra vita che non possa essere illuminato da questo Bambino che sta per nascere.
L’antifona ci dice anche che davanti a Lui i re restano in silenzio. Pensiamo ai nostri presepi: i Re Magi arriveranno il 6 gennaio e si inginocchieranno davanti a una mangiatoia.
Allora la domanda nasce spontanea: quale re governa oggi la mia vita?
Chi prende davvero le decisioni? Chi siede sul trono del mio cuore?
E soprattutto: chi voglio che la governi domani?
Forse ci sembra impossibile cambiare. Forse, come Zaccaria, diciamo anche noi:
«Come potrò mai conoscere questo?»
Forse pensiamo di essere troppo avanti negli anni, troppo giovani, troppo segnati dalla vita. Forse crediamo che i miracoli non accadano più.
Eppure l’angelo ci ripete oggi:
«Non temere… la tua preghiera è stata esaudita. Avrai gioia ed esultanza».
Il Signore è fedele. Sempre. Anche quando noi fatichiamo a crederci.
Concludiamo questa meditazione con una preghiera ai Re Magi:
Re santi,
voi che avete letto i segni del cielo
e avete lasciato tutto per cercare un Bambino,
insegnateci a riconoscere le vere ricchezze della nostra vita.
Aiutateci a sentirci re nel Battesimo,
figli amati e scelti da Dio,
ma anche poveri pastori
capaci di deporre tutto ai piedi della mangiatoia.
Fa’, Signore,
che riconosciamo che tutto ciò che siamo
e tutto ciò che abbiamo
viene da Te.
E che nulla trattenga il nostro cuore
dal dire:
“Gesù, Tu sei il mio unico Re”.
***I vostri commenti sulla meditazione di ieri***
È sorprendente Giuseppe, con i suoi dubbi, le sue perplessità. Io penso che per lui non sia stato facile, seguire la legge umana, o seguire la legge dell'amore. Giuseppe ha scelto l'Amore quello vero. Ha creduto alle Parole, e ha detto il suo si,.... Gesù ti dono tutte le mie Fragilità, le mie insicurezze, donami un cuore semplice e umile che tema il tuo nome, un cuore aperto alla tua volontà anche se non comprendo fino in fondo, ma sono certa che con la mia mano nella Tua cammino verso quella grotta dove un piccolo bimbo nasce per me. AMEN (Francesca)
Gesù nasce per liberarmi dalle mie schiavitù, da ciò che mi porto dentro da anni e che spesso mi fa sentire senza via d’uscita. Per questo ha voluto vivere la nostra stessa vita ,la fatica, il dolore, il rifiuto, la solitudine. Ha portato la croce, ma so che la sua croce è vita, come la mangiatoia in cui viene deposto. Avvicinandomi alla grotta, chiedo con fede che questo Natale il Signore venga a liberarmi da ciò che ogni giorno mi spegne. Mi accorgo che spesso penso alla giustizia come semplice rispetto di regole, invece scopro che è un cuore capace di amare più della legge, di fidarsi e di cambiare strada, come ha fatto Giuseppe. Anche a me il Signore non chiede perfezione, ma fiducia. Mi chiede di fare il bene possibile oggi, nel quotidiano, con un cuore semplice e disponibile. E così continuo il cammino verso Betlemme, passo dopo passo. Non ho tutto chiaro, ma porto con me una certezza: la luce mi viene incontro e non mi lascerà più nel buio. (Ersilia)
Questa mattina sono stata da mia mamma,(facciamo i turni, io e le mie sorelle, fortunatamente c'è soprattutto il nostro papà) malata di halzhaimer, oramai allettata, balbetta parole incomprensibili. Stavamo da sole, le ho letto il passo di oggi. Sulla frase " Fino a portare la croce" ha iniziato a piangere. Le ho chiesto se potevo continuare... E sulla frase " da cosa vuoi essere liberato oggi " Con un filo di voce, limpido, chiaro, ha risposto " Non c'è la faccio più" L'ho abbracciata forte al mio petto dicendo Signore sia fatta la tua volontà, non la mia! Allevia la sua sofferenza Signore mio! Ho riletto più volte questo passo, ma le risposte me le ha date lei! La mia MAMMA! (Emmanuela)
Voglio essere liberata da me stessa, uscire definitivamente e fino in fondo dall'ego che, fin da bambini, impariamo a far emergere, esaltare.. anche a scapito degli altri, dalla logica dell'autoaffermazione e dall'individualismo che esclude automaticamente "gli altri". Sembrano cose "normali" in questa società, e scardinarle è veramente mettersi dalla parte dei "perdenti"... secondo la logica di questo mondo. Ma questa è la "giustizia" di Dio, non cercare niente per sé stessi che tende a sopraffare l'altro, ma anzi, non voltarsi dall'altra parte quando si è nelle condizioni di poter aiutare chiunque incontriamo sul nostro cammino. Così come noi abbiamo ricevuto gratuitamente l'immensa Grazia di Dio, così, sul Suo esempio, dovremmo fare noi..... Vorrei riuscire a fare anch'io. (Teresa)
Vorrei mi liberasse dal senso di colpa! di scelte fatte più con la paura che con la fede (Marica)
Il primo aspetto del Vangelo di oggi che mi ha colpito è che Giuseppe, stava per fare una scelta, salvare con un gesto delicato Maria e il proprio onore. Dio però interviene in una dimensione diversa, quasi irrazionale: "appare" tramite un angelo, e appare in sogno. Per dirgli di non temere. Si, perché tutto quell' affanno di Giuseppe nasceva dalla paura e lui non teme di ascoltare ed ubbidire ad un sogno che sconvolge ciò che aveva progettato. Dio, infatti, come con Giuseppe, interviene anche con noi negli imprevisti, nelle fatiche, nei drammi che spesso affrontiamo. Non siamo da soli: la nostra vita è custodita da Lui. Signore, renditi presente anche a noi! (Bruna)