Eccoci Pastori!
Ancora grazie a tutti voi che state continuando a camminare insieme, giorno dopo giorno, e che state condividendo le vostre riflessioni. Le leggiamo, le custodiamo e diventano davvero un dono per tutti.
E a chi ancora non l’ha fatto, l’invito rimane aperto: una parola, una frase, un pensiero. Come i pastori, anche noi siamo chiamati ad annunciare ciò che abbiamo visto e ascoltato lungo la strada.
Siamo ormai molto vicini.
Manca poco all’arrivo, e forse proprio ora si fa sentire la fatica degli ultimi passi. A volte, quando ci si avvicina davvero al cuore delle cose, può nascere una strana resistenza: la sensazione di stare andando troppo in profondità, di toccare zone della nostra vita che avevamo tenuto ben chiuse. È normale. È umano.
Eppure, proprio in questi giorni, la Parola ci ha accompagnati con una carezza ripetuta, insistente, amorevole.
Abbiamo ascoltato l’angelo dire:
«Non temere, Giuseppe»
«Non temere, Zaccaria»
e oggi, ancora una volta:
«Non temere, Maria».
Fermiamoci un istante su queste parole.
Proviamo ad ascoltarle pronunciate con il nostro nome:
“Non temere, …”.
Chi segue la pagina NoicomeLui lo ha sentito dire più volte: nella Bibbia le parole “non temere” ricorrono 365 volte. Una per ogni giorno dell’anno. Perché non c’è un solo giorno in cui il Signore non voglia rassicurarci con la sua presenza.
Allora anche noi, in questo Avvento, scegliamo di non avere più paura: paura di guardarci dentro, di scoprirci per ciò che siamo davvero, di cambiare finalmente ciò che da tempo desideriamo cambiare.
Anche oggi ci lasciamo guidare da una delle Antifone “O” di Avvento, queste antiche invocazioni che la Chiesa canta dal 17 al 23 dicembre. L’antifona di oggi dice così:
O Chiave di Davide,
scettro della casa d’Israele;
tu apri e nessuno chiude,
tu chiudi e nessuno apre:
vieni e libera il prigioniero
che giace nelle tenebre
e nell’ombra della morte.
Gesù è la Chiave.
Colui che apre e che chiude.
Lui può aprire anche la parte più oscura del nostro cuore, quella stanza che teniamo serrata da anni, per liberarci finalmente da ciò che ci appesantisce, ci incatena, ci ruba la gioia.
E Lui può anche chiudere, per sempre, quei capitoli del passato che continuiamo a rileggere e che non ci permettono di sbocciare del tutto.
Permettiamogli di farlo.
Lasciamoci “scassinare” dal Signore, come da un ladro buono. In questo Avvento abbiamo imparato che non sappiamo quando verrà, ma siamo certi di una cosa: viene. E quando entra, non lo fa mai per distruggere, ma per liberare.
Per questo, oggi, vogliamo concludere tornando a una forma di preghiera che già conosciamo, fatta di azioni, non solo parole: la preghiera dell’incontro di persona con Gesù..
Prepariamola bene.
Scegliamo prima il luogo e prima l’orario. Non improvvisiamo. È un appuntamento vero.
Mettiamo due sedie una di fronte all’altra. Sediamoci.
Invochiamo lo Spirito Santo, perché senza di Lui non sappiamo pregare.
Poi immaginiamo Gesù vivo, adulto, seduto davanti a noi. Guardiamolo negli occhi.
Possiamo prendere uno dei versetti che più ci ha colpito in questo cammino di Avvento o lo stupendo Vangelo di oggi dell’Annunciazione e parlarne con Lui, come con un amico. Attenzione: scrivo “immaginiamo” per capirci, ma non è immaginazione. Gesù si fa davvero presente nella preghiera e possiamo vederlo con gli occhi della fede, se ci crediamo!
Durante questo dialogo, chiediamo a Gesù una cosa semplice e profonda:
aiutaci a riconoscere le parole degli angeli che hai mandato nella nostra vita, come le hai mandate a Maria, a Giuseppe, a Zaccaria.
Chiediamoci:
- Quale parola, recente o passata, era una parola di Dio per me?
- Quale annuncio mi viene fatto oggi, per questo Natale?
- A che cosa sono chiamato a dire SÌ al Signore?
Rimaniamo in ascolto.
La Chiave è già nella serratura.
Il SIgnore è alla porta e bussa. Potrebbe aprire da solo, ma ha a cuore la nostra libertà e ci chiede: “Sorella, Fratello, mi apri?”
E come disse a Zaccheo “Oggi devo fermarmi a casa tua”
Buon Cammino a noi!
***I vostri commenti sulla meditazione di ieri***
Due uomini giusti, Giuseppe e Zaccaria. Giuseppe, un uomo semplice ma che crede, si affida, si fida delle parole dell'Angelo mandato da Dio, Zaccaria un Sacerdote, che entra nel Tempio per offrire incenso a Dio, che osserva la legge, ma dubita della Parola di Dio. Ebbene quante volte il mio dubbio mi fa stare zitta, mi ammutolisce, non so cosa dire, sbaglio o faccio bene.? Ma Dio non pensa come me, Lui va oltre il mio dubbio, la mia incertezza, Lui conosce fino in fondo tutto di me, e oggi mi chiede di fidarmi di Lui, delle sue promesse, di lasciare tutto nelle sue mani, sarà Lui a portare a compimento la Sua Parola nella mia vita, a far nuove tutte le cose, ad aprire nella mia vita quotidiana una nuova via che mi porta alla Sua Salvezza, davanti a un piccolo Bimbo avvolto in fasce, che irradia una nuova Luce nei miei dubbi e incertezze. AMEN (Francesca)
Signore aiutami a fidarmi di te quando sono nel dubbio, quando non vedo oltre , aumenta la mia fede rafforzala in questo tempo di attesa affinché Gesù possa nascere ancora nel mio cuore e liberarmi da tutte le mie incertezze (Cosima)
Non temere. Signore, oggi mi dici questa parola, anche se a volte faccio fatica a crederci. Quando la stanchezza e le paure prendono il sopravvento, Tu continui a ripetermi ,Non temere. Mi ricordi che la mia vita è nelle Tue mani, e che la guidi con amore. Anche quando fatico a credere, Tu vieni incontro alle mie attese. Oggi scelgo di rimetterti al centro, Gesù. Di fidarmi di Te, anche senza capire tutto… perché il mio tutto sei Tu. Resta con me, Signore, e insegna al mio cuore a non temere mai. Se Tu sei con me, di chi avrò paura? (Ersilia)