Bentornati e benvenuti a chi anche ieri si è aggiunto.
Ripartiamo proprio dalle domande di ieri.
Che cosa hai risposto alla domanda centrale?
Conosci la volontà del Padre per la tua vita? La stai vivendo? Ci stai costruendo sopra la tua “casa”?
Forse alcuni di voi hanno pensato: “Non la vedo. Non la capisco. Mi sembra tutto confuso”. Può capitare.
A volte ci sentiamo ciechi, come se la volontà di Dio fosse dietro una porta semichiusa.
Ed è significativo che proprio oggi le Letture parlino di cecità.
Nel Vangelo, due ciechi seguono Gesù gridando:
«Figlio di Davide, abbi pietà di noi!»
È la preghiera più semplice e più profonda.
È la preghiera del cuore.
È la stessa preghiera del Pellegrino Russo (cliccando qui trovate la recensione che racconta la sua storia).
Non vedono, ma seguono.
Non capiscono tutto, ma si affidano.
Non hanno luce, ma cercano la Luce.
Ed è così che spesso è anche la nostra vita spirituale:
camminiamo con qualche buio dentro, ma continuiamo a invocare Gesù.
Il Salmo di oggi lo dice con chiarezza:
«Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore?»
La domanda allora diventa concreta:
Quale parte della tua vita vuoi che Gesù illumini?
Dove senti ancora ombra, confusione, tristezza, paura?
Domenica abbiamo meditato che Gesù è il “ladro buono” che viene quando meno te lo aspetti.
E viene di notte.
Nella notte della tua storia.
Nelle zone che tieni nascoste.
Nel dolore che non racconti a nessuno.
Nelle debolezze che porti da anni.
È proprio lì che la sua presenza risplende più forte.
E oggi Gesù domanda ai due ciechi una frase decisiva:
«Credete che io possa fare questo?»
Credi che anche quella parte buia della tua vita può cambiare?
Credi che quella ferita che ti porti dietro da tanto tempo può guarire?
Credi che ciò che hai sempre considerato una debolezza può diventare forza, se messa nelle mani di Cristo?
La domanda non è: “Sei capace?”.
La domanda è: “Credi?”
Ieri nei commenti è stato chiesto di pregare per la nascita di una bambina. È nata Bianca. E’ bellissima e sta bene. E Bianca ci ricorda una cosa essenziale: che come abbiamo meditato nei giorni scorsi, siamo chiamati a essere bambini.
Un neonato non vede bene.
Non distingue forme.
Ma sa dove sono la mamma e il papà.
Allunga la mano e li trova.
Anche noi, nella nostra cecità spirituale, possiamo fare lo stesso:
allungare la mano.
E troveremo sempre il Padre pronto a sostenerci.
Sempre.
Preghiera (dal Salmo di oggi)
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
***I vostri commenti sulla meditazione di ieri***
Buongiorno a tutti, tra i mille impegni quotidiani c'è anche questo. Non voglio viverlo come un fastidio, un dovere, ma un apprendimento. Lo so, faccio quello che posso, il Signore provvederà. In compenso non manco mai di ascoltare il commento al Vangelo di fra Stefano su Youtube e sto leggendo un libro sui cinque passi da fare per amare, in particolare i bambini, visto che ho quattro nipotini. Ciao a tutti e buon cammino (Medea)
Oggi mi sono soffermata a pensare a questa roccia di cui parla Gesù: non è qualcosa di astratto, è la sua Parola, è la volontà del Padre, è la scelta concreta di vivere il Vangelo ogni giorno. È ciò che mi sostiene quando arrivano le prove e tutto sembra crollare intorno a me. Costruire sulla roccia significa affidarmi a Dio, significa dirgli ,Signore, voglio fidarmi di Te, anche quando non comprendo tutto. Significa lasciarmi guidare dalla Sua volontà e non dalla fretta, dalla paura o dalla comodità, come a volte faccio. Così oggi voglio scegliere la roccia. Non è facile, ma so che posso farcela. Oggi voglio poggiare i miei passi su ciò che non vacilla, su ciò che resta, su Colui che tutto può. E mentre il mio cuore si posa su questa sicurezza che non crolla, sento che il cammino si fa più leggero ,non semplice, tutt’altro, ma ogni passo, sulla roccia, diventa già un piccolo anticipo di cielo, quel cielo che illumina le mie speranze e custodisce la mia vita nelle mani di Dio. (Ersilia)
“Non basta credere: bisogna amare. Non basta ascoltare: bisogna mettere in pratica. Non basta dire “Signore, Signore”: bisogna lasciarsi trasformare.” È davvero un condensato del cammino cristiano. Credo si debba partire dall'ultimo... Bisogna lasciarsi trasformare... questo avviene, secondo me, solo quando ci sentiamo amati da Dio, e soprattutto.. quando riconosciamo di non meritarlo a causa del nostro stato di peccato. Non è sempre facile amare come ci ama il Signore, in molti casi sembra addirittura impossibile, ma riconoscersi tutti "oggetti" dell'amore di Dio, ci pone nella condizione migliore per riuscire a farlo. (Teresa)
Non chi Signore ma chi fa la volontà del Padre mio..... Non è sempre facile fare e comprendere la sua volontà, soprattutto quando arrivano le tempeste, il forte vento che sembra voglia spazzare via, qualsiasi cosa della mia vita. Penso alla casa del mio cuore. dove pongo le mie fondamenta? Certamente Signore quando è arrivata la tempesta che mi ha tolto mio figlio, ho guardato a Maria ai piedi della Croce, alle Parole di Gesù che disse a Marta Credi tu che IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA? Certamente non è facile ma la Parola di Gesù mi porta consolazione, mi dà la forza di andare avanti, di gettare le fondamenta del mio cuore sulla roccia di Gesù, di confidare in Lui. È vero è solo Lui la roccia su cui posso aggrapparmi e le tempeste non possono abbatterla perché Lui è con me sempre. (Francesca)
Oggi il Vangelo ci dà delle indicazioni precise: fare la sua volontà Gesù si rivolge a noi, ai nostri cuori, ricordandoci quanto la sua Parola sia preziosa per ciascuno di noi infatti, se noi oltre ad ascoltare la sua parola, sapremo metterla in pratica, saremo come l'uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Non saremmo privi di difficoltà e sofferenze ma la Fede ci sosterrà sempre! Allora mi metto in ascolto della Parola per intuire, giorno dopo giorno, In che modo il Signore mi sta parlando. Allora per me fare la volontà di Dio è quello che vivo ogni giorno, ciò che compio attraverso il bene, con le persone che incontro, con chi mi chiede una mano. Aiutami Signore a fare sempre la tua volontà, ad essere una testimone credibile del tuo Vangelo. (Bruna)