Cammino di Avvento 2025

Giorno 21 - Quarta Domenica di Avvento

Giorno 21 - Quarta Domenica di Avvento

Ci siamo.
Manca davvero poco al Natale.
Pochi piccoli passi ci separano dall’incontro con il Figlio di Dio,
nato per noi, per la nostra salvezza.

Prima di entrare nelle Letture, voglio dire un grazie sincero.
Grazie a tutti coloro che seguono questa pagina,
e in modo particolare a chi sta vivendo con fedeltà il Cammino di Avvento,
ricevendo ogni giorno una preghiera,
condividendo riflessioni, parole, segni di vita nuova.
State costruendo, insieme, una vera comunità in cammino verso il Natale.

Entriamo ora nel cuore della Parola di Dio.

 


 

Il centro di questa Domenica è senza dubbio il Vangelo,
strettamente legato alla Prima Lettura.

Matteo ci racconta la nascita di Gesù riprendendo una profezia antichissima di Isaia:

«Il Signore stesso vi darà un segno.
Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio,
che chiamerà Emmanuele».

Che significa Emmanuele?
Dio con noi.

Ed ecco il primo grande messaggio di questa Domenica:
Natale ci ricorda che Gesù è nato… e ora vive, risorto, sempre con noi.

Dio non è rimasto lontano.
Il Creatore dei cieli è sceso sulla terra.
Si è fatto come noi.
Si è fatto vicino.

E cosa c’è di più vicino di un neonato?
Quando lo prendiamo in braccio,
quando lo stringiamo al petto,
quando lo appoggiamo sulla spalla e sentiamo il suo respiro.

Ecco: questa è la prossimità che Gesù ha raggiunto nascendo.
Questo è il senso profondo di quella frase che spesso ascoltiamo:
il Verbo ha messo la sua tenda in mezzo a noi.

Dio non ci ha solo parlato.
È venuto ad abitare la nostra vita.


Nel racconto di Matteo emerge una figura silenziosa e potentissima: Giuseppe, “uomo giusto”. Chi sta camminando con noi sa che questa giustizia non è il rispetto della legge, ma prendere scelte con cuore di padre.

Giuseppe, nel sonno, ascolta la voce dell’angelo
che gli svela ciò che è accaduto a Maria
e il significato profondo di quello che sta vivendo,
oltre le conseguenze personali, oltre la paura.

L’angelo lo rassicura:
prendi con te Maria, non temere.

E Giuseppe fa ciò che sa fare chi riconosce la voce di Dio:

«Quando si destò dal sonno,
Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore
e prese con sé la sua sposa».

Giuseppe non dice una parola,
ma si muove.
Non resta fermo.
Obbedisce. Agisce.

Il Natale è tutto un movimento:
le carovane in cammino per il censimento,
i pastori che corrono verso la grotta,
i Magi che seguono la stella,
gli angeli che attraversano il cielo cantando.

In questo Avvento anche noi siamo chiamati a riconoscere la voce degli angeli
che ci parlano…
e poi passare all’azione.


A proposito di chiamata, la Seconda Lettura, con l’inizio della Lettera ai Romani, è chiarissima.
San Paolo ci ricorda chi siamo:

«Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata…
 per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli…
siete anche voi, chiamati da Gesù…
amati da Dio e santi per chiamata».

La nascita di Gesù è il punto zero della storia.
C’è un prima e un dopo.

È vero: il Figlio esiste dall’inizio dei tempi,
per mezzo di Lui tutte le cose sono state create.
Ma è con la sua nascita — e ancor più con la sua morte e risurrezione —
che tutto si mette in moto.

E in questo movimento ci siamo anche noi:
AMATI
CHIAMATI SANTI e APOSTOLI, cioè inviati, rappresentanti di Cristo.

Giuseppe si è messo in azione e anche noi siamo chiamati a farlo. Siamo inviati ma.. a fare cosa?

Il Natale ci offre un’occasione preziosa per annunciare il Vangelo,
come San Paolo, come gli Apostoli, come ogni vero cristiano.

Come?

Con gesti semplici ma potentissimi.
Diciamo “Buon Natale”, non solo “Buone Feste”.
Chiediamo ad amici e parenti:
«Tu vieni alla Messa di Mezzanotte o di Natale?»
Mostriamo il presepe ai nipotini e raccontiamo come quel Bambino ha cambiato la storia.

Ricordiamo a chi ha bisogno di sentirlo dire
che Gesù lo ama.

Non permettiamo che i poveri della nostra zona
vivano il Natale senza un pasto dignitoso.
Facciamo anche noi la nostra parte,
con gesti concreti, condivisione reale, carità vissuta.

Vedrete che, quando a Natale metterete il Bambinello nel presepe,
sarà più sorridente di come lo ricordavate.

Buona Domenica!

 

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***I vostri commenti sulla meditazione di ieri***

Che bello leggere che Lui viene non per distruggere (come tante volte ho pensato, non fidandomi di Lui) ma per liberare! (Marica)

Tu ,Signore ,sei la Chiave che non forza, ma attende.Stai alla porta del mio cuore non per giudicare ciò che troverai, ma per liberare ciò che è rimasto prigioniero troppo a lungo. Ci sono stanze che tengo chiuse per paura, ricordi che continuo a rileggere come se fossero ancora il mio presente. Eppure oggi sento il tuo bussare gentile,non fai rumore, non ti imponi, chiedi. Apri tu ciò che io non ho il coraggio di affrontare. Chiudi tu ciò che non mi lascia crescere.Insegnami a riconoscere la tua voce nelle parole semplici, negli incontri inattesi, negli “angeli” che hai posto sul mio cammino. Oggi, come Zaccheo, voglio scendere in fretta. Oggi voglio dirti sì. Entra, Signore. Resta. Fa’ luce dove ho avuto paura,metti pace dove ho combattuto da sola .Questa casa è tua,e io voglio finalmente abitare con Te. (Ersilia)

ISAIA 43. Quando anni fa, un sacerdote mi fece leggere questo testo ho pianto, ho scoperto l' amore incondizionato di Dio,quanto sono importante per Lui! "Perché tu sei prezioso ai miei occhi, Perché sei degno di stima e io ti amo, Do uomini al tuo posto e nazioni in cambio della tua vita.” Ancora oggi, il Signore me lo ripete, quando sono giù, quando ho bisogno di aiuto, quando ho bisogno di essere incoraggiata, amata! In questo cammino di Avvento me lo ripete ancora: Non temere, sono accanto a te, sto arrivando! Allora, si Signore, ti aspetto, mi affido a te e ogni cosa trova un senso, una via. Nulla è impossibile a Dio! (Bruna)

Gesù tu bussi alla porta del mio cuore, mi dici non temere, voglio venire ad abitare dentro di te, prendere dimora dentro il tuo cuore, per renderlo docile ad accogliere la mia Parola, affinché diventi vita nella tua vita.!!!! Gesù vieni ti dono la chiave perché tu possa aprire quella porta dove ancora faccio fatica a fidarmi di Te, dove ancora regna la mia pigrizia, entra nella stanza dove regnano ancora le cose del mondo che mi allontanano dalla Tua Presenza, Gesù fai entrare quella luce dove possa vedere Te, datore di ogni bene, dove le tenebre possano essere rivestite della tua luce, per essere e diventare luce ai fratelli che tu mi metti accanto, in particolare ai sofferenti nel corpo e nello spirito. VIENI SIGNORE GESÙ!!!!! (Francesca)