Cammino di Avvento 2025

Giorno 14 - Terza Domenica di Avvento

Giorno 14 - Terza Domenica di Avvento

Siamo arrivati alla terza Domenica di Avvento.
Ed è diversa dalle altre. La Liturgia oggi ci ferma e ci dice una parola sola, fortissima: GIOIA.

È la Domenica detta Gaudete, “rallegratevi”.
Non a caso il colore liturgico non è più il viola, ma il rosa: una luce che si accende nel cammino, un anticipo di Natale.

E allora la prima domanda è inevitabile:
come stai vivendo questo Avvento?
C’è gioia dentro di te?
La gioia di chi attende la nascita di un bambino?

Questa Domenica non si può vivere senza gioia.
E per questo, con chi sta facendo il Cammino di Avvento quotidiano con noi, ci siamo preparati già da ieri a questa festa.
(Se vuoi unirti anche tu commenta “AVVENTO” a questo post!)

 


 

Partiamo oggi dalla Seconda Lettura, dalla lettera di San Giacomo.
Ancora una volta si parla di attesa.
Ma il maestro, questa volta, è l’agricoltore:

«Siate costanti, fratelli miei, fino alla venuta del Signore.
Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra
finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge.
Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori,
perché la venuta del Signore è vicina.»

Queste parole mi toccano in modo particolare.
Sono cresciuto in un’azienda agricola e so bene cosa significa essere agricoltori.

Per coltivare la terra serve pazienza.
Le tue scelte sono vincolate dal tempo, da forze della natura imprevedibili, da avversari come erbacce e parassiti.
E anche quando hai fatto tutto nel modo migliore… devi aspettare.
Non puoi accelerare la crescita.
Non puoi forzare il frutto.

Ma l’agricoltore sa una cosa: il frutto arriverà.
Perché il buon Dio non manca di far piovere e di benedire il raccolto.

Serve però costanza.

E allora la domanda si fa seria:
sono costante nella preghiera?
Costante nell’attesa del Regno che viene?
Costante nel vivere da cristiano, anche quando non vedo risultati immediati?

Come mi troverà il Signore che viene?

 


 

La Prima Lettura, dal profeta Isaia, è un’esplosione di gioia.
Ci regala una promessa meravigliosa:

«Ci sarà un sentiero e una strada
e la chiameranno via santa.
Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore
e verranno in Sion con giubilo;
felicità perenne splenderà sul loro capo;
gioia e felicità li seguiranno.»

Ci viene promessa una felicità perenne.
È la gioia che non tramonta, la gioia della vita eterna.

Nel deserto — proprio lì dove sembra impossibile — si apre una strada.
La via santa.

Non tutte le vie sono sante. E dopo anni di Parola, catechesi, ritiri, Messe, la domanda diventa inevitabile:

so riconoscere qual è la via santa che il Signore ha pensato per me?
E se la riconosco… la sto imboccando davvero?
Con decisione, con lo sguardo fisso alla meta, per ottenere il premio, come dice San Paolo?

 


 

Il Vangelo oggi ci consola profondamente.
Perché nella nostra quotidianità, fatta di dubbi e insicurezze, troviamo un’inaspettata compagnia: Giovanni Battista.

Proprio lui.
Colui che ha indicato l’Agnello di Dio.
Si ritrova a domandare, nell’attesa:

«Sei tu colui che deve venire
o dobbiamo aspettare un altro?»

Giovanni è il più grande tra i nati da donna.
Eppure Gesù dirà che è più piccolo del più piccolo nel Regno dei Cieli.

Ancora una volta siamo chiamati a tornare piccoli.
A credere che da un neonato, nato 2000 anni fa,
è arrivata la salvezza per me e per te.

Smettiamo di restare bloccati nei dubbi.
Andiamo incontro a Cristo che viene.
A Cristo che salva, che guarisce, che ci fa risorgere già oggi, per vivere una vita piena.

Manca poco al Natale.

E allora l’ultima domanda, decisiva:
ci arrivo di corsa, pensando solo al cenone e ai regali?
Oppure mi preoccupo di farmi trovare sulla via santa,
con il cuore gioioso, pronto, aperto,
da Cristo che viene a cercarmi?

Perché quando Lui arriva davvero…
fuggiranno tristezza e pianto.”

Buona Domenica della Gioia!

 

***I vostri commenti sulla meditazione di ieri***

 

È il deserto in cui forse mi sono infilato io stesso, con le mie scelte, le mie paure, le mie chiusure. Io credo davvero che il mio Dio viene a salvarmi? Il mio Dio mi salva ogni giorno! Lode a te mio Dio. (Emmanuela)

I profeti non ascoltati, i profeti mandati da Dio per raddrizzare la mia strada, i profeti portatori di speranza, di pace. Quante volte incontro qualcuno che mi parla, per aiutarmi a crescere nel cammino di conversione, e  sono quel fanciullo che ha sentito suonare la Parola di vita ma si lamenta, oppure non ascolto. Ebbene questo Avvento è il momento favorevole di ritornare alle origini del mio cammino, il desiderio che mi aveva messo nel cuore, quando mi fu annunciato da una sorella di fede che DIO È AMORE, di conoscere questo Gesù che mi ama talmente tanto da morire, risorgere per me. È Gesù il Profeta per eccellenza che anche oggi mi invita all'ascolto della Sua Parola, un ascolto di cuore, dove la Parola accolta, ruminata, e fatta mia possa diventare sempre più vita nella mia vita quotidiana. Vieni Spirito Santo, illumina la mia mente, riscalda il mio cuore, pulisci con il tuo balsamo le orecchie del mio cuore,  apri la mia bocca per essere riempita di parole di gentilezza, di perdono, affinché la mia bocca proclami  non la mia, ma la tua Parola di vita di verità e di pace. Lode a Te Signore Gesù, che mi hai fatto rinascere 27 anni fa e ogni giorno lo fai. AMEN (Francesca)

Penso che il Signore mi abbia salvata già tanti anni fa, quando non avevo più voglia di vivere, quando la mia vita era arida e senza uno scopo. Mi ero persa nelle mie imperfezioni, mi guardavo allo specchio senza più riconoscermi. Sul mio cammino avevo incontrato un Isaia che gridava nel mio deserto: un deserto fatto di spine, dolore, pianto, fragilità e paure. Non avevo voglia di rialzarmi, ma dovevo farlo per me stessa e per i miei figli. Non era facile. E poi, all’improvviso, un Giovanni Battista che mi ha indicato la strada, la via santa, invitandomi a guardare Gesù, l’Agnello di Dio, il BuonPastore. Così ho compreso che il deserto non è la fine: Dio lo attraversa e lo fa rifiorire. Il mio, oggi, è pieno di fiori colorati e sgargianti, segni di una vita nuova che continua a nascere sotto il suo sguardo d’amore. (Ersilia)