Cammino di Quaresima 2026

Domenica delle Palme

Domenica delle Palme

Ben ritrovati!

Un saluto a chi si unisce a noi per il commento della Domenica e a chi è arrivato fino a qui, al termine del cammino quaresimale “Dilata il cuore”.

E un benvenuto speciale anche a chi continua ad aggiungersi: non è mai troppo tardi per mettersi in cammino con il Signore!

Abbiamo attraversato insieme queste settimane con un percorso chiaro e progressivo:
 “Risveglia il desiderio”, “Purifica il cuore”, “Disarma la lingua”, “Impara ad amare”,
 e infine “Vivi la comunione”.

Un cammino che ci ha portato prima dentro noi stessi, poi verso l’altro, e infine dentro un “noi” più grande, quello del popolo di Dio.

Oggi la Chiesa celebra l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e la Liturgia lo esprime in modo molto concreto: ci raduniamo, portiamo rami di ulivo, facciamo processione. Come ci ricorda la monizione iniziale:

“Fin dall’inizio della Quaresima abbiamo cominciato a preparare i nostri cuori attraverso la penitenza e le opere di carità. Oggi siamo qui radunati affinché con tutta la Chiesa possiamo essere introdotti al mistero pasquale del nostro Signore Gesù Cristo, il quale, per dare reale compimento alla propria passione e risurrezione, entrò nella sua città, Gerusalemme. Seguiamo perciò il Signore, facendo memoria del suo ingresso salvifico con fede e devozione, affinché, resi partecipi per grazia del mistero della croce, possiamo aver parte alla risurrezione e alla vita eterna.”

Entriamo anche noi con Lui. Non da spettatori. Ma da partecipi.


In questa Domenica la Liturgia ci mette davanti a una scena potente:
la folla acclama Gesù, lo riconosce come re, grida “Osanna!”.

Ma sappiamo come andrà a finire.

Quella stessa folla, pochi giorni dopo, griderà: “Crocifiggilo!”

E allora la domanda non è teorica. È concreta:
io da che parte sto?
E soprattutto… da che parte resto?

Perché il problema non è iniziare bene. È restare quando tutto crolla.

E tutto dipende da una domanda che attraversa il Vangelo che precede la Processione: “Chi è costui?”

Se Gesù è solo qualcuno che mi aiuta quando mi serve, lo abbandonerò. Se è il Signore della mia vita… resterò.


 

La Prima Lettura ci riporta indietro, facendoci rileggere il nostro cammino:

“Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo… ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti.”

È quello che abbiamo vissuto in queste settimane: imparare ad ascoltare, a lasciarci formare, a non opporre resistenza. Non è stato solo un esercizio quaresimale. È uno stile di vita che può diventare la nostra quotidianità dopo Pasqua, leggendo il Vangelo del giorno, recuperando qualche meditazione passata o gli appunti che avete scritto in queste settimane. Per essere sempre cristiani risorti, uomini e donne di preghiera, amici spirituali, fratelli tutti.

Il Salmo invece ci porta già dentro la croce: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”

Parole dure. Reali. Umanissime. Ma non è a fine. Perché la storia non finisce sulla croce né nel sepolcro. Lo stesso Salmo si conclude con “Ti loderò in mezzo all'assemblea. Lodate il Signore, voi suoi fedeli”

La Seconda Lettura, dalla Lettera ai Filippesi, ci consegna il centro di tutto: Cristo si abbassa, si svuota, si fa obbediente fino alla morte… e proprio per questo viene esaltato.

Qui c’è la logica di Dio che non evita la sofferenza, ma la attraversa. E la trasforma per offrire qualcosa di molto di più.

 

Arriviamo poi al racconto della Passione. Non è un testo da “spiegare”. È un testo da abitare.

Fermiamoci su alcune immagini. Lasciamole lavorare dentro di noi:

  • Due apostoli: uno chiede «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?» e l’altro «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?» Sempre apostoli ma con idee diverse sul fare la Sua volontà
  • Pietro che promette… e poi cade di fronte a una giovane serva.
  • Gesù che nel Getsemani prova angoscia vera, come noi.
  • Tutti i discepoli che fuggono.
  • Pilato che si lava le mani… e si sporca l’anima.
  • Simone di Cirene costretto a portare la croce… e che diventa l’unico a dare sollievo a Gesù.
  • Un pagano che, sotto la croce, fa la prima vera professione di fede.
  • Giuseppe d'Arimatea, uomo ricco, che si espone per dare degna sepoltura a Gesù e ci ricorda che Gesù è venuto per tutti.

Dentro questo Vangelo ci siamo noi. In tutte le nostre contraddizioni che vengono trasfigurate da questo brano incredibile. A noi la scelta di che uomini e donne vogliamo essere, che parte prendere nella storia dell’umanità. Intanto viviamo bene questa Settimana.

Questa non è una settimana come le altre. È la Settimana. Non lasciamola scorrere invano, dopo tutto il cammino fatto insieme per arrivare fin qui!


 

MISSIONE

  • Scegli un momento ogni giorno per rileggere un brano della Passione e fermarti su ciò che ti colpisce.
  • Puoi recitare ogni giorno, nella Settimana Santa, questa “razioncella” che rappresenta il dialogo tra Gesù e Maria:

Figlio che sarà di voi lunedi santo? Mamma mia lunedi santo sarò un povero pellegrino.

Figlio che sarà di voi martedi santo? Mamma mia martedi santo sarò un povero profeta.

Figlio che sarà di voi mercoledi santo? Mamma mia mercoledi santo sarò un povero cavaliere.

Figlio che sarà di voi giovedi santo? Mamma mia giovedi santo sarò nell'orto a sudar sangue.

Figlio che sarà di voi venerdi santo? Mamma mia venerdi santo sarò sulla croce ben chiodato.

Figlio che sarà di voi sabato santo? Mamma mia sabato santo sarò il re di tutto il mondo.

Chi dice questa razioncella, tre volte al giorno la settimana santa, nove volta il sabato santo, avesse tanti peccati quante stille d'acqua stan nel mare, eppure li vorrei perdonare.

 

  • Partecipa alle celebrazioni del Triduo Pasquale da protagonista.
  • Fai entrare davvero Gesù nella tua vita, non solo con un ramo d’ulivo, ma con la scelta concreta nel cuore.
  • Se vuoi, puoi contribuire alle meditazioni del Triduo: scrivimi e ti dirò come partecipare per arricchire il Cammino di ciascuno.

Oggi entriamo con Lui a Gerusalemme. Esultiamo e restiamo fino alla fine.

Buona Domenica delle Palme!

 

LE VOSTRE RIFLESSIONI

Buongiorno a tutti e grazie per questa nuova meditazione. "Noi siamo costruttori di pace": quanto è vera questa frase? Leggendola, non ho potuto fare a meno di pensare a Santa Rita, una donna che della pace e dell'amore totale, ha fatto la sua missione. Io ho cercato sempre di imitarla, nel mio piccolo, ma bisogna anche ritagliare un piccolo spazio per guardarsi dentro e mettersi a nudo: riusciamo sempre in questo intento? Io, personalmente, no. Essere costruttori di pace e di amore, è un lavoro continuo ed instancabile, che non sembra mai raggiungere la meta, una fine. Un lavoro che (dinanzi alla società odierna), cammina di pari passo con la voglia di arrendersi, mollare tutto, credendo che il proprio operato sia del tutto inutile. È proprio qui che allora, bisogna riportare nella mente e nel cuore la testimonianza di vita di Gesù: un uomo che ha AMATO, sempre. Anche davanti all'ingratudine e al male più spietato. Gesù ha amato. È stato un costruttore di pace, mai di odio. E Santa Rita (come accennavo prima), ha incarnato alla perfezione questo esempio di amore, pace, perdono e riconciliazione. Proprio perché ispirata da Gesù. Penso che allora anche noi possiamo lasciarci ispirare, fidandoci e affidandoci a Colui che ci ha lasciato uno degli insegnamenti più belli: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio." (Miriam)

Che gioia aver vissuto un momento di preghiera con alcuni di voi, dopo essersi conosciuti. Una preghiera semplice, come la Compieta venerdì sera e l’Ora Media sabato mattina dove i Salmi raccontano del nostro Cammino. Del desiderio e del cuore puro, del parlare bene e dell’amare, del vivere la comunione.. insomma.. di dilatare il cuore! Buon cammino a tutti e buon ingresso nella Settimana Santa! (Emanuele)

Ho pensato di chiamare questa Settimana così: “Dalla Croce alla Luce”. Dal sacrificio alla resurrezione, dal buio alla speranza. La croce non è l’ultima parola: è il passaggio di un amore che si dona fino in fondo e che nella luce della risurrezione trasforma tutto in vita nuova. Oggi non siamo chiamati solo a leggere la Passione, ma a entrarci dentro: non come spettatori lontani, ma come persone coinvolte, toccate, trasformate. Il Vangelo di Matteo non è solo un racconto di dolore: è uno specchio. Dentro ci siamo noi, con le nostre cadute e le nostre paure, ma anche con il desiderio di amare davvero. Le parole di Gregorio Nazianzeno ci indicano una strada concreta: non esiste un solo modo di stare accanto a Gesù. Siamo chiamati a riconoscerci nei personaggi della Passione: chi porta una croce non scelta, chi si affida nonostante i propri errori, chi ama nel silenzio con gesti concreti, e chi resta fedele anche nel dolore. In ognuno di loro scopriamo che seguire Gesù significa vivere un amore vero, che non fugge ma si dona fino alla fine. La Passione ci rivela che Dio entra nella nostra sofferenza e la prende su di sé. La domanda è una sola: dove sono io accanto a Gesù? Perché la Pasqua inizia quando capiamo che quell’amore… è proprio per noi. (Anna)

Preghiamo sempre tutti uniti per i malati e i costruttori di pace perché Dio illumini le loro speranze. Alla messa di questa sera sarete tutti nelle mie preghiere. Pace e bene. (Maurizio)

Domani entriamo nella Settimana Santa: non è soltanto l’inizio di giorni intensi, ma l’ingresso nel cuore stesso dell’amore di Dio. Accompagniamo Gesù con i rami nelle mani, ma soprattutto con il cuore aperto, pronti a seguirlo non solo nell’“Osanna” della festa, ma anche nella fedeltà della croce. La Parola ci dice: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!” (Mt 21,9) C’è una chicca bellissima che spesso ci sfugge: la Chiesa non chiama questa domenica soltanto “Domenica delle Palme”, ma “Domenica delle Palme nella Passione del Signore”. È come se ci dicesse: attenzione, Gesù entra sì da Re, ma il suo trono sarà la croce. Le palme annunciano già una vittoria, ma una vittoria diversa da quella del mondo: la vittoria dell’amore che si consegna. E ce n’è un’altra molto forte: nel Vangelo non compaiono solo i rami, ma anche i mantelli stesi a terra davanti a Gesù. Non offrono soltanto qualcosa che hanno in mano: depongono ai suoi piedi qualcosa che li copre, che li rappresenta. È un segno potente: non basta sventolare un ramo, bisogna deporre davanti al Signore la propria vita. Per questo il mio augurio per tutti noi è semplice e profondo: che questa Pasqua non ci trovi spettatori, ma discepoli; non persone che applaudono Gesù da lontano, ma cuori che lo seguono da vicino; non cristiani di abitudine, ma uomini e donne toccati dalla sua Passione d’amore. Perché nessuno domani si senta fuori da questo abbraccio del Signore, che entra in Gerusalemme per entrare ancora una volta nella nostra vita. A tutti voi, alle vostre famiglie, ai vostri gruppi e alle vostre comunità: buona Domenica delle Palme, santo ingresso nella Settimana Santa, e che Cristo Re mite e umile trovi davvero spazio nei nostri cuori. Questo è il messaggio di buona Settimana Santa che ci è arrivato dal nostro coordinatore diocesano del Rinnovamento. Lo giro con tutto il ❤️ a  quest'altra piccola comunità in cammino verso la Pasqua del nostro Signore. Che davvero ognuno di noi possa incontrare il Risorto nell'intimo del proprio cuore. Buonanotte (Teresa)

Il dolore e l'umiliazione che hai sopportato per amore dei tuoi figli, Signore, sia esempio per tutti noi, sia seme di una forza che germoglierà nel nostro cuore e che ci permetterà di sorreggere il peso delle nostre croci, come tu hai fatto, condividendo con te non solo la gloria, ma anche la fatica e la rinuncia. Donaci il coraggio di combattere le difficoltà che la vita ci pone ogni giorno, di non rassegnarci alla nostra condizione umana, di non cadere nella passività che tanto caratterizza il nostro mondo, di avere in noi sempre il lume della speranza che solo tu riesci a tenere acceso. Signore Gesù sulla croce hai voluto l' aiuto di un uomo e da quel momento la sua strada si intreccia con la tua. Così accade per noi. Spesso la croce arriva inattesa. Donaci, Signore, un cuore capace di riconoscerti e a non fuggire,ma insegnaci a portare insieme il peso della vita, affinche' ogni mano tesa, ogni croce condivisa diventi incontro con te. (Emmanuela)