Cammino di Quaresima 2026

Mercoledì delle Ceneri

Mercoledì delle Ceneri

Benvenuti al Cammino di Quaresima 2026! 

Come avete visto si intitola “Dilata il cuore!” e sarà presto chiaro il perché!

 

Se sei qui per la prima volta, se hai iniziato a seguirci su Instagram, ci leggi su WhatsApp o direttamente su DovePregare.it , sappi che tu e gli altri non siete arrivati per caso. Siete parte di un popolo che si mette in cammino, insieme a chi ha già condiviso la Quaresima 2025 o lo scorso Avvento, persone che non si sono ancora mai incontrati di persona ma che si sentono davvero fratelli e sorelle nella fede, stretti da un legame fatto di preghiere, di parole condivise, di passi fatti insieme perché quando si cammina verso Dio, non si resta mai soli.

Oggi iniziamo.

Forse questa meditazione sarà un po’ più lunga, perché ogni cammino ha bisogno di basi solide. Spesso diciamo che l’importante è il viaggio ma nella Quaresima non possiamo perdere di vista la meta. La meta è la Pasqua.

È la Risurrezione. È la vita nuova.

Questo cammino attraversa il deserto, passa per la predicazione di Gesù, gli incontri, i miracoli, le conversioni… arriva fino alle Palme, attraversa il dolore del Triduo Pasquale, e si apre alla luce del mattino di Pasqua, da cui tutto sgorga. Se perdiamo la meta, perdiamo il senso del cammino.

Quando iniziare a incamminarsi davvero?

La risposta ce la dà la Parola, nella Seconda Lettura di oggi:
“Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!” (2 Corinzi 6,2).

Non domani. Non quando sarai più pronta. Non quando avrai più tempo.

Ora.

Hai scelto di vivere una Quaresima diversa.
Hai scelto di non farla da solo ma camminare insieme ad altri fratelli e sorelle, come ci ha raccomandato Papa Leone. Hai già fatto il primo passo.

Ora ci sono altri passi da fare. Ogni anno la Chiesa, nel giorno delle Ceneri, ce ne ricorda tre fondamentali. Elemosina, preghiera, digiuno. Non sono obblighi, ma strade di libertà. Sono strumenti concreti per rimettere ordine, per ritrovare Dio nel quotidiano, per riscoprire chi siamo davvero. E non è un caso che il Vangelo sia sempre lo stesso (Matteo 6): come a dirci che non possiamo saltare questo punto di partenza.

Ma hai mai fatto caso all’ordine? Il Vangelo parte dall’elemosina. Parte dall’altro.

E questo ci sorprende. Forse ci aspetteremmo di iniziare da ciò che è più “gestibile”: la preghiera, il digiuno, qualcosa che riguarda me e Dio. Invece Gesù ci porta subito fuori da noi stessi. Perché la conversione vera non è mai solo interiore.

Già qui risuona l’invito che abbiamo accolto: dilatare il cuore. C’è spazio per gli altri nel mio cuore? La Quaresima non è mai chiusura. È apertura.

Poi c’è la preghiera.

“Quando preghi, entra nella tua stanza, chiudi la porta e prega il Padre tuo nel segreto” (Matteo 6,6). Qui il Signore ci riporta all’essenziale: la relazione con Lui. Sappiamo che è proprio qui che fatichiamo. Le giornate corrono, le priorità si accavallano, e la preghiera diventa qualcosa che “se avanza tempo…”.

Ma lo spazio per Dio non si trova. Si sceglie.

E lo spazio, oggi, significa tempo. 

Tempo programmato.
Tempo custodito.
Tempo desiderato.

Un tempo che decidiamo già al mattino, che difendiamo, che non lasciamo scivolare via. Un tempo per questa meditazione, per il Vangelo del giorno, per entrare in una Chiesa, anche solo per pochi minuti. Perché la relazione cresce solo se viene vissuta.

E infine il digiuno.

Spesso lo riduciamo a una rinuncia alimentare, ma è molto di più. È allenare il cuore a non dipendere da ciò che non è essenziale. È fare spazio. È dire a noi stessi: non tutto mi serve, non tutto mi definisce. Nel Vangelo, su questo, Gesù non dà molte indicazioni, se non di essere “profumati”. Per nascondere il digiuno, certo. Ma anche perché ciò a cui rinunciamo, spesso, è proprio ciò che ci fa tornare a brillare, a profumare di cielo.

E allora il digiuno non è solo togliere qualcosa. È scegliere cosa lasciare andare per vivere più liberi. Le parole, ad esempio. Quelle che feriscono. Quelle che pesano. Quelle che distruggono. Abbiamo sentito ieri che Papa Leone ci chiama al disarmo del linguaggio. Chiediamocelo: quello che sto per dire costruisce o distrugge? Avvicina o allontana?

All’inizio della Prima Lettura abbiamo ascoltato:
“Ritornate a me con tutto il cuore… laceratevi il cuore e non le vesti” (Gioele 2,12-13).

Ecco il centro. È una questione di cuore.

Non di apparenza. Non di performance. Non di fare di più. Ma di tornare.

San Paolo, nella Seconda Lettura, ci dice qualcosa di ancora più grande:
“Noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta” (2 Corinzi 5,20). Ci arriveremo. Passo dopo passo.

Oggi iniziamo. Nel segreto, nel silenzio, in modo semplice. Ma sapendo che non siamo soli. Ci sono fratelli e sorelle che stanno leggendo queste stesse parole, che stanno pregando per te, per me, per questo cammino. E piano piano ci conosceremo.

Come vivere in modo concreto questo primo giorno di Quaresima?

Se puoi, partecipa alla Messa con l’imposizione delle Ceneri (per chi segue il rito ambrosiano, arriverà tra qualche giorno). È un gesto semplice, ma potente. È un segno che ci riporta alla verità.

E poi porta con te tre parole di questa Liturgia. No, non ancora elemosina, preghiera e digiuno. Oggi fermiamoci su altre tre parole.

La prima: “Ricordati che sei polvere”.
Non per scoraggiarti. Ma per ricordarti che non sei tu il centro. Che la vita è dono. Che tutto passa, e che solo Dio resta.

La seconda: “Nel segreto”.
Quante cose facciamo per essere visti? Questa Quaresima può diventare uno spazio dove tornare veri, dove non dobbiamo dimostrare nulla, dove possiamo preoccuparci dello sguardo di Dio e basta.

La terza: “Padre”.
Gesù lo ripete più volte nel Vangelo di oggi: il Padre tuo, il Padre vostro. Non sei solo. Sei figlio. Sei figlia. Hai fratelli e sorelle. E tutto parte da questa relazione col Padre.

Allora iniziamo così.

Senza voler fare tutto subito. Senza pretendere perfezione, ma con il desiderio sincero di camminare a cuore aperto, verso la Pasqua.

Mentre in lontananza si sentono le campane di mezzanotte che indicano l’inizio della Quaresima, auguro a voi e a me, un buon cammino insieme!

E oggi, come ogni giorno, non dimentichiamoci di pregare gli uni per gli altri.