Ben ritrovati a tutti e un caloroso benvenuto a chi si è unito negli ultimi giorni al nostro Cammino. C’è chi è qui dal primo giorno, chi ci ha scoperto con il commento alla Domenica, chi è arrivato dopo aver ricevuto le ceneri ieri, seguendo il rito ambrosiano.
In questi giorni ci siamo preparati: abbiamo ascoltato il messaggio del Papa, abbiamo vissuto il Mercoledì delle Ceneri, abbiamo iniziato a pensare al fioretto, alla Via Crucis, a come lasciarci accompagnare da Maria e dal prossimo. Siamo stati spinti nel deserto con Gesù… e ora è tempo di mettersi in cammino davvero. E poiché ogni cammino ha delle tappe, anche noi, questa settimana, affrontiamo la prima, che ha un titolo semplice ma decisivo: “Risveglia il desiderio.”
RISVEGLIA IL DESIDERIO
Per partire davvero, serve soprattutto una cosa: sapere dove vuoi andare.
Sappiamo che stiamo andando a Gerusalemme con Gesù, per entrare nel Cenacolo, salire sul Golgota, trionfare sul sepolcro vuoto. Questa è la nostra meta.
Ma cosa desideriamo davvero?
Se non sai cosa desideri, resterai fermo. O peggio, camminerai… ma senza direzione. E questo vale anche nella vita spirituale. Vale nella conversione. Vale nella Quaresima. In modo molto concreto: se non immagini il futuro che desideri, difficilmente metterai in atto ciò che serve per cambiare davvero. Gesù dice: “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,21)
Quaresima non è prima di tutto “togliere” ma una domanda. Cosa sto cercando davvero?
Perché il problema non è che desideri troppo. È che spesso… desideri troppo poco. Ci riempiamo di cose che non bastano mai. E poi diciamo: “Mi sento vuota…”
Dio non vuole toglierti qualcosa. Vuole allargarti il cuore.
Pensiamo a San Francesco d’Assisi.
Anche lui aveva un desiderio: voleva diventare cavaliere, cercava gloria, riconoscimento, grandezza. E Dio non ha distrutto quel desiderio. Lo ha trasformato. Lo ha portato più in profondità. Più in alto. Più vero. Da quel desiderio è nata una chiamata. E da quella chiamata… una fraternità che ha cambiato la storia.
Dio fa così anche con noi. Non cancella i desideri. Li purifica. Li dilata. Li porta al loro compimento.
LA DOMANDA DELLA SETTIMANA
Allora questa settimana tieni nel cuore — e scrivi sul tuo quaderno — una domanda profonda: Cosa desidero davvero per la mia vita oggi?
Scrivila insieme alla risposta. Non aver paura di essere sincero. E poi tornaci. Rileggila durante la settimana. Perché a volte la prima risposta non è quella più vera. Serve ascolto. Serve tempo. Serve cammino.
APPROFONDIMENTO
Oggi la Parola ci accompagna con un invito che sembra enorme:
“Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo.” (Lv 19,2)
Santi? Davvero?
Sembra troppo alto. Troppo distante. Troppo “non per me”.
E invece no. Papa Francesco, nella Gaudete et Exsultate, ci ricorda una cosa bellissima: la santità non è per pochi eroi. È per tutti.
Leggiamo le prime pagine dell’Esortazione Apostolica:
Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità per la quale siamo stati creati. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà, fin dalle prime pagine della Bibbia è presente, in diversi modi, la chiamata alla santità.
Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante. Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio, o, per usare un’altra espressione, “la classe media della santità”
Quello che vorrei ricordare con questa Esortazione è soprattutto la chiamata alla santità che il Signore fa a ciascuno di noi, quella chiamata che rivolge anche a te: «Siate santi, perché io sono santo». Il Concilio Vaticano II lo ha messo in risalto con forza: «Muniti di salutari mezzi di una tale abbondanza e di una tale grandezza, tutti i fedeli di ogni stato e condizione sono chiamati dal Signore, ognuno per la sua via, a una santità la cui perfezione è quella stessa del Padre celeste».
«Ognuno per la sua via», dice il Concilio. Dunque, non è il caso di scoraggiarsi quando si contemplano modelli di santità che appaiono irraggiungibili. Ci sono testimonianze che sono utili per stimolarci e motivarci, ma non perché cerchiamo di copiarle, in quanto ciò potrebbe perfino allontanarci dalla via unica e specifica che il Signore ha in serbo per noi. Quello che conta è che ciascun credente discerna la propria strada e faccia emergere il meglio di sé, quanto di così personale Dio ha posto in lui e non che si esaurisca cercando di imitare qualcosa che non è stato pensato per lui.
Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova. Sei una consacrata o un consacrato? Sii santo vivendo con gioia la tua donazione. Sei sposato? Sii santo amando e prendendoti cura di tuo marito o di tua moglie, come Cristo ha fatto con la Chiesa. Sei un lavoratore? Sii santo compiendo con onestà e competenza il tuo lavoro al servizio dei fratelli. Sei genitore o nonna o nonno? Sii santo insegnando con pazienza ai bambini a seguire Gesù. Hai autorità? Sii santo lottando a favore del bene comune e rinunciando ai tuoi interessi personali.
Questa santità a cui il Signore ti chiama andrà crescendo mediante piccoli gesti. Per esempio: una signora va al mercato a fare la spesa, incontra una vicina e inizia a parlare, e vengono le critiche. Ma questa donna dice dentro di sé: “No, non parlerò male di nessuno”. Questo è un passo verso la santità. Poi, a casa, suo figlio le chiede di parlare delle sue fantasie e, anche se è stanca, si siede accanto a lui e ascolta con pazienza e affetto. Ecco un’altra offerta che santifica. Quindi sperimenta un momento di angoscia, ma ricorda l’amore della Vergine Maria, prende il rosario e prega con fede. Questa è un’altra via di santità. Poi esce per strada, incontra un povero e si ferma a conversare con lui con affetto. Anche questo è un passo avanti.
Si, adoro la Gaudete et Exsultate. L’ho letta nel 2021 e la rileggo di continuo. Un testo che ci dice che la Santità è fatta di gesti quotidiani. Di pazienza. Di amore concreto. Di fedeltà nelle piccole cose. Parla dei “santi della porta accanto”. Quelli che vivono accanto a noi. E siamo chiamati a esserlo anche noi!
La santità non è un “di più”. È la vita piena che desideriamo.
🎯 MISSIONE DEL GIORNO
Per risvegliare il desiderio, oggi ti propongo tre passi semplici:
1. Scegli un Santo
Sabato ci siamo affidati a Maria, Madre del Cammino, come “gruppo”, “comunità”. Ora scegli un santo che cammini con te. Affidagli i tuoi passi, le tue fatiche, le tue gioie. Conoscilo. Leggilo. Lasciati ispirare.
2. Porta la santità nella tua vita concreta
Chiediti: cosa significa PER ME essere santa, essere santo…
nel mio paese, nel mio quartiere, nel mio ufficio, nella mia parrocchia, e soprattutto a casa mia?
3. Approfondisci (se vuoi)
Se puoi, leggi la Gaudete et Exsultate. La puoi acquistare facilmente online o in libreria a pochi euro, oppure puoi leggerla gratis qui, sul sito della Santa Sede. Può essere una compagna preziosa in questa Quaresima.
Io affido questo Cammino a San Francesco d’Assisi.
Ieri un frate, un fratello, ha pregato per me davanti alle sue spoglie ad Assisi, esposte in questo tempo speciale del centenario del transito. E ho sentito forte questo invito: avere desideri grandi. Desideri che cambiano la vita. La nostra… e quella degli altri.
Perché Francesco non ha cambiato solo sé stesso. Ha cambiato la storia. E forse anche tu, nel tuo piccolo, sei chiamato a questo. Per farlo, serve iniziare a vivere da risorti.
Allora iniziamo così questo Cammino: non con la paura di non farcela, ma con un cuore che si apre. Risvegliamo il desiderio.
Buon cammino… passo dopo passo. Insieme!
E ricorda: se vuoi, puoi condividere anche tu le tue riflessioni con i fratelli e sorelle che camminano con te!
LE VOSTRE RIFLESSIONI
Il cammino va bene...nel mio cuore c'è scolpito un breve passo di Marco 6,50-51, "Coraggio sono io, non abbiate paura!" E sali' sulla barca con loro e il vento cessò " (Corrado)
E’ vero comunque; "se sei figlio di Dio..." è la prima tentazione. Pensiamo sempre che dobbiamo cavarcela da soli. E invece no. Chi ha un Padre, penso proprio che non ti fa fare tutto da solo/a.. è la tentazione più grande, la paura di affrontare tutto da soli e diversi rimboccare le maniche davanti a una situazione ansiogena. E invece no. Lo Spirito che ci manda nel deserto.. anche se ho paura del deserto, e so che la paura viene dal demonio , spero che continui ad alitare su di me la forza, lo zelo, la sapienza.. anche se è difficile.. Poi oggi ci parla anche di Perdono. Io forse non ho capito niente del Perdono di cui ci parla Cristo.. Cioè ma ti rendi conto , per esempio, che che Lui è resuscitato è andato a farsi vedere ed è apparso ai suoi discepoli, quelli che lo avevano tradito, rinnegato, cioè .. capisci! E poi… aprire il Vangelo a caso e ricevere questa Parola proprio oggi, Prima Domenica di Quaresima e anche mio giorno di compleanno. Il Signore ha stile nel fare le cose.. Ha tanta Sapienza. Sapeva che avevo bisogno di una parola chiara. E d'amore. Più chiara di questa? Beato Pietro a cui Gesù chiede "uomo di poca fede, perché hai dubitato?". Pietro era impaurito, il mare era agitato, le forti onde muovevano la barca, il vento era contrario.. come non avere paura umanamente?! Io sono proprio come Pietro. Ma Dio ha fondato la Chiesa proprio su Pietro che poi viene chiamato per confermare la fede degli altri apostoli. L'apostolo degli apostoli. Oggi, Prima Domenica di Quaresima, Cristo mi chiama a non aver paura anche se è un tempo di deserto. Non dubitare. Io sono figlia di Dio. Non me la devo cavare da sola, non devo fare nessuno sforzo. Se cado e ho dei dubbi c'è quella mano che Gesù Cristo mi tende. Per risollevarmi dalle acque profonde delle mie ansie e paure - dove sicuramente ricadrò. Ma è un Cammino. Tutti i giorni si ricomincia. "Dacci OGGI il Nostro Pane", quindi il cristiano vive l'oggi. Oggi il Signore viene a tirarmi fuori dalle mie ansie. Non si scandalizza e non si blocca davanti alla mia incredulità, ai miei continui dubbi, alla mia poca fede quasi spenta. Perché noi cristiani la fede ce l'abbiamo dal Battesimo ma devo chiedere che accresca tutti i giorni: "Signore, accresci la mia fede" in Te.. La Misericordia di Gesù oggi mi disarma e mi consola. In questa Prima Domenica di Quaresima mi chiama al Perdono e alla Misericordia, sì, verso gli altri ma, in primis, verso me stessa. Non devo seguire la legge del mondo ma la legge dell'amore.. basta catene, niente più lacci. Mi chiama anche a seguire il suo esempio nel pregare: Gesù pregava sempre. Spesso pregava e i discepoli ne erano colpiti. Prima di fare un passo importante Gesù prima pregava sempre. Aveva una immensa intimità con Dio Padre. Riteneva gelosi questi momenti di preghiera con Dio. Questa intimità con Dio è la fonte per la mia forza.. il demonio oggi tenta Gesù, "se sei Figlio di Dio allora trasforma le pietre in pane". 1) Lui è Figlio di Dio, io sono figlia di Dio, e il demonio vuole togliermi questa certezza perché mi porta a stare tranquilla e il demonio mi vuole nell'ansia e nella paura. 2) Cambiare pietre in pane è la tentazione di cambiare la mia realtà. Eva si era vergognata nel momento in cui si guarda. Devo combattere questo voler sempre disprezzarmi, cercare sempre di cambiarmi, di volermi diversa, di vergognarmi di me stessa. Dio mi ama così come sono e non c'è bisogno che corro dietro a tanti idoli di perfezione. "Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".. e Lui ha dato la Sua Vita per me, come io sono oggi. Quello che chiedo oggi è di trasformare il mio cuore, questo sì. È un mistero d'amore. Anche per il cieco nato c'è un disegno e mi rivedo anche in lui: la sua storia va bene così, è santa perché in lui si manifesti la gloria di Dio. Come non benedire il Signore? Grata di essere cristiana. (Maria Laura)