Buongiorno fratelli e sorelle, e benvenuti a chi si è unito a noi anche ieri.
Che bello vedere questo cammino che cresce… passo dopo passo, cuore dopo cuore. Grazie a chi ci accompagna da qualche giorno, con costanza, con fedeltà.E grazie di cuore a Lucia, che ieri ha pregato per noi davanti alle spoglie di San Francesco d'Assisi. Ci ricorda una cosa semplice ma potentissima: siamo davvero fratelli e sorelle.
Non siamo soli. Siamo in comunione, anche con chi non abbiamo mai incontrato.
In questi giorni abbiamo fatto un cammino dentro il desiderio:
- il desiderio della santità
- il desiderio del Regno di Dio
- il desiderio di un cuore puro
Oggi facciamo un passo ancora più profondo: che cos’è il desiderio? Perché possiamo anche parlare di cose belle… ma se non capiamo il desiderio, rischiamo di rimanere in superficie.
IL DESIDERIO: LA NOSTRA BUSSOLA
La Parola di oggi, nel rito ambrosiano, ci regala un’immagine bellissima:
“Io mi consumo nel desiderio dei tuoi giudizi in ogni momento.”
Consumarsi di desiderio. Desiderare quello che insegna il Signore. Desiderare la Sua volontà. Quante volte diciamo nel Padre Nostro: “Sia fatta la tua volontà.”
Ma lo desideriamo davvero?
Abbiamo detto che desideriamo un cuore puro… ma il cuore rimane puro… se anche i pensieri sono puri. E allora la domanda è semplice: noi sappiamo ancora desiderare?
Nell’ottobre 2022, Papa Francesco ci ha regalato una riflessione profondissima sul desiderio. Ascoltiamo alcune parole… e lasciamole scendere nel cuore:
“Il desiderio […] è una nostalgia di pienezza che non trova mai pieno esaudimento, ed è il segno della presenza di Dio in noi.”
“La parola italiana viene da un termine latino molto bello, questo è curioso: de-sidus, letteralmente “la mancanza della stella”, desiderio è una mancanza della stella, mancanza del punto di riferimento che orienta il cammino della vita; essa evoca una sofferenza, una carenza, e nello stesso tempo una tensione per raggiungere il bene che ci manca. Il desiderio allora è la bussola per capire dove mi trovo e dove sto andando, anzi è la bussola per capire se sto fermo o sto andando, una persona che mai desidera è una persona ferma, forse ammalata, quasi morta. È la bussola se io sto andando o se io mi fermo.”
Capite che profondità? Il desiderio non è un problema. È un segno di Dio dentro di noi.
“Un desiderio sincero sa toccare in profondità […] non si spegne di fronte alle difficoltà.”
Quando desideri davvero qualcosa… non molli. Come quando hai sete. Puoi resistere un po’, ma poi… devi bere.
“Gli ostacoli non soffocano il desiderio, al contrario lo rendono ancora più vivo.”
Ecco perché questa settimana è importante: stiamo cercando ciò che davvero muove la nostra vita.
“A differenza della voglia del momento, il desiderio dura nel tempo e tende a concretizzarsi.”
Viviamo in un tempo pieno di stimoli. Tutto subito. Tutto veloce.
“L’epoca in cui viviamo […] atrofizza il desiderio, ridotto alla voglia del momento.”
Siamo pieni…ma spesso vuoti. Perché riempiamo la vita di cose… ma non coltiviamo ciò che davvero conta.
“Colpisce il fatto che Gesù, prima di compiere un miracolo, spesso interroga la persona sul suo desiderio: “Vuoi essere guarito?”. E a volte questa domanda sembra fuori luogo, ma si vede che è ammalato! Ad esempio, quando incontra il paralitico alla piscina di Betzatà, il quale stava lì da tanti anni e non riusciva mai a cogliere il momento giusto per entrare nell’acqua. Gesù gli chiede: «Vuoi guarire?» (Gv 5,6). Come mai? In realtà, la risposta del paralitico rivela una serie di resistenze strane alla guarigione, che non riguardano soltanto lui. La domanda di Gesù era un invito a fare chiarezza nel suo cuore, per accogliere un possibile salto di qualità: non pensare più a sé stesso e alla propria vita “da paralitico”, trasportato da altri. Ma l’uomo sul lettuccio non sembra esserne così convinto. Dialogando con il Signore, impariamo a capire che cosa veramente vogliamo dalla nostra vita.”
“Se il Signore rivolgesse a noi, oggi, per esempio, a uno qualsiasi di noi, la domanda che ha fatto al cieco di Gerico: «Che cosa vuoi che io faccia per te?» (Mc 10,51) – pensiamo il Signore a ognuno di noi oggi domanda questo: “che cosa vuoi che io faccia per te?” -, cosa risponderemmo? Forse, potremmo finalmente chiedergli di aiutarci a conoscere il desiderio profondo di Lui, che Dio stesso ha messo nel nostro cuore: “Signore che io conosca i miei desideri, che io sia una donna, un uomo di grandi desideri” forse il Signore ci darà la forza di concretizzarlo. È una grazia immensa, alla base di tutte le altre: consentire al Signore, come nel Vangelo, di fare miracoli per noi: “Dacci il desiderio e fallo crescere, Signore”. Perché anche Lui ha un grande desiderio nei nostri confronti: renderci partecipi della sua pienezza di vita.”
Fermati un attimo. Sul serio. Se oggi Gesù ti facesse questa domanda…cosa risponderesti?
Signore, che io conosca i miei desideri.
Questa è una preghiera bellissima. Perché se scopri il desiderio vero… la tua vita cambia direzione.
Nel Vangelo di oggi Gesù ci dice:
“Chiedete e vi sarà dato.”
Oggi allora chiediamo. Con cuore pieno.
Chiediamo di desiderare davvero:
- la volontà di Dio
- la Risurrezione
- una Quaresima vissuta fino in fondo
- l’Amore
la pace nel mondo
Non chiediamo poco. Chiediamo grande.
MISSIONE
Oggi prenditi un momento di silenzio e chiedi: “Signore, quali sono i miei veri desideri?”
E poi osa una preghiera più grande: “Signore, allarga il mio desiderio.”
DOMANDA
Che cosa desidero davvero oggi?
È un desiderio che mi fa camminare… o mi tiene fermo?
Buon cammino, fratelli e sorelle!
LE VOSTRE RIFLESSIONI
Buongiorno!! Ieri ed oggi sono ad Assisi. Quale esempio di questo piccolo e grande uomo che è Francesco, che ha dilatato il cuore a Cristo. Stamattina andrò a visitare Carlo Acutis. Ho Gesù, Maria lo Spirito Santo, 2 figli, una comunità, una guida spirituale sui social, sono fin troppo ricca.... Il mio cuore appartiene a Gesù. Dio ti benedica…. Lodo Gesù perché non guarda ai miei peccati, ma al grande bisogno che ho di Lui, del suo amore, della sua Misericordia (Lucia)
Intanto volevo ringraziare per gli spunti di riflessione quotidiane del Cammino e per le bellissime meditazioni che mi consentono ogni volta di spalancare una finestra su aspetti e circostanze di vita spirituale vissuta e farne tesoro. Il tema di oggi mi tocca profondamente, perché la mia preghiera costante a Dio Padre è poter raggiungere la purezza di cuore (o almeno avvicinarmi il più possibile). Perché un cuore puro non è offuscato da rancori, da pregiudizi, da desideri egoistici. È un cuore che cerca la verità, senza filtri, senza maschere, che si sforza di vedere il mondo e le persone per ciò che sono veramente, senza manipolazioni. La purezza non è un’assenza di imperfezione, ma una condizione in cui la mente e il cuore sono in sintonia, liberi da inganni e da illusioni. È la capacità di guardare con occhi sinceri, di vivere con trasparenza, senza inganno verso se stessi e verso gli altri. "Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio" Beh la promessa di vedere Dio non è una visione fisica, ma un’esperienza spirituale profonda. Chi è puro di cuore è in grado di percepire la presenza divina nel mondo, nelle piccole cose e nelle persone. La purezza ci permette di entrare in contatto con una realtà superiore, che va oltre ciò che è materiale e visibile. È come se, togliendo tutte le impurità, diventassimo capaci di ricevere la luce divina, di riconoscere la bellezza che si nasconde in ogni creatura e in ogni momento. Un cuore puro è capace di vedere Dio nelle azioni quotidiane, nei gesti di gentilezza, nella bellezza della natura, nel sorriso di un altro. Da qui il mio desiderio profondo di ottenere la purezza del cuore per poter vivere in modo più autentico, più consapevole, riconoscendo che Dio non è lontano da noi, ma è nel nostro modo di essere, di relazionarci, di agire. (Melinda)
Avere un cuore puro significa amare con sincerità, e cercare davvero Dio nella vita di ogni giorno. Se senti il tuo cuore ferito o lontano, non scoraggiarti: la Quaresima è il tempo per tornare a Dio, che ti aspetta sempre. Un luogo concreto per questo incontro è la Confessione, dove puoi ricevere il perdono, ritrovare la pace e riscoprire la gioia di un cuore rinnovato. (Anna)
Crea in me, o Dio, un cuore puro. Sì, lo voglio davvero. Un cuore semplice. Un cuore vero. Un cuore che non abbia bisogno di fingere, che non debba sempre difendersi, che sappia amare sempre. Oggi nel mio cuore sento fragilità, stanchezza, inquietudine, paura, ma anche una grande voglia di amare ed essere amata. So, Signore, che non mi chiedi di essere perfetta. Mi chiedi solo di fidarmi di Te. Uno spirito contrito è sacrificio a Dio. Allora Ti offro quello che sono, così come sono: le mie fatiche, le mie cadute, il mio desiderio di cambiare. Ma soprattutto Ti offro il mio cuore,così fragile e così assetato d’amore. Prendilo Tu. Purificalo Tu. Insegnami ad amare senza paura e a lasciarmi amare da Te. (Ersilia)
Cosa sento oggi nel mio cuore? Il bisogno di tornare da Lui, nell'intimo, con tutto il cuore, perché non ci sia spazio in me se non per il suo amore misericordioso! Tu non disprezzi o Dio un cuore contrito e affranto. Il Signore mi chiama a fermarmi, a fargli spazio nel mio cuore perché solo così posso riconoscerlo vivo e presente nella mia quotidianità! È l'amore che purifica!! (Bruna)