Cammino di Quaresima 2026

Giovedì della Quinta Settimana

Giovedì della Quinta Settimana

Buongiorno a tutti, e ancora una volta benvenuti… davvero benvenuti, a chi continua a unirsi a questo Cammino, a chi ha mandato il proprio nome e la propria città, a chi magari legge in silenzio ma sente nel cuore di far parte di qualcosa di più grande. Stiamo diventando un popolo. E se ancora non lo siamo fino in fondo… vogliamo esserlo.

Non un insieme di singoli. Non tante storie scollegate. Ma un Popolo di Dio in cammino.

Siamo dentro la quinta tappa: “Vivi la Comunione” e in questi giorni abbiamo fatto passi importanti. Abbiamo capito che la comunione non è solo stare insieme, ma appartenere.
Appartenere a Dio… e quindi anche gli uni agli altri.

Abbiamo visto che si può essere uniti… ma contro Dio, come il popolo nel deserto, oppure essere come Mosè, che si mette in mezzo e intercede, diventando ponte tra Dio e i fratelli.
Abbiamo scoperto che la comunione vera nasce dall’alto, da una vocazione celeste, e si costruisce nel concreto, cercando ciò che è gradito al Signore e mettendolo in pratica.

Abbiamo contemplato l’Eucaristia come il luogo più alto della comunione: dove tanti diventano uno, dove vite diverse diventano un solo Corpo. E ieri, con Maria, abbiamo imparato che la comunione passa da un , da un’accoglienza, da un mettersi al servizio.

E allora oggi allarghiamo ancora lo sguardo.

Le Letture ci portano alle radici. Nella Prima Lettura, dal libro della Genesi, emergono tre parole chiave: Alleanza, Discendenza, Nazioni.

Dio dice ad Abramo:

“Stabilirò la mia alleanza con te… e con la tua discendenza… ti renderò padre di una moltitudine di nazioni.

Qui c’è un passaggio fondamentale. La comunione non è mai chiusa. Non è mai ristretta.
Non è mai “tra pochi”. È sempre aperta, generativa, universale.

Parte da uno…  passa attraverso una discendenza… arriva a tutte le nazioni.

E allora capiamo che vivere la comunione significa avere uno sguardo allargato, largo come le braccia della Croce.

Un amore che non si ferma a chi conosci. Che non si limita a chi ti è simpatico. Che non si chiude nei confini della tua città, della tua famiglia, del tuo gruppo.

Ma che abbraccia tutti. Vicini e lontani. Conosciuti e sconosciuti. Perché siamo davvero… fratelli tutti.

E allora, mentre siamo a scuola di “Comunione” facciamoci aiutare proprio dalla terza Enciclica di Papa Francesco, la “Fratelli tutti”.

Quello che emerge con forza è questo: non si può vivere da soli.

“Nessuno può affrontare la vita in modo isolato… c’è bisogno di una comunità che ci sostenga.”

È una verità semplice… ma spesso dimenticata.

Viviamo in un mondo che spinge all’individualismo, all’autosufficienza, al “faccio da me”. Ma questo, prima o poi, lascia vuoto. Perché il cuore umano è fatto per la relazione. Per il legame. Per la comunione.

E allora la domanda diventa concreta:

Sto scegliendo davvero la fraternità?
Oppure sto vivendo come un’isola?


Poi papa Francesco ci presenta una delle immagini più forti del Vangelo: quella del buon Samaritano. E qui non ci sono mezze misure.

“Semplicemente ci sono due tipi di persone: quelle che si fanno carico del dolore e quelle che passano a distanza; quelle che si chinano riconoscendo l’uomo caduto e quelle che distolgono lo sguardo e affrettano il passo.”  Non c’è neutralità. Non c’è zona grigia. O ti fermi. O vai via. “In questo momento, chiunque non è brigante e chiunque non passa a distanza, o è ferito o sta portando sulle sue spalle qualche ferito.” Un invito forte alla pazienza, al frenare il giudizio e la lingua, a guardare con gli occhi del cuore chi mi sta attorno.

Papa Francesco continua: “Come il viandante occasionale della nostra storia, ci vuole solo il desiderio gratuito, puro e semplice di essere popolo, di essere costanti e instancabili nell’impegno di includere, di integrare, di risollevare chi è caduto.”. Abbiamo risvegliato il desiderio all’inizio di questo Cammino. Che cosa avevi scritto sul tuo diario di viaggio? Quale desiderio volevi far crescere? Per chi desidera costruire il Regno di Dio, sappia che non è da solo. Dice ancora Papa Francesco: “Non facciamolo da soli, individualmente. Il samaritano cercò un affittacamere che potesse prendersi cura di quell’uomo, come noi siamo chiamati a invitare e incontrarci in un “noi” che sia più forte della somma di piccole individualità; ricordiamoci che «il tutto è più delle parti, ed è anche più della loro semplice somma»” Anche noi stiamo imparando che possiamo essere più forti, nella preghiera, nella carità.. se mi accorgo di avere dei fratelli e sorelle.

 

E allora vivere la comunione significa proprio questo: farsi carico. Non per dovere. Ma per amore. E farlo non da soli, ma dentro un “noi”. Perché “Il tutto è più della somma delle parti.”

La comunione è qualcosa di più grande di noi. È un mistero che ci supera… e ci unisce. E “la vita sussiste dove c’è legame, comunione, fratellanza… ed è più forte della morte.”

Questa è una frase da custodire. Perché dice che la vera vita non è biologica. È relazionale. E dove non c’è comunione… entra la morte. Non subito. Ma lentamente.

Nell’isolamento.
Nella chiusura.
Nell’indifferenza.

Allora arriviamo al punto decisivo:

“Al primo posto c’è l’amore.”

Non le idee. Non le strategie. Non le dimostrazioni di forza. L’amore. Il pericolo più grande?
Non amare.


 

E tutto questo trova compimento nella visione della Chiesa come Popolo.

Come ci ricorda la costituzione Lumen gentium, dell’Ufficio delle Letture di oggi, Dio non salva individui isolati, ma chiama un popolo, unito non dalla carne ma dallo Spirito.

Un popolo con:

  • un capo: Cristo
  • una legge: l’amore
  • una dignità: figli di Dio
  • una missione: essere luce e sale nel mondo

Un popolo che forse è piccolo…ma è segno per tutti. Un germe di unità. Di speranza. Di salvezza. E allora sì, vivere la comunione significa questo:

diventare un popolo, costruire un popolo. Farlo già noi, nel nostro piccolo. Tocca a noi!


 

MISSIONE

Oggi rendiamo tutto concreto. Non sei chiamato solo a vivere la tua vita.  Ma anche a portare un pezzo della vita degli altri.

Una fatica.
Un peso.
Una preoccupazione.

Questo è amore.

Oggi chiedi a qualcuno:  “Posso aiutarti in qualcosa?”
E poi… fallo davvero.


 

Continuiamo anche a vivere la comunione nella preghiera. Sempre più nomi si aggiungono, sempre più volti prendono forma:

  • Pina, Giulia e Maurizio di Roma;
  • Medea, Francesca, Angelo, Emanuele e Valentina in Lombardia;
  • Bruna e Tiziano in Veneto;
  • Giuseppe, Teresa e Anna in Puglia;
  • Miriam, Emmanuela, Ersilia, Corrado e Donatella in Campania;
  • Giovanni, Anna Maria e Francesca nelle Marche;
  • Lucia dal Molise, Daniela dalla Calabria, Davide dalla Sardegna e Cetty dalla Sicilia

Preghiamo gli uni per gli altri. Davvero. Se non vedi ancora il tuo nome, scrivilo! Non lasciare vuoto il tuo posto nel Cenacolo!


 

E se vuoi fare un passo in più… c’è un’occasione concreta di comunione:

un incontro online per pregare insieme e iniziare a prepararci alla Settimana Santa.

Puoi scegliere:
- venerdì alle 21:30
- sabato alle 11:30

Se vuoi partecipare, scrivi il tuo nome, la tua città e quando sei disponibile, per ricevere le istruzioni.

Non restare spettatore. Diventa parte viva di questo popolo. Perché la comunione non si osserva. Si costruisce.

Buon Cammino!

 

LE VOSTRE RIFLESSIONI

Buongiorno a tutti. Sapete rileggendo i vostri commenti ho pianto di gioia x tutto quello che Gesù mi dona. Soprattutto per il dono di voi. Comprendo sempre più che nel mondo, non si cammina da soli!!!! (Lucia)

Buongiorno a tutti, ieri ho osato scrivere a Giusi e le ho detto che tante persone pregano per lei, Giulia e il marito. Mi ha molto ringraziato. Ciao e buona giornata a tutti voi carissimi. Preghiamo anche per Marco. Che il SÌ di Maria risuoni nelle nostre vite. (Medea)

Buongiorno a tutti. Grazie per tutte le meditazioni che esprimete e grazie per  le riflessioni del cammino Noicomelui che ci sta accompagnando fino a Pasqua, e oltre. Ieri sera alle 22.00 ho fatto una piccola  preghiera per le intenzioni di questo gruppo. Rinnovo il Buon Cammino a tutti. (Cetty)

Grazie a voi per il cammino insieme, siamo tutti membra dello stesso corpo, Gesù Cristo e la Sua Chiesa. Per Giulia e Marco, Gesù e Maria proteggili. (Francesca)

Ciao a tutti, vi ringrazio x le vostre meditazioni che leggo molto volentieri. Prego per voi e per le intenzioni che hanno bisogno di essere sostenute con la preghiera. Grazie per essere gruppo che fa comunione!! (Bruna)

Volevo ringraziarvi per tutto, anche per le preghiere di ognuno di voi. ♥️ Di solito ascolto diversi commenti al vangelo del giorno su YouTube, e dopo aver letto anche questa meditazione la cosa che più mi è salita in cuore è questa: l'irruzione della straordinaria opera di Dio e del Suo Spirito, nell'ordinario della nostra vita... se glielo permettiamo. Credo che per Maria, Dio non fosse "qualcosa" di estraneo da lei, da buona ebrea aspettava il Suo Messia... E Il magnificat, davvero esprime tutta la sua lode verso di Lui. A me ha meravigliato molto che Lei non si spaventi dell'angelo e del suo annuncio, ma che gli chieda solo come possa avvenire ciò. Straordinario! Davvero meditare questo mi porta ad  abbandonarmi ancor di più alla Sua volontà, anche quando non la capiamo fino in fondo. (Teresa)

Il Vangelo di oggi mi ha sempre colpito, mi spinge sempre oltre le mie paure, le mie sicurezze e mi spinge ad abbandonarmi al SI grande come Maria al Signore, che anche Lei tutto non capiva aveva domande, dubbi, ma custodiva tutto nel cuore. Insegnami Signore a dire Si a te alla tua chiamata, a seguirti anche quando non ho tutto chiaro e Fidarmi e Affidarmi a te. (Tiziano)

Buon pomeriggio a tutti oggi alla messa delle 18.30 pregherò per tutti noi in questo cenacolo spirituale e per sorella Giusi e fratello Marco affiderò tutti al Cuore Immacolato di Maria una donna speciale che ha saputo dire un si pieno al progetto che Dio aveva per Lei ed in questo si c'era già tutta la sua croce di figlia di sposa e di madre. Possa Maria come Madre del mondo proteggerci sempre e guidare anche noi nel cammino verso il nostro si. Pace e bene. (Maurizio)

Il racconto dell’Annunciazione mi sbalordisce ogni volta! Perché provo a contestualizzare la situazione e la trovo grandiosa. Una ragazzetta che si trova incinta in un momento della storia in cui il minimo che poteva capitarle era…essere lapidata! Eppure lei, dopo un attimo di sorpresa, giusto perché non è che ogni giorno ti appare un Angelo, dice solo: “Com’è possibile? Non conosco uomo”!! e poi alla sintetica spiegazione dell’Angelo si abbandona alla volontà di Dio, con tutta la serenità che evidenziano le parole che pronuncia. Non pensa alle conseguenze, alle critiche, all’oggettiva incredulità di coloro con cui deve poi avere a che fare, al rischio di perdere la vita e forse anche l’amore della persona cui è stata promessa in sposa!!! No, dice solo “Eccomi”! E poi penso a Giuseppe, un altro pazzo come Maria! Che le crede e la prende comunque con sé, pur consapevole di esporsi, anche lui, in tal modo, alle critiche, alla facile ironia e al disprezzo della sua gente. Due pazzi, sì due pazzi di Amore e di Fede in Dio, che hanno “scommesso” la propria vita nella consapevolezza e certezza che gli era stata affidata un compito indispensabile alla realizzazione del disegno di Redenzione divina. E allora penso alle parole di papa Francesco quando dice che la scelta del cristiano è una scelta provocatoria, totalizzante, “o sei con me o contro di me”, non ci sono mezze misure e mi confronto con quello che è la mia e la nostra vita, fatta di continui compromessi, di equilibri ed equilibrismi e mi rendo conto che quello che manca sempre è quel pizzico di Fede in più, certo anche più piccolo del granello di senape, che potrebbe mettermi sulla via della santità che tutti siamo chiamati a percorrere e ogni giorno m’incammino verso la Luce, spesso riprendendo dallo stesso punto da cui ero partito il giorno prima, con il cuore pieno di Speranza…che mai delude! (Corrado)