Cammino di Quaresima 2026

Giovedì della Seconda Settimana

Giovedì della Seconda Settimana

Carissimi, siamo al quarto giorno della nostra seconda settimana: purifica il cuore 

Grazie a chi continua a mandare le proprie riflessioni, a chi condivide fatiche, intuizioni, piccole vittorie interiori. Invito anche chi finora è rimasto in silenzio: non abbiate paura di raccontare il vostro cammino. Qui, siamo a casa. Grazie anche a chi ogni giorno ci affida nelle proprie preghiere e a chi prega per gli altri. Un grazie speciale a chi ci ha scritto che porterà tutti noi davanti alle spoglie di San Francesco d’Assisi nei prossimi giorni. Essere ricordati lì, davanti a un cuore che ha saputo spogliarsi di tutto per Dio, è un dono grande!

Prima di entrare nella Parola di oggi, fermiamoci un attimo. Abbiamo capito che:

  • il cuore è il centro della persona
  • la purezza non è perfezione morale, ma unità interiore
  • Dio non guarda le apparenze, ma ciò che accade dentro
  • la purificazione è un cammino di verità e di libertà

Abbiamo visto che il cuore può essere:

  • limpido o torbido
  • docile o indurito
  • unificato o diviso

E forse in questi giorni qualcuno di noi ha scoperto una cosa nuova: il cuore non è mai neutro. O è rivolto verso Dio… o lentamente si allontana. Il cuore o si avvicina o si raffredda.  O si apre o si chiude. O confida o si ripiega. E qui c’è un concetto nuovo che voglio consegnarvi oggi:

La purezza del cuore non è assenza di fragilità. È direzione.

Un cuore puro non è un cuore che non cade mai. È un cuore che, anche quando cade, sa dove tornare. La purezza è orientamento. È avere una bussola interiore che punta sempre verso Dio.

Oggi la Prima Lettura è dal profeta Geremia (Ger 17,5-10).

La parola cuore ritorna tre volte, ed è dura.

«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e pone nella carne il suo sostegno, allontanando il suo cuore dal Signore.»

E poi:

«Niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce! Chi lo può conoscere?
 Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori.»

Fermiamoci qui. Geremia usa un’immagine potentissima.

Chi allontana il cuore dal Signore è come:

«un tamarisco nella steppa… in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.»

Aridità. Isolamento. Sterilità. Non è una punizione esterna.  È la conseguenza interiore.

Quando il cuore si stacca da Dio, si inaridisce.

Chi invece confida nel Signore:

«È come un albero piantato lungo un corso d’acqua…
 non teme quando viene il caldo…
 non smette di produrre frutti.»

Il punto non è se arriverà la siccità. Arriva per tutti. La differenza è dove affondano le radici.

Qui c’è un passaggio fondamentale. La distanza tra un cuore puro e uno non puro
 è la distanza tra noi e Dio. Non è una distanza geografica. È una distanza di fiducia. La purezza del cuore è vicinanza. L’impurità profonda è allontanamento.

E Dio dice una cosa tremenda e consolante insieme: «Io saggio i cuori.»

Possiamo ingannare gli altri. Possiamo ingannare persino noi stessi. Ma non Dio. E non lo dice per spaventarci. Lo dice perché vuole guarirci.

Nell’Ufficio delle Letture di oggi troviamo una pagina meravigliosa di sant’Ilario sul timore del Signore. Attenzione: non è paura. Non è il timore di chi scappa. Pensiamo ad Adamo dopo il peccato: «Ho avuto paura… e mi sono nascosto.»

La paura crea distanza.  La paura fa fuggire. Ma il timore di Dio, dice sant’Ilario, è una realtà che si impara. Non nasce dalla debolezza. Nasce dall’amore. È il timore di ferire l’Amato.

È il rispetto di chi ama troppo per rischiare di perdere quella comunione. Il vero timore è tutto nell’amore. E l’amore perfetto perfeziona questo timore.

Il Salmo 94 ci supplica: «Ascoltate oggi la sua voce: non indurite il cuore.»

Il cuore può indurirsi. E quando si indurisce?

  • quando smettiamo di ascoltare
  • quando smettiamo di fidarci
  • quando smettiamo di convertirci

Dio non vuole un cuore impaurito.  Vuole un cuore vicino. Vuole che torniamo.

La Quaresima è un viaggio. Ma è soprattutto un ritorno.

Ritorno alla sorgente. Ritorno alla fiducia.  Ritorno alla casa del Padre.

Sant’Ireneo ci mette in guardia: le vie sono molte, ma non tutte portano alla vita eterna.

C’è una sola Via. E Gesù lo dice chiaramente: «Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.»

Possiamo scegliere mille strade:

  • successo
  • controllo
  • autosufficienza
  • riconoscimento
  • spiritualità “a modo mio”

Ma una sola porta conduce alla vita. Il cuore puro è quello che sceglie quella Porta.

 

Missione:

Oggi prenditi 20 minuti e rispondi a queste tre domande:

  1. In cosa sto confidando davvero?
  2. Dove sento che il mio cuore si è un po’ allontanato?
  3. Qual è il primo passo concreto per tornare?
     

Poi fai un gesto simbolico:

  • accendi una candela
  • apri il Vangelo
  • oppure inginocchiati in silenzio

E dì semplicemente: “Padre, voglio tornare da te.”

Non servono discorsi lunghi. La purezza del cuore è direzione. Ritrovare la strada del cuore significa tornare a Colui che ci aspetta come il Padre misericordioso del Figliol prodigo. Perché Dio non si è mai allontanato. Aspetta solo che il nostro cuore si riavvicini.

Buon cammino!

 

LE VOSTRE RIFLESSIONI

Buongiorno a tutti. Serena giornata con Gesù. Il mio cuore è ricolmo di gioia. In questo gruppo, avverto tanta semplicità del cuore e un grande desiderio di conoscere Gesù. Dio vi benedica. Voglio assolvere volentieri il compito che ci è stato affidato. (Lucia)

La preghiera del cuore...... Ricordo all'inizio del mio cammino mi dicevano, mi raccomando prega, prega tanto.... Ascoltavo queste parole ma purtroppo non sapevo pregare, all'infuori dell' Ave Maria, Padre nostro, Gloria.  Un giorno andai da un frate chiedendo, Padre tutti mi dicono di pregare, io non sono ancora capace ma invoco spesso durante la giornata il nome di GESÙ. mi rispose E'LA PREGHIERA PIÙ BELLA.... Perché il nome di Gesù è composto da 2 sillabe GE... SU' e quando pronunciamo Ge inspiriamo, Lui entra nel nostro cuore, quando pronunciamo SU' espiriamo, Lui esce per essere portato ai fratelli più bisognosi. Scusate se vi ho portato la mia testimonianza, ma per me è stata la luce della preghiera di un cuore innamorato che non sa cosa dire ma che pronuncia il suo Nome. Buona giornata carissimi fratelli e sorelle di viaggio. (Francesca)

Buongiorno e buon cammino a tutti. Penso che scrivere in questo gruppo sia già pregare perché vuole dire fermarsi e fare silenzio per alcuni momenti intorno a sé e per pensare al nostro prossimo. Buona e santa giornata (Maurizio)

Buongiorno. Oggi la mia preghiera va ai perseguitatori a chi intralcia il nostro cammino. Perdono i loro comportamenti e sto lontana da loro.Gesù risana il mio cuore dalla delusione… Toglierò da te un cuore di pietra, un cuore di carne ti darò popolo mio. Così sia (Emmanuela)

In questo cammino si parla spesso di cuore puro. Chiedo al Signore di donarmene uno, ma mi accorgo che il mio non è ancora del tutto limpido,a volte è segnato dall’orgoglio o dal bisogno di approvazione. Desidero imparare a purificarlo e a cercare ciò che conta davvero ,servire con amore. Proprio oggi ho insegnato ai bambini del catechismo la preghiera del cuore, una pratica semplice che ci aiuta a sentire Gesù vicino ogni giorno. Anche per me è un invito a fermarmi, ascoltare e lasciare che Dio trasformi la mia vita. Accompagnando i bambini verso la Prima Comunione, sento che questo cammino è anche il mio,passo dopo passo, con semplicità, affido il mio cuore al Signore perché lo renda ogni giorno più umile, più vero, più capace di amare (Ersilia)

Ti ringrazio per i tuoi consigli, mi aiutano davvero. Oggi ho pregato la preghiera del cuore. Ho trovato calma e aperto il mio cuore a Dio, con parole semplici, mi ha accompagnata nella  mia giornata è stato un dialogo a tu per tu con Dio. Anche io con mio marito e la nostra comunità parrocchiale domani andiamo ad Assisi, vi porterò tutti con me. (Bruna)

Signore Gesù Cristo abbi pietà di me e del mondo intero🙏🏼 la Preghiera del cuore che faccio io (Tiziano)

Mosè rimase quaranta giorni sul monte. Non fu una fuga. Fu una scuola di Dio. Anche Gesù visse il suo deserto. Prima di parlare alle folle, scelse il silenzio del Padre. Questo ci insegna una verità: prima di fare, bisogna ascoltare. Prima di guidare, bisogna lasciarsi guidare. Mosè ricevette la Legge. Gesù insegnò l’amore. E disse: chi vuole essere grande, serva. La vera grandezza non è comandare, ma donarsi. (Anna)

Pratico da un po di tempo la preghiera del cuore, scoperta tramite un testo del mai troppo compianto cardinale Martini, "imparare a pregare" , che rimandava ai racconti di un pellegrino russo che ho poi letto trovandolo di grande aiuto nella ricerca di pace interiore. Mi aiuta tantissimo nei tristi momenti di aridita' e di vuoto nei tentativi di concentrazione nella preghiera mentre la mente mi porta, in modo "irritante", a vagare altrove...Mi permetto di suggerire a tutti entrambi i testi. (Corrado)