Cammino di Quaresima 2026

Martedì della Quarta Settimana

Martedì della Quarta Settimana

Buongiorno a tutti,

come state? Siamo veramente tanti ed è sempre bello leggere le vostre riflessioni. Ricordo che chiunque può mandare i propri commenti o chiedere di partecipare alle altre attività del gruppo!

Intanto, siamo entrati in una fase nuova del nostro cammino. Dopo settimane in cui ci siamo fermati a guardarci dentro — risvegliando il desiderio, purificando il cuore, disarmando la lingua — ora il passo cambia. Ora è tempo di mettere in pratica. Ora è tempo di imparare ad amare.

Non più solo esercizi interiori. Ma scelte concrete, visibili, quotidiane.

Continuiamo a farci accompagnare da Henri Nouwen, nel suo libro L’abbraccio benedicente. A un certo punto propone un passaggio molto profondo. Fa notare che Gesù ci dice che per entrare nel Regno dei cieli dobbiamo diventare come bambini. Ma “diventare” non significa tornare indietro. Significa andare avanti. Significa attraversare la vita fino ad arrivare a una seconda infanzia, fatta di scelte consapevoli, libere, vere.

E allora nasce una domanda decisiva: Quali sono le scelte concrete per amare?

Ce lo dice Gesù: le Beatitudini! Non sono ideali astratti. Sono — come scrive Nouwen — “l’autoritratto di Gesù”. Il profilo concreto del Figlio di Dio. E noi vogliamo assomigliare a Gesù, per questo la pagina si chiama NoicomeLui. E proprio per questo, anche nell’esortazione Gaudete et Exsultate, diventano il criterio della santità.

Vediamole insieme, traducendole in vita concreta:

  • Beati i poveri in spirito
    Scegliere di non vivere per accumulare, ma per condividere. Fare spazio agli altri, soprattutto nello spirito
  • Beati gli afflitti
    Non scappare dal dolore degli altri. Saper stare accanto, anche quando non ci sono parole.
  • Beati i miti
    Rinunciare ad avere sempre ragione. Rispondere con dolcezza invece che con durezza.
  • Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia
    Non girarsi dall’altra parte davanti alle ingiustizie. Difendere chi non ha voce.
  • Beati i misericordiosi
    Perdonare, anche quando costa. Lasciare andare il rancore.
    Beati i puri di cuore
    Avere intenzioni limpide. Amare senza secondi fini.
  • Beati gli operatori di pace
    Costruire ponti nelle relazioni. Non alimentare conflitti.
  • Beati i perseguitati per la giustizia
    Restare fedeli al bene, anche quando non conviene.
  • Beati quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa di Gesù.
    Restare attaccati a Lui, alla nostra missione di portare Lui agli altri. Anche quando costa.

Questo è l’amore. Non teoria. Stile di vita.

Pensare al figlio prodigo ci porta inevitabilmente a parlare di fratelli. E allora viene in mente un’altra coppia: CainoAbele. Quando Dio chiede:  “Dov’è tuo fratello?” La risposta di Caino è tremenda: “Sono forse io il custode di mio fratello?” Ogni volta questa domanda scuote. Perché non è rivolta solo a Caino. È rivolta a me. È rivolta a te.

Dov’è tuo fratello? Come sta tua sorella?

E subito ci vengono in mente dei volti:

  • qualcuno che dovremmo chiamare
  • qualcuno che abbiamo trascurato
  • qualcuno che è lontano

Ma non solo. Questa domanda si allarga:

  • a chi vive nella povertà
  • a chi soffre la fame
  • a chi è oppresso dalla guerra

Sì, c’è una verità esigente: Noi siamo custodi dei nostri fratelli.

Allora chiediamoci:

  • Chi mi ha affidato oggi il Signore?
  • Di chi sono responsabile?
  • Sto prendendomi cura davvero?

Il Vangelo di oggi ci mette davanti a una frase che fa male. Un uomo malato da 38 anni dice:

“Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l'acqua si agita”

Che dolore in queste parole. Certo, la sua idea di guarigione è limitata. Non sarà l’acqua agitata a salvarlo. Ma c’è una ferita ancora più grande di cui prendersi cura: la solitudine, il non sentirsi amati. E allora questo Vangelo diventa una chiamata diretta per noi: Non permettiamo a nessuno di sentirsi solo. Dove non arriva l’amore degli altri, portiamo il nostro. Perché attraverso il nostro amore, quella persona può iniziare a intravedere il volto di Dio.

Oggi ci lasciamo aiutare anche da Papa Leone Magno, che nella Seconda Lettura dell’Ufficio ci offre una vera e propria catechesi sull’amore. Leggiamo insieme la prima parte:

Nel vangelo di Giovanni il Signore dice: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13, 35). E nelle lettere del medesimo apostolo si legge: «Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio; chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama, non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore» (1 Gv 4, 7-8). Si scuotano perciò le anime dei fedeli, e con sincero esame giudichino gli intimi affetti del proprio cuore. E se nelle loro coscienze troveranno qualche frutto di carità non dubitino della presenza di Dio in loro. [stai cercando Dio? ecco dove trovarlo con sicurezza!] Se poi vogliono trovarsi maggiormente disposti a ricevere un ospite così illustre, dilatino [vi ricorda qualcosa questo verbo?] sempre più l’ambito del loro spirito con le opere di misericordia. Se infatti Dio è amore, la carità non deve avere confini, perché la divinità non può essere rinchiusa entro alcun limite. Carissimi, è vero che per esercitare il bene della carità ogni tempo è appropriato. Questi giorni tuttavia lo sono in modo speciale. Quanti desiderano di arrivare alla Pasqua del Signore con la santità dell’anima e del corpo si sforzino al massimo di acquistare quella virtù nella quale sono incluse tutte le altre in sommo grado, e dalla quale è coperta la moltitudine dei peccati. Dobbiamo prepararci a celebrare il mistero più alto di tutti, il mistero del sangue di Gesù Cristo che ha cancellato le nostre iniquità, facciamolo con i sacrifici della misericordia. Ciò che la bontà divina ha elargito a noi, diamolo anche noi a coloro che ci hanno offeso.

 

MISSIONE

Il fratello maggiore del figlio prodigo che torna non riesce a gioire. Vede il bene… ma non si rallegra. Noi oggi vogliamo fare il contrario.

Rallegrati sinceramente per la gioia di qualcuno vicino a te anche se ti costa. Anche se è qualcuno con cui fai fatica.

E vivi concretamente la carità seguendo l’invito di Papa Leone Magno:

  • fai un gesto di misericordia
  • dona qualcosa a chi ha bisogno
  • prenditi cura di qualcuno

Soprattutto oggi, in questo tempo di Quaresima. Oggi scegliamo di amare davvero. Non a parole. Con i fatti.

 

LE VOSTRE RIFLESSIONI

Buongiorno a tutti! Propongo a voi e a me stesso un "bene di prima necessità" da portare con noi sempre, tratto dalla lettura breve delle lodi di oggi: "Confida nel Signore con tutto il cuore e non appoggiarti sulla tua intelligenza; in tutti i tuoi passi pensa a lui ed egli appianerà i tuoi sentieri" Pro 3, 5-6! Santa giornata a tutti (Corrado)

Preghiamo senza sosta per la pace nel mondo perché pregare per tutti i fratelli nessuno escluso è amare incondizionatamente è desiderare di porsi accanto a Lui che ci ha voluto così bene da offrire la Sua vita per noi. Santo cammino a tutti pace e bene (Maurizio)

Pensando alla meditazione di oggi sono andata con la mente al giovedì Santo che tra poco vivremo. La lavanda dei piedi che Gesù fa ai suoi discepoli, nella quale Lui compie  quell' atto d'amore mettendosi all ultimo posto. Lui stesso ha dimostrato cos è l'amore chinandosi e compiendo un gesto umile. Anche io oggi ho avuto la possibilità di compiere un piccolo semplice gesto, ho accompagnato una signora anziana all'oratorio perché non aveva nessuno che potesse portarla, mi sono offerta io e lo farò per tutto il mese. La tenerezza per l età, l aiutarla a salire in macchina, portarle la borsa, lei aveva bisogno, ma anch'io avevo bisogno di vivere concretamente il mio donarmi senza chiedere nulla in cambio. Una piccola cosa ma è saper cogliere quei valori che Dio ha seminato nel mio cuore. (Bruna)