Buongiorno a tutti! Oggi è ancora più forte la gioia di sapere che stiamo camminando insieme, passo dopo passo, sempre più vicini alla Pasqua. Grazie a tutti quelli che hanno mandato il proprio nome e la propria città di origine! Grazie a chi si è raccontato un po’, chi ha detto come ha conosciuto NoicomeLui, chi ha condiviso il suo percorso spirituale… Oggi il vivere la Comunione ha un significato ancora più vero!
In questi giorni il nostro cammino “Dilata il cuore” sta prendendo carne nelle storie vere di fratelli e sorelle che, da ogni parte d’Italia, si stanno mettendo in gioco: da Roma a Foggia, da Treviso alla Sardegna, dalla Sicilia alla Lombardia. C’è chi è all’inizio e chi cammina da anni, chi ha ritrovato la fede dopo percorsi inattesi, chi si è sentito meno solo grazie a questa comunità, chi porta con sé fragilità e chi testimonia una fiducia incrollabile. Voci diverse, età diverse, esperienze diverse, ma un unico filo che le unisce: il desiderio sincero di Dio e di un cuore più grande. In queste condivisioni c’è già comunione vissuta: ci si sostiene, ci si riconosce, ci si affida gli uni agli altri. E allora capiamo che questo cammino non è solo personale, ma è un popolo in cammino, dove ciascuno – con la propria storia – diventa dono per l’altro, e insieme impariamo davvero a dilatare il cuore.
Se non l’hai ancora fatto, se non hai ancora mandato il tuo nome, ti invito a condividerlo: vogliamo davvero arrivare alla Pasqua insieme e come sappiamo, in questo Cammino, siamo stati chiamati per nome. Basta un messaggio whatsapp o su Instagram.. è importante per i prossimi passi. Come sempre, tutto questo, nella libertà.
Manca davvero poco alla Pasqua
E questo “poco” non è solo tempo… è occasione.
Occasione per arrivarci davvero pronti.
Il cammino che stiamo facendo non è casuale: siamo partiti guardandoci dentro — risvegliando il desiderio e purificando il cuore — poi abbiamo imparato a rivolgerci all’altro, disarmando la lingua e scegliendo di amare concretamente. E ora… facciamo un passo ancora più grande. Passiamo dall’“io” e dal “tu”… al “noi”.
Ieri abbiamo iniziato questa nuova tappa: “Vivi la comunione”.
Abbiamo scoperto che non siamo fatti per camminare da soli, che la fede non è un’esperienza individuale ma un’appartenenza. Un popolo. Una famiglia. Un corpo.
Abbiamo visto quanto sia importante non isolarsi, perché un cuore da solo si raffredda, mentre insieme si rimane accesi. Abbiamo scoperto la bellezza dell’amicizia spirituale, quella che non si basa solo su simpatia o affinità, ma su un cammino condiviso verso Dio, dove ci si vuole bene davvero… e ci si aiuta a crescere.
Ma oggi facciamo un passo in più.
Cosa sappiamo davvero della comunione?
Le Letture di oggi ci aiutano a fare chiarezza.
Nella Prima Lettura vediamo un popolo… unito, sì. Ma unito contro Dio, nella mormorazione.
“Il popolo disse contro Dio…”
È una frase forte ma tremendamente attuale.
Si può essere insieme… senza essere in comunione.
Si può condividere idee, emozioni, persino battaglie… ma essere lontanissimi da Dio.
Questa è una falsa comunione. Una comunione orizzontale, che esclude il cielo.
È il rischio anche di oggi: gruppi, relazioni, ambienti dove si sta insieme… ma senza verità, senza luce, senza Dio. Dove magari ci si sostiene… ma nel lamentarsi, nel giudicare, nel ribellarsi. E allora la domanda è diretta:
Io che tipo di comunione vivo?
Una comunione che mi porta verso Dio… o lontano da Lui?
In mezzo a questo popolo, però, c’è una figura diversa: Mosè.
“Mosè pregò per il popolo.”
Ecco il primo vero volto della comunione: qualcuno che sta in mezzo… e unisce il popolo a Dio.
Non accusa. Non si allontana. Ricorda i miracoli e le parole del Padre. Intercede.
Noi vogliamo essere così. Persone che pregano per gli altri. Che portano gli altri a Dio.
Che portano Dio agli altri.
Nel Vangelo, poi, il livello si alza ancora. Gesù dice:
“Voi siete di quaggiù, io sono di lassù.”
Qui entra in gioco un’altra parola chiave della comunione: appartenenza.
Essere in comunione significa anche capire a chi appartieni.
Noi… a quale mondo apparteniamo?
Alla logica di questo mondo — fatta di egoismo, apparenza, interesse — oppure a quella del cielo?
La Lettera agli Ebrei, nell’Ufficio delle Letture, ci ricorda che siamo
“partecipi di una vocazione celeste”.
Non siamo fatti per rimanere a terra.
Siamo fatti per il cielo. E la comunione vera nasce proprio da qui.
Gesù poi aggiunge:
“Colui che mi ha mandato è con me… perché faccio sempre le cose che gli sono gradite.”
Ecco un altro punto fondamentale: la comunione non è solo “stare insieme”… è essere uniti nella volontà.
Abbiamo già meditato questa frase: “Cercate di capire ciò che è gradito al Signore.”
La comunione nasce nel cuore. Nel desiderio sincero di vivere come Lui vuole.
Non è spontaneità. È scelta. È obbedienza d’amore.
E poi arriva un’immagine potentissima dalla Lettura dell’Ufficio:
“La sua casa siamo noi.”
Non solo siamo insieme. Non solo siamo un popolo. Siamo casa.
Ognuno di noi è una pietra viva. E insieme costruiamo un luogo dove Dio abita. Questo è il livello della comunione cristiana.
E dove si realizza tutto questo… in modo pieno? Nella Comunione, con la “C” maiuscola.
Nell’Eucaristia.
Come ci ricorda anche San Leone Magno, Cristo è l’unico sacrificio che unisce tutti i popoli.
Pensiamoci:
Chicchi di grano… diventano un unico pane.
Acini d’uva… diventano un unico vino.
E noi?
Diventiamo un solo Corpo. Il Corpo di Cristo.
Ecco perché si chiama Comunione.
Non è un gesto individuale. È il momento in cui diventiamo davvero uno.
Tra di noi… e con Lui.
“Guardate com’è bello che i fratelli vivano insieme!” (Sal 133)
Nella stessa città, come Pina, Giulia e Maurizio di Roma.
Nella stessa Regione come Medea, Francesca, Angelo, Emanuele e Valentina in Lombardia.
Ma anche Bruna e Tiziano in Veneto, Giuseppe e Teresa in Puglia, Miriam, Emmanuela, Ersilia e Corrado in Campania, Giovanni e Anna Maria nelle Marche.
C’è Lucia dal Molise e Daniela dalla Calabria. C’è Davide dalla Sardegna e Cetty dalla Sicilia. E poi ci sei anche tu!
È bello perché anche se non siamo vicini, ma siamo uniti.
Oggi viviamo davvero questa comunione. Non come idea. Ma come scelta concreta.
MISSIONE
- Vivi la comunione nelle relazioni quotidiane:
ascolta davvero chi ti parla, dedica tempo senza distrazioni, cerca unità invece di avere ragione. - Coltiva relazioni di comunione spirituale:
quelle in cui Dio è presente, quelle in cui si cresce insieme nella fede. Lì, nella tua città e nella tua Parrocchia. E con i fratelli di questo Cammino. - Prega per gli altri. Ora che conosci i nomi porta queste persone davanti a Dio. Se passi in chiesa, accendi una candela per i fratelli di questo cammino e per quelli della tua Parrocchia o della tua Comunità.
Un gesto semplice… ma pieno di comunione.
Questo cammino ora ha volti. Ha storie. Ha un popolo. C’è tutta Italia. E non è solo una geografia… è una famiglia. Preghiamo gli uni per gli altri.
Sosteniamoci. Camminiamo insieme.
Perché la comunione… non si dice. Si vive.
C’è ancora tempo, ci sono ancora posti liberi al Cenacolo.. scrivi il tuo nome e la tua città.. tanti fratelli ti aspettano!
LE VOSTRE RIFLESSIONI
Siccome sono molto interessata alle anime del Purgatorio, vi lascio questa preghiera, a mio parere molto bella: Offerta della giornata per le anime del Purgatorio. Mio Dio eterno e amabile, prostrato in adorazione della tua immensa maestà, umilmente ti offro i pensieri, le parole, le opere, le sofferenze che ho patito e quelle che patirò in questo giorno. Mi propongo di compiere ogni cosa per tuo amore, per la tua gloria, per adempiere alla tua divina volontà, così da suffragare le anime sante del Purgatorio e supplicare la grazia di una vera conversione di tutti i peccatori. Intendo operare ogni cosa in unione alle purissime intenzioni che nella loro vita ebbero Gesù, Maria, tutti i santi che sono in cielo e i giusti che sono sulla terra. Ricevi, mio Dio, questo mio cuore, e dammi la tua santa benedizione insieme alla grazia di non commettere peccati mortali durante la vita e di unirmi spiritualmente alle sante Messe che oggi si celebrano nel mondo, applicandole in suffragio delle anime sante del Purgatorio e specialmente di (nome), affinché siano purificate e finalmente libere dalle sofferenze. Mi propongo di offrire i sacrifici, le contrarietà e ogni sofferenza che la tua provvidenza ha stabilito oggi per me, per aiutare le anime del Purgatorio e ottenere loro sollievo e pace. Amen. (Medea)
Che bello leggere le vostre meditazioni, che bello sentirsi in comunione con voi nel cammino Quaresimale, che bello passare da un esperienza personale con il nostro Amico Gesù, al tu fratello che cammini con me, che bello passare al noi..... Come Lui. È Gesù che per primo ha creato la comunità, NON VOI AVETE SCELTO ME, MA IO HO SCELTO VOI, e noi come comunità siamo chiamati, nonostante le nostre Fragilità, le nostre cadute, ad essere portatori di speranza, di Misericordia perché anche noi, come l'adultera, abbiamo sperimentato la Misericordia di Dio Padre che ci ama talmente tanto che ha mandato Suo Figlio Gesù per la nostra salvezza. Penso alla donna adultera, la paura, l'umiliazione, l'essere giudicata da tutti coloro che si ritenevano giusti di condannare una peccatrice, ma Gesù è più grande del nostro peccato, non condanna noi peccatori, ma il peccato, è ciò che avviene nel Sacramento della Confessione, siamo Lui e noi che ci dice IO NON TI CONDANNO.... (Francesca)