Cammino di Quaresima 2026

Martedì della Terza Settimana

Martedì della Terza Settimana

Buongiorno a tutti, fratelli e sorelle!

Un benvenuto speciale anche ai nuovi fratelli e sorelle che anche ieri si sono uniti a questo cammino. Ogni giorno qualcuno si aggiunge e questo piccolo gruppo diventa sempre più una comunità in cammino, persone che desiderano arrivare alla Pasqua non solo celebrandola… ma risorgendo davvero. 

Come è iniziata questa terza settimana? Com’è andato il primo giorno di riflessione sul tema “Disarma la lingua”?

Nelle settimane precedenti abbiamo meditato due grandi realtà interiori:

  • Risveglia il desiderio
  • Purifica il cuore

Ci siamo fermati molto dentro di noi. E proprio parlando di cuore, devo dirvi una cosa che mi ha colpito molto preparando queste meditazioni. Mi sto accorgendo che la parola “cuore” nella Bibbia è presente molto più di quanto immaginassi.

Nei giorni scorsi avevo già fatto un piccolo conteggio nei primi giorni di Quaresima… ma anche nelle Letture di oggi questa parola ritorna continuamente.

Ascoltiamo:

“Potessimo essere accolti con il cuore contrito”

“Ora ti seguiamo con tutto il cuore”

E nel Vangelo:

“Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello.”

Ma ci sono anche parole che rimandano al cuore, anche se non lo dicono esplicitamente.

Per esempio:

“Non ritirare da noi la tua misericordia”

La parola misericordia viene da miserere e cuore:  avere pietà con il cuore.

Oppure quando diciamo:

“Ricòrdati, Signore…”

Anche qui c’è dentro il cuore: re-cordis, riportare nel cuore.

Non è un caso allora che il nostro cammino si chiami proprio:

“Dilata il cuore.”

Perché serve davvero un cuore grande per seguire Gesù.

Serve un cuore grande per:

  • entrare con Lui a Gerusalemme
  • farsi servi e lavare i piedi ai fratelli
  • fare festa con chi ti tradirà
  • lasciarsi arrestare senza giusta causa
  • resistere al flagello, al peso della croce, ai chiodi nelle mani

Serve un cuore enorme per fare quello che Gesù farà sulla croce: perdonare i nemici.

Ed è proprio qui che arriviamo al Vangelo di oggi. Abbiamo detto che questa settimana vogliamo disarmare la lingua. E il modo più potente per farlo è uno solo: usare le parole per perdonare.

Pensiamo alle parole che Gesù dirà sulla croce:

“Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno.”

Oppure pensiamo a un altro momento molto concreto della nostra vita: la Confessione.

Alla fine il sacerdote pronuncia parole potentissime:

“Io ti assolvo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.”

Sono parole che ridanno vita. Quando il perdono entra nel linguaggio, la pace torna possibile. Quando invece nessuno perdona…  il linguaggio si arma sempre di più. Le parole diventano sempre più dure, più aggressive, più pericolose.

Anche Pietro, nel Vangelo di oggi, fa una domanda molto umana.

“Signore, quante volte dovrò perdonare mio fratello?
 Fino a sette volte?”

Sette era già un numero grande. Ma Gesù risponde:

“Non fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.”

È la matematica del perdono. Il perdono non si misura. Il perdono si moltiplica all’infinito.

La parabola che segue è molto chiara. Un servo ha un debito enorme e il padrone glielo condona. Ma quello stesso servo non riesce a perdonare un debito piccolissimo a un suo compagno. La sua parola si arma. E da quella durezza nasce una catena di cattiveria che finirà per imprigionare lui stesso. Perché il rancore funziona così: prima imprigiona il cuore… poi imprigiona la vita. Il perdono invece è come un idrante che spegne gli incendi più grandi.

Ma se perdonare è difficile, ci sono parole forse ancora più difficili da dire. Le parole per chiedere perdono. Abbiamo ancora negli occhi la scena del figlio prodigo, nel Vangelo di sabato scorso. Quando torna dal padre dice:

“Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te.”

Queste parole diventano l’inizio di una vita nuova. La risurrezione del figlio comincia nel momento in cui ritorna in sé, si alza,  trova il coraggio di tornare al padre e chiedere perdono.


 

La parola però non serve solo per chiedere o dare perdono. Serve anche per pregare.

Nella Prima Lettura ascoltiamo un pezzo della preghiera di Anania, nell’episodio dei tre giovani nella fornace. Il re Nabucodonosor li fa gettare in un fuoco ardente perché non vogliono adorare gli dèi stranieri. Ma loro non si ribellano. Non gridano odio. Pregano.

E dicono:

“Non ci abbandonare fino in fondo, per amore del tuo nome,
 non infrangere la tua alleanza;
 non ritirare da noi la tua misericordia.”

E ancora:

“Ora ti seguiamo con tutto il cuore,
 ti temiamo e cerchiamo il tuo volto.”

E poi:

“Salvaci con i tuoi prodigi,
 da’ gloria al tuo nome, Signore.”

E accade qualcosa di incredibile: il fuoco non li tocca. Camminano tra le fiamme protetti da un angelo. La preghiera è così. Le parole rivolte a Dio possono cambiare la storia. Possono spegnere l’odio. Possono far tornare la pace.

Preghiamo allora per noi. Per le nostre famiglie. E soprattutto per la pace nel mondo. Preghiamo con il cuore di chi crede davvero che la preghiera non è inutile. 


MISSIONE

Inizia la giornata con una parola buona

Appena sveglio fai il segno della croce sulle labbra e prega:

“Signore, apri le mie labbra
 e la mia bocca proclami la tua lode.”

Lascia che la prima parola del giorno sia per Dio.

 


 

Disarma il giudizio

Giudicare è facile. Basta un gesto. Una frase. Una situazione. E subito etichettiamo, accusiamo, attacchiamo. Ma ogni giudizio indurisce il cuore. Ti fa sentire superiore.  E ti allontana dall’amore. Dio invece guarda in profondità. Oggi, quando nasce un giudizio, fermati e prova a dire dentro di te: “Non so tutto.”


 

Fai un piccolo passo di perdono

Il perdono non è facile. La ferita è reale. E dentro spesso pensiamo: “Non se lo merita.” È vero. Ma neanche noi meritiamo tutto l’amore che riceviamo. Perdonare non significa dire “va bene”. Significa scegliere di non restare prigionieri. Pensa a una persona. Fai un piccolo passo di perdono. Anche solo pregare per lei.

Chiediamo l’intercessione di San Francesco, che ottenne dal Signore e dal Papa il grande Perdono di Assisi. Ogni anno, alla festa di Santa Maria degli Angeli, migliaia di pellegrini si mettono in cammino per riceverlo. Mettiamoci in cammino anche noi oggi. Per chiedere perdono.  E per donare perdono.

Preghiamo anche per Sara, una ragazza che ha fatto questo cammino l’anno scorso e che ha chiesto preghiere per la sua gravidanza difficile. Affidiamola al Signore. E chiediamo che la vita che porta in grembo sia custodita dalla sua misericordia.

Buona giornata!

 

LE VOSTRE RIFLESSIONI

Buongiorno a tutti! Grazie x le meravigliose direttive sulla meditazione. Mi ha colpito molto il posto che occupa la lingua: un posto umido e scivoloso. Rende fortemente l'idea di uno strumento che può essere di attacco o di benevolenza. Morire al proprio IO tenendo a freno la lingua è una missione stupenda. Aiutami Gesù a tenere a freno la mia lingua. Ti lodo e ti ringrazio Gesù x un amore così grande (Lucia)

Buongiorno e santo cammino a tutti. Preghiamo sempre per la pace e digiuniamo come ha chiesto il Santo Padre. Pace e bene (Maurizio)

Buona sera. Profondamente grata a Dio che mi dà la forza di continuare ad andare a Messa ogni giorno. E, soprattutto, mi sta dando la forza di Non reagire a chi mi provoca a parolacce, intendo abusi psicologici verbali e tentativi di manipolazione, finalizzati a diffamarmi. La lingua non ha ossa ma spezza le ossa. E, GRATA A DIO, perché Non sto reagendo con il male. (Pina)

Grazie per la meditazione, mi ha toccato perché come le parole dei fratelli possono ferirmi, anch'io con le parole posso ferire il fratello. Mi viene in mente che quando recito nella S. Messa il Confiteor, si prega dicendo :  confesso a eDio e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole..... Quante parole ho usato per ferire gli altri, quanti pensieri cattivi che sfociano in parole per mettere in cattiva luce l'altro e farmi sentire superiore in suo confronto? Gesù ti prego oltre al mio cuore purifica i miei pensieri, la lingua, affinché i miei pensieri siano come i tuoi, pensieri di bene, di pace, di fratellanza, le mie parole non siano di giudizio o per distruggere il fratello, ma parole di conforto, di consolazione, di speranza e d'Amore. AMEN (Francesca)

La meditazione di oggi mi colpisce molto! Io penso che è tra le mura domestiche che dobbiamo imparare a disarmarci, nei dialoghi con chi amiamo. In casa è facile lasciarci sopraffare dalle emozioni e scagliare parole che feriscono. Bisogna imparare a confrontarsi e imparare a gestire i conflitti senza ferire. La lingua ferisce molto, lo so, non mi ritengo fuori da tutto questo, un giudizio dato in fretta, una critica, ma possiamo, posso imparare a custodire il linguaggio, a fare spazio alla gentilezza, a donare comprensione anche quando non sono compresa, a fare silenzio per non cadere nel giudizio, nella critica. Solo se userò parole miti, saprò poi portare anche la pace oltre la mia porta di casa! Chiedo al Signore che mi aiuti a  sapere fare silenzio, custodire la mia lingua da ogni maldicenza e che in me ci siano solo pensieri che dicano bene! (Bruna)