Buon Martedì Santo a tutti.
Siamo dentro giorni unici.
E vale la pena ricordarlo ancora: questa non è una settimana come le altre.
È la Settimana Santa.
Ieri abbiamo fatto memoria del cammino: quaranta giorni iniziati nel Mercoledì delle Ceneri, le cinque tappe che ci hanno preparato, le preghiere, le Via Crucis, le riflessioni condivise.
Un percorso che ci ha portati fin qui, a questi giorni decisivi.
E l’invito resta lo stesso, ancora più urgente: vivere questa settimana in modo diverso.
Più tempo per il Signore. Più spazio per la preghiera. Più occasioni per passare in Chiesa, anche solo per un saluto, per un silenzio, per uno sguardo. Ogni momento è buono per pensare a Lui. Moltiplichiamo il tempo per Gesù. “Sprechiamolo”, come Maria ieri, che ha riempito la casa con il profumo del suo amore. Facciamo lo stesso: riempiamo le nostre giornate di amore per Gesù… e per gli altri.
E questo già sta accadendo. Alcuni di voi hanno già mandato le riflessioni per il Triduo.
Altri hanno condiviso sia la meditazione quotidiana che quella per i giorni santi.
Quanto amore c’è in questi gesti. Un amore concreto, che edifica. Un amore che diventa dono per tutti. Semplicemente ancora grazie di cuore per aver reso e continuare a rendere questo Cammino ancor più pieno di vita!
Entriamo ora nel Martedì Santo partendo dalle Letture dell’Ufficio.
La Lettera agli Ebrei ci consegna una direzione chiarissima:
“Corriamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.”
C’è una corsa da portare a termine. Pochi giorni. Poco tempo. E allora non possiamo distrarci. Non possiamo perdere tempo in ciò che non conta. Serve uno sguardo fisso. Diretto. Deciso. Sempre su Gesù.
La stessa Lettura ci ricorda una verità scomoda ma fondamentale:
“Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d’animo quando sei ripreso da lui; perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio”.
Ogni fatica. Ogni richiamo. Ogni occasione in cui siamo messi alla prova. Non è contro di noi. È per noi.
È Dio che ci prepara. Che ci purifica. Che ci allena ad amare davvero. Perché ci vuole con Lui. Perché ci vuole vivi. Perché ci vuole santi. Ci vuole con Lui in Paradiso!
Nel Vangelo incontriamo invece chi questa occasione non l’ha colta. Anzi, nell’occasione che aveva di “denunciarsi”, di rinunciare al più grande tradimento della Storia, ha persistito nella sua intenzione di male, ha permesso che quello che era “solo” un programma diventasse reale, accogliendo il Nemico in persona. Parlo di Giuda Iscariota.
Ha davanti Gesù. Ha davanti la verità. Ha davanti un gesto di tenerezza: il boccone offerto.
Eppure non torna indietro. Non si lascia fermare. Non si lascia correggere.
E quel male, che poteva ancora essere fermato, diventa realtà. “Ed era notte.”
Non solo fuori. Dentro.
Forse verrebbe da giudicarlo. Da sentirci migliori. Ma fermiamoci.
Quante volte anche noi tradiamo? Quante volte rinneghiamo, magari senza accorgercene?
Quante volte diciamo come Simon Pietro: “Darò la mia vita per te!”
…e poi, davanti a poco, cediamo?
La differenza non sta nel non cadere. Sta nel rialzarsi. Sta nel tornare. E oggi è ancora tempo. Non più Maestro! Noi vogliamo restare. Noi vogliamo davvero seguirti fino alla fine. Noi in questa Pasqua vogliamo davvero passare dal Calvario per risorgere con te!
La Seconda Lettura dell’Ufficio, con San Basilio, ci porta ancora più in profondità: ci dice che non siamo chiamati solo ad ammirare Gesù. Siamo chiamati a imitarlo.
“La venuta di Cristo nella carne, gli esempi di vita evangelica, le sofferenze, la croce, la sepoltura, la risurrezione sono per la salvezza dell’uomo perché abbia di nuovo, mediante l’imitazione di Cristo, l’adozione a figlio di cui era dotato all’inizio”
Nella dolcezza. Nell’umiltà. Nella pazienza. Ma anche nella croce.
Morire a ciò che eravamo per rinascere. E qui torna forte un invito concreto: la Confessione.
È lì che rinasciamo. È lì che torniamo alla vita. È lì che recuperiamo la veste bianca.
Ma chi siamo noi per poter ambire ad imitare Gesù? Beh, nelle settimane passate abbiamo visto che Gesù stesso ci invita ad essere misericordiosi come il Padre… Gesù stesso ha fiducia in noi, che possiamo vivere e amare da risorti!
Come è possibile? Ce lo ricorda la Prima Lettura con una verità che spesso dimentichiamo:
“Il Signore dal seno materno mi ha chiamato.”
Non sei qui per caso. Non sei qui per poco. Sei chiamato.
Io e te lo sappiamo. In fondo sappiamo di aver ricevuto una chiamata a qualcosa di grande, una chiamata alla vita piena. Il Signore non si è sbagliato su di noi, ha grandi piani e sono ancora tutti validi! Pietro, il rinnegatore, aveva una chiamata a diventare pescatore di uomini e il rinnegare Gesù e averlo abbandonato sotto la croce non ha cambiato di un millimetro il piano di Dio su di lui; anzi, noi stessi siamo figli di quel piano che l'ha visto diventare primo papa.
Anche se sei caduto… anche se hai rinnegato… il piano di Dio su di te non è cambiato.
Non è cambiato per Pietro. Non cambia per te.
«È troppo poco che tu sia mio servo…Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra». Certo, anche questo testo parla di Gesù, ma abbiamo ascoltato poco fa che siamo chiamati ad imitare Gesù.
Tu sei chiamato a diventare luce. Tu, che sei giovanissima o che sei una nonna, che sei sposato o ancora in cerca di una vocazione, che conosci la Bibbia a memoria o che non sai parlare bene.
Tu, proprio tu, sei stato scelto e chiamato per essere ambasciatore dell’Amore di Cristo.
E allora lasciamo risuonare dentro di noi la domanda che fa Simon Pietro:
“Signore, dove vai?”
E quando comprenderemo la risposta… seguiamolo.
Fino in fondo. Senza riserve. Senza paura.
MISSIONE
- Moltiplica oggi il tempo per Gesù: anche solo 10 minuti in più, ma veri.
- Accogli una correzione (una fatica, una situazione difficile) come occasione per amare meglio.
- Guardati dentro
“Uno di voi mi tradirà” Tutti pensano: “Sono forse io?” Non puntano il dito. Si interrogano. La conversione inizia così: guardando se stessi. Chiediti con sincerità: dove sto tradendo il bene? - Confessati: se non l’hai ancora fatto, approfitta delle tante occasioni che le Parrocchie e i conventi stanno organizzando in questa Settimana Santa
- Recita la razioncella (3 volte al giorno, 9 il Sabato Santo) per restare in comunione con Gesù, Maria e tutti noi. Te la ripropongo qui:
Figlio che sarà di voi lunedì santo? Mamma mia lunedì santo sarò un povero pellegrino.
Figlio che sarà di voi martedì santo? Mamma mia martedì santo sarò un povero profeta.
Figlio che sarà di voi mercoledì santo? Mamma mia mercoledì santo sarò un povero cavaliere.
Figlio che sarà di voi giovedì santo? Mamma mia giovedì santo sarò nell'orto a sudar sangue.
Figlio che sarà di voi venerdì santo? Mamma mia venerdì santo sarò sulla croce ben chiodato.
Figlio che sarà di voi sabato santo? Mamma mia sabato santo sarò il re di tutto il mondo.
Chi dice questa razioncella, tre volte al giorno la settimana santa, nove volte il sabato santo, avesse tanti peccati quante stille d'acqua stan nel mare, eppure li vorrei perdonare.
- Mettiti al servizio dello Spirito Santo:
Come detto ieri, e come già fatto da qualcuno di voi, per chi vuole c'è la possibilità di contribuire ancor più al Cammino di tutti preparando la liturgia del Triduo. In che modo? Finora avete mandato i commenti DOPO la questa meditazione, quindi venivano pubblicati il giorno successivo. Per permettervi di aiutare anche gli altri ad entrare nei momenti forti del Giovedì Santo (per cui sono già arrivate le prime meditazioni), del Venerdì Santo e della Veglia Pasquale, ENTRO MERCOLEDÌ potete mandare le vostre riflessioni ANCHE sulle Liturgia del Triduo Pasquale. Sotto trovate i link per leggere le Letture ma anche la descrizione dei riti che compongono la Liturgia (come la Lavanda dei Piedi, l'Adorazione della Croce e il Lucernario ad esempio). Scegliete il giorno, la Lettura (nella Veglia ce ne sono tantissime!) o il gesto liturgico su cui volete fare la vostra riflessione e mandatela entro mercoledì. In questo modo quando ad esempio giovedì pubblicheremo la meditazione, integrerò già anche i vostri pensieri! Potete scegliere un giorno o due o tutti e tre, mandarli uno per volta oppure tutti insieme.. io sono qui! Lo facciamo prima così che nei giorni del Triduo possiamo concentrarci tutti sulla partecipazione alla Liturgia in Parrocchia, aiutati dalle vostre riflessioni. Mi raccomando: invocate lo Spirito Santo per chiedergli di aiutarvi a preparare le riflessioni per i fratelli e sorelle del Cammino! E se sei appena arrivato nel nostro Cammino, non essere timido o timida! Lo Spirito vuol parlare anche attraverso di te! Ecco i tre link:
Grazie a tutti!!
Non sprecare questa Settimana: la vita che hai sempre desiderato, conforme a Gesù, è a pochi passa da te.
Vivi intensamente ogni giorno della Settimana Santa!
LE VOSTRE RIFLESSIONI
Maria, sorella di Marta e Lazzaro, unge i piedi di Gesù e li asciuga con i capelli. Buon Lunedì Santo! (Medea)
Maria compie la sua grande professione di fede, si inchina ai piedi di Gesù e non solo, sparge Abbondantemente di profumo costoso i piedi di Gesù. Maria mi insegni che per diventare sempre più PROFUMO DI CRISTO GESÙ, devo STARE, RIMANERE AI SUOI PIEDI, ATTINGERE ALLA FONTE DELL'AMORE che è LA SUA SANTA CROCE. AMEN (Francesca)
La pagina del vangelo di oggi tocca profondamente il mio cuore. Maria prende una libbra di olio profumato (circa 500g). Quest' olio ha un valore oggettivo abbastanza alto. Maria non da peso alle cose materiali, anzi le offre a Gesù. Giuda quantifica questo valore oggettivo: 300 denari. Tradisce Gesù x 30 denari!!! Quante volte, quante volte mio Signore ho anteposto te alle cose del mondo!!! Quante volte non dò valore e importanza al tuo amore, alla tua misericordia. Quante volte ho svenduto il valore del tuo amore, mio Gesù!!! Gesù dà un grosso valore alla mia vita. Il suo denaro è il dono della sua vita. Il suo prezzo è la croce!!! Ti lodo e ti ringrazio mio Grande Re x avermi amata così tanto. (Lucia)
Inizia la Settimana Santa. Sono giorni preziosi nei quali incontreremo quel Figlio, servo di Dio, Gesù, che fino alla fine sarà fedele al progetto di Dio. I suoi tanti gesti e le poche parole che pronuncera' negli ultimi giorni, ci ricorderanno che l'amore si dona senza riserve; che l'amore non si impone, ma si propone nella verità e nella fedeltà. Accompagniamo Gesù in questo cammino non dà spettatori di un evento, ma da protagonisti di un dono. Come Maria che unge I piedi a Gesù, anche noi facciamo un gesto di tenerezza, spargiamo profumo d'amore verso Colui che per amore darà la sua vita per noi! Anche Gesù ha bisogno e apprezza I gesti d' amore! (Bruna)
Signore insegnaci a disprezzare le vanità del mondo donandoci l'umiltà del cuore e rendici Tuoi strumenti e veri doni per l'umanità. Buon inizio di Settimana Santa a tutti. Pace e bene (Maurizio)
Le meditazioni del Lunedì Santo mi riconducono inevitabilmente a soffermarmi sui passi del Vangelo, che ci pone una domanda fondamentale. In questi giorni santi potrebbe suonare fuori luogo, ci stiamo preparando alla Pasqua, camminiamo con il Signore verso il Calvario per sperimentare con Lui la Resurrezione. Eppure è una domanda che non possiamo eludere; coinvolge i nostri giorni, i pensieri, i sentimenti e le parole. Sfiora il nostro intimo. Pensiamo forse che consegnare la vita a Gesù sia sprecarla? Il tempo, le idee, la poesia, gli amori e le passioni, spesso tutto sembra sprecato, il risultato non compensa mai lo sforzo. Perchè siamo incatenati a questo pensiero che ci spegne la speranza tramutandola in idolatria di noi stessi, delle nostre libertà, dei nostri diritti, dei nostri progetti? Da dove ci viene questo sentimento di frustrazione, questo dubbio quando tutto sembra eclissarsi, speranze, progetti, desideri? Quando anche la missione, il servizio reso a Dio sembra dissolversi nel fallimento, quando non nell'incomprensione e nella persecuzione? Che cosa ci impedisce di vivere la vita come Maria? Sulla soglia di questa Settimana Santa, unica, diversa da tutte le altre, la Chiesa ci pone dinanzi una casa e tre figure. A Betania (casa dei poveri) la casa di Lazzaro (Dio aiuta), risuscitato dai morti; Maria (amata da Dio), che ha conosciuto e scelto la parte buona della vita; Giuda, intelligente ed avaro, prigioniero di se stesso e dei suoi averi, materiali e intellettuali; e Gesù, oggetto di discussioni, al centro di scelte decisive per la vita o la morte. Entriamo in un tempo speciale, la nostra vita può cambiare davvero. Gesù scende a casa nostra, suoi amici, poveri Lazzaro resuscitati dal Suo amore infinito. Scende in modo del tutto particolare in questi giorni, cerca il fondo del nostro cuore, vuole fare luce sui nostri desideri, sui lacci che ci impediscono la gioia vera e piena. Gesù è nostro ospite per liberarci, e non lo può fare se prima non ci illumina senza sconti su quel che agita le nostre menti e i nostri cuori. Comprendiamo allora che stiamo entrando in una settimana di liberazione, nella quale davvero potremo passare dalla morte di una vita schiacciata su noi stessi alla libertà di una vita donata e consegnata per amore. Sprecare la vita per Cristo. Sprecare il tempo, sprecare il denaro, sprecare ogni affetto, ogni sguardo. Lui ha sprecato sino all’ultima goccia la sua vita per noi. E non è stato spreco, è stato il guadagno più bello, la nostra salvezza. In questo “spreco” possiamo gettare e sprecare la nostra vita, in Lui, il nostro guadagno più bello. Buona Settimana Santa a tutti e che la pace di Cristo regni oggi, domani, sempre. (Melinda)