Benvenuti!
Alcuni di voi sono arrivati qui per la prima volta, altri ci ritrovano dopo il commento della scorsa Domenica.
Molti, invece, sono qui ogni giorno: hanno detto “sì” a vivere una Pasqua diversa, scegliendo di prepararsi con un Cammino Quaresimale.
Sono fratelli e sorelle che non vogliono correre il rischio di vivere una Quaresima “sotto tono”, di arrivare al Giovedì Santo quasi senza accorgersene, impreparati, con il cuore ancora pieno di rumore e di distrazioni. Hanno deciso di fermarsi ogni giorno, di ritagliarsi un tempo per il Signore, di leggere una meditazione, di appuntare un pensiero su un diario, di custodire ciò che nasce nel cuore.
Se non stai ancora ricevendo le meditazioni quotidiane, insieme alle riflessioni dei fratelli, e vuoi unirti al Cammino su Instagram o su WhatsApp, prima di continuare rispondi “CAMMINO” a chi ti ha inviato la meditazione, così da non perdere i prossimi appuntamenti!
Entriamo ora nella Prima Domenica di Quaresima. Una parola emerge su tutte:
CONVERSIONE.
La troviamo nell’atto penitenziale. La troviamo nella preghiera colletta.
E l’abbiamo ascoltata mercoledì, mentre ricevevamo le Ceneri: “Convertitevi e credete al Vangelo.”
È la stessa parola che risuona sulle labbra di Giovanni il Battista, nei versetti che precedono il Vangelo di oggi, ed è la stessa parola che Gesù pronuncerà all’inizio della sua predicazione. La conversione non è un’idea astratta. È una direzione.
Convertirsi significa cambiare strada, accorgersi che, forse, la strada su cui stiamo camminando non è quella che porta alla vita piena, riconoscere che dentro di noi c’è ancora qualcosa che non ci permette di dire: “Sto vivendo davvero la chiamata che Dio ha pensato per me.”
Per questo un Cammino Quaresimale come questo è prezioso, perché ci aiuta a rimettere i passi sulla strada giusta.
Oggi fermiamoci un momento e chiederci, con sincerità:
- La mia vita è piena?
- Sto rispondendo davvero alla chiamata che ho ricevuto?
- Desidero convertirmi, per camminare verso il Regno di Dio?
Non sono domande semplici e non serve avere subito tutte le risposte. Il viaggio è lungo e una parte di questo viaggio la viviamo proprio adesso, in questa Quaresima. Ma per iniziare davvero… c’è un passaggio inevitabile.
Il deserto.
Gesù, subito dopo il battesimo, viene condotto dallo Spirito nel deserto. Non è un caso. Il deserto non è un errore, o una deviazione. È parte del cammino. Per ritrovare la strada da imboccare, a volte serve fermarsi. Serve togliere. Serve fare spazio. E nella Quaresima questo accade in modo concreto: nel digiuno, nella preghiera nel segreto, nel privarsi di qualcosa per donarlo a chi ha bisogno… Tutto questo è deserto.
Ma attenzione: nel deserto non togliamo tutto. C’è Qualcuno che non va mai tolto. Il Padre. Anzi, è proprio nel deserto che impariamo a riscoprirlo.
A volte il deserto arriva anche nella nostra vita, senza che lo scegliamo. Situazioni che non vorremmo vivere, momenti di fatica, di solitudine, di prova. Eppure la Parola ci dice che proprio lì accade qualcosa di decisivo. Nel libro del Deuteronomio leggiamo:
“Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere nel deserto… per sapere quello che avevi nel cuore.” (Dt 8,2)
Ecco il senso del deserto. Non per farci cadere. È per far emergere il cuore, perché è lì che si gioca tutto. Il cuore è il vero protagonista di questa Quaresima. E allora sì, il deserto è necessario, perché senza passare da lì, non possiamo arrivare a ciò che viene dopo.
E ciò che viene dopo è… MOLTO DI PIU’!
San Paolo, nella Seconda Lettura, usa proprio queste parole: “Molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso… si sono riversati in abbondanza su tutti.”
Molto di più.
Questo è ciò che ci attende. La Quaresima non è un tempo di perdita. E’ tempo investito, tempo di preparazione a un dono più grande. A qualcosa che oggi forse non riusciamo ancora a immaginare. Ma il cuore lo intuisce, lo desidera, lo spera.
Eppure c’è un rischio, quello di confondere il vero “molto di più” con ciò che non lo è. Lo vediamo nella Prima Lettura. Adamo ed Eva pensano che il “di più” sia diventare come Dio. Pensano che la felicità sia prendere, possedere, trattenere. E cadono.
Nel Vangelo, invece, vediamo Gesù nel deserto. Tentato. E il diavolo gli propone proprio dei “di più”: trasformare le pietre in pane, ottenere consenso, visibilità, avere potere. Ma Gesù riconosce che quello non è il vero “di più”. Non è lì la vita.
C’è una parola che ritorna nelle tentazioni: “Se sei Figlio di Dio…”
Il dubbio sulla relazione più importante, quella col Padre. Ed è lì che anche noi siamo tentati. Ma vogliamo fare subito chiarezza:
noi siamo figli di Dio.
Non dobbiamo dimostrarlo o conquistarlo. Lo siamo.
Perché è il Padre che ci ha dato la vita. “Il Signore Dio soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.” (Gen 2,7) Se siamo vivi, è perché Lui ci ha amato e ci ama. Se siamo qui, è perché siamo figli.
Allora la conversione è anche questo: tornare a vivere da figli. Riscoprire questa relazione. Custodirla. Lasciarla crescere.
Nei giorni passati ci siamo preparati, da domani si entra nel vivo. Perché vogliamo davvero arrivare alla Pasqua da risorti, con un cuore più grande, più libero, più pieno di Dio.
Siamo pronti a muovere i prossimi passi e come indicato da Papa Leone, lo facciamo insieme.
Buona Domenica e buon Cammino a noi!
LE VOSTRE RIFLESSIONI
Ieri è stato un venerdì meraviglioso. Ho meditato, ispirata dallo Spirito Santo, la IX stazione LC 23-28. Tra quelle donne ci sono anche io. Ho sentito forte il sorriso di Gesù nel mio cuore. Lui mi ha incoraggiata nel seguirlo e di pregare tanto x la mia famiglia. Sembrano cose scontate, ma quando le vivi in preghiera sono un DONO. Gesù non è mai scontato e nemmeno la sua PAROLA. Lode e gloria a Gesù Cristo Signore. (Lucy)
Primo venerdì di Quaresima, per me è stato difficile presa da tanti pensieri che frullavano nella mia mente, non riuscivo a STARE!!!! ma una stazione della via Crucis mi ha dato la forza di rialzarmi, di fare memoria che Maria ai piedi della Croce mi ha aiutata a lottare contro il dolore della perdita di mio figlio Andrea. Oggi è sabato e pensando a Maria, mi ritorna alla mente il sabato Santo, Maria la donna del silenzio e dell'attesa, la donna che custodiva nel suo cuore le Parole di Suo Figlio Gesù, la donna della Speranza!!!! La morte sarebbe stata sconfitta con la Risurrezione di Suo Figlio. Mentre scrivo il mio cuore si dilata, per accogliere queste parole, LA VITA NON VIENE TOLTA, MA TRASFORMATA..... Questa trasformazione non è solo nell'aldilà, ma già si compie ora adesso, perché oggi Gesù mi chiama per nome, Francesca seguimi!!!! Chissà cosa avrà provato Levi fissando gli occhi di Gesù.... È lo sguardo di tenerezza, di un Padre che mi ama e non vuole che io muoia, che mi converta e viva!!! Uno sguardo d'Amore non solo per me ma per tutti noi, nessuno è escluso.... Ti prego Gesù fa che anche i miei occhi abbiano, non uno sguardo che giudica, ma il tuo sguardo di tenerezza, di Misericordia, come Tu Gesù hai Misericordia per me. Grazie fratelli per le vostre testimonianze, che mi danno la forza di continuare a camminare con voi. Santa Domenica a tutti (Francesca)
Oggi sento che il cammino della fede nasce dal mio sì, proprio come quello di Maria. Non devo capire tutto subito: basta custodire nel cuore ciò che Dio fa e fidarmi, passo dopo passo, anche nei silenzi e nelle difficoltà. Questa Quaresima è un tempo per camminare con fiducia, seguendo l’esempio di Maria, e per rendere la mia fede concreta nelle relazioni ,così la vita di tutti, e anche la mia, può fiorire. (Ersilia)