Cammino di Quaresima 2026

Quarta Domenica di Quaresima

Quarta Domenica di Quaresima

Rallegrati! Laetare!

È la Domenica della gioia. Oggi la Liturgia cambia colore: lasciamo il viola della penitenza per rivestirci del rosa che porta più luce, più speranza, più respiro pasquale. Oggi è obbligatorio essere felici, ce lo chiede il Signore. Non vale la scusa che piove, che è nuvoloso, o che ci sono mille cose da fare. Oggi anche il dolore diventa più leggero, perché respiriamo già i segni della gioia pasquale a cui aspiriamo con tutto il cuore.

La Quaresima non è una strada triste. È un cammino verso la luce.

Anche oggi ci attende un cammino profondo nella Parola. Il protagonista è il cieco nato. Forse ricordiamo bene il miracolo. Gesù passa. Vede un uomo cieco dalla nascita. Sputa a terra. Fa del fango. Lo spalma sugli occhi del cieco. E gli dice di andare a lavarsi alla piscina di Siloe. L’uomo va. Si lava. E torna a vedere.

Se il Vangelo parlasse solo del miracolo, finirebbe qui. Invece no. Il miracolo avviene al versetto 7 del capitolo 9… ma il Vangelo arriva fino al versetto 41.

Questo significa una cosa molto semplice: il miracolo non è la parte più importante della storia. C’è molto di più. E questo vale anche per la nostra vita. Noi spesso cerchiamo segni straordinari. Prodigi. Eventi evidenti. Il Signore sicuramente ne ha fatti e ne fa in abbondanza. Ma spesso ci perdiamo quello che succede attorno al miracolo.

Dopo la guarigione del cieco nato infatti comincia una lunga serie di domande che oggi diventano la nostra missione personale e accompagnano i tre passi del nostro cammino della fede.


 

1) Fare memoria

 

La prima domanda è: “Sei tu che eri nato cieco? In che modo ti sono stati aperti gli occhi?” È la domanda della memoria. Come ci insegna l’Antico Testamento la fede comincia sempre ricordando. Ricordando cosa ha fatto Dio nella nostra vita. Eravamo persi. Eppure il Signore ci ha aperto gli occhi. Magari lentamente, attraverso persone, prove, incontri. Da dove mi ha preso Dio? Da quale schiavitù mi ha liberato? Che cosa ha fatto Dio nella mia vita?


 

2) Dare testimonianza

La seconda domanda è più diretta. “Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?” Qui non basta ricordare. Qui siamo chiamati a dire qualcosa di Gesù. A prendere posizione. A testimoniare. Il cieco non sa spiegare tutto. Non conosce tutta la teologia. Ma dice una cosa semplice: “Io ero cieco e ora ci vedo.” La testimonianza cristiana spesso nasce così, non da discorsi complicati ma da una vita cambiata.


 

3) Professare la fede

Arriva la domanda più importante. Gesù chiede al cieco: “Tu credi nel Figlio dell’uomo?” È la domanda della fede personale. Non quella degli altri. Non quella della famiglia. Non quella della tradizione. La tua. Il cieco risponde: “Credo, Signore.”


Il vero miracolo  non è la guarigione degli occhi ma diventare discepoli, tornare a vedere con gli occhi del cuore e imparare a guardare con gli occhi di Dio. Questa è la Sapienza di cui parlava Papa Francesco nelle catechesi sui doni dello Spirito Santo: la capacità di guardare la realtà con lo sguardo di Dio.

E proprio su questo ci aiutano anche le altre Letture. La Seconda Lettura riprende il tema luce/tenebra, giorno/notte. Ma soprattutto San Paolo ci dà un criterio molto concreto:

“Cercate di capire ciò che è gradito al Signore.”

È bellissima questa espressione: “Cercate di capire.” Significa che serve uno sforzo. Non è immediato.  Non è la prima cosa che ci viene in mente. Per questo siamo in cammino.

La Prima Lettura poi racconta l’unzione del giovane Davide. Il profeta Samuele deve scegliere il futuro re di Israele. Davanti a lui passano uomini forti, alti, importanti. Ma Dio gli dice:

“Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura.
 L’uomo vede l’apparenza,
 ma il Signore vede il cuore.”

Quanto cambierebbe il mondo se imparassimo a guardare il cuore!

Tra l’altro il Signore ci vede bene. La Bibbia dice di Davide:

“Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto.”

Il Signore sceglie ciò che è bello. Ed ecco la buona notizia.

È per questo che ha scelto te.

Ha scelto te per essere cristiana, per fare questo cammino, per essere suo testimone nella tua vita, nella tua famiglia, nel tuo lavoro, nelle tue relazioni.

Ha scelto te per essere la sua presenza viva tra le persone che incontri.

Perché quando ha guardato dentro di te ha visto un cuore bello.


 

Questa Quaresima è il cammino del discepolo. Quando il cieco chiede a Gesù chi sia il Figlio dell’uomo, Gesù gli risponde: “Tu l’hai visto.” Prima non poteva vederlo. Ora sì. Forse anche noi prima non vedevamo. Ma i miracoli, grandi o piccoli, che il Signore ha fatto nella nostra vita hanno reso evidente la sua presenza. Oggi chiediamoci con sincerità: Hai riconosciuto Gesù nella tua vita? Sai dove trovarlo? Oppure anche tu, come il cieco quando lo interrogano, rispondi: “Non lo so.”


 

Manca poco alla Pasqua. E noi vogliamo risorgere davvero. Per questo oggi accogliamo le parole finali della Seconda Lettura come un invito personale:

“Svégliati, tu che dormi,
 risorgi dai morti
 e Cristo ti illuminerà.”

È la promessa di questa Domenica della gioia!


 

MISSIONE

In questa Domenica fermati a guardare il cammino fatto nella tua vita e in questa Quaresima. E rispondi sul tuo diario, a queste tre domande. Scriverle è importante: potrai tornare a rileggerle negli anni e ricordare l’alleanza che Dio ha fatto con te.

 

1️⃣ FARE MEMORIA: Sei tu che eri nato cieco? In che modo ti sono stati aperti gli occhi?

2️⃣ DARE TESTIMONIANZA: Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?

3️⃣ PROFESSARE LA FEDE: Tu, credi nel Figlio dell’uomo?


 

Buona Domenica! Rallegrati. La luce sta crescendo!

LE VOSTRE RIFLESSIONI

Buongiorno, innanzitutto grazie per le meditazioni e gli spunti di riflessione, che condivide con noi, ogni giorno. Volevo lasciare anche io, un mio piccolo commento: ho intrapreso da poco questo percorso, questo cammino, avvicinandomi leggermente alla fede, dopo numerosi tentativi (quasi sempre falliti). Ed è proprio della preghiera che vorrei parlare, o meglio, della difficoltà che si prova durante questi momenti, quando il cuore è spento, arido, prosciugato dai dispiaceri della vita. Personalmente, ogni volta che ho cercato di avvicinarmi a Dio, tramite la preghiera, mi sono sempre sentita come una bambina impacciata che stava imparando a muovere i primi passi: non trovavo mai le parole giuste per iniziare, l'attitudine giusta. Forse, solo ora (grazie anche a questo cammino), comprendo che per parlare con Dio, non esistono parole giuste, specifiche. Non esiste uno stato d'animo specifico. Esistiamo solo noi, Lui e il nostro cuore. Un cuore che Dio vuole ascoltare, senza giudizio. (Miriam)

Ciao.. ti volevo ringraziare di vero cuore per questo percorso quaresimale. Trovo un cammino molto profondo, con delle riflessioni che svegliano il cuore. Mi sta facendo un bene immenso..e nel mio quotidiano mi è molto utile nel mio rapportare con uno stile e sguardo più misericordioso. Ma soprattutto, questo sguardo misericordioso lo sto avendo e vivendo in prima persona, ossia su di me stessa. Ti ringrazio e sappi di essere nella mia preghiera. Buon cammino anche a te e grazie di vero cuore. Dio ti benedica. (Suor Laura)

Buongiorno e Buon Sabato a tutti. Anche ieri sera Catechesi, sul Vangelo di Domenica, il Cieco Nato. Grandi spunti ,del Vangelo di Giovanni, dove Gesù prepara un impasto di terra con la Sua saliva ,e lo spalma negli occhi del cieco ,che si dirige al Lago per lavarsi, prima di essere guarito. Due riflessioni: Gesù è al Tempio e dopo averlo guarito, viene cacciato via. Il Cieco viene interrogato e poi cacciato via anche lui. Dacci Signore occhi nuovi, in particolare ai Capi delle Nazioni, solo così possiamo costruire un Mondo di Pace...Così sia.. (Davide)

Dio è veramente tutto come ci ha detto Fratello San Francesco lui che ha provato nell'anima e nella carne la piena unione mistica con il Tutto ci guidi in questo cammino ed interceda per la pace  presso Dio unica speranza dell'umanità. Grazie per questa preghiera meravigliosa pace e bene (Maurizio)

Io mai saprò quanto ti costo' lì sulla Croce il morir per me.....  Più guardo Te Gesù su quella Croce, più il mio cuore si dilata al pensiero che Tu sei l'Amore infinito, Tu sei il mio unico Salvatore, Tu sei la mia luce nelle mie tenebre, Tu sei la mia forza nei momenti difficili, Tu sei la mia Consolazione nel mio dolore quando penso  a mio figlio e il mio cuore soffre, Tu Gesù sei il mio tutto, il Re della mia vita, della mia storia. AMEN. (Francesca)