Cammino di Quaresima 2026

Quinta Domenica di Quaresima

Quinta Domenica di Quaresima

Buona Domenica a tutti, ben ritrovati!

Un saluto speciale a chi cammina ogni giorno nel percorso di Quaresima “Dilata il cuore” e a chi invece si unisce a noi la Domenica per lasciarsi guidare dalla Parola. A voi l’invito a unirvi al cammino quotidiano per crescere come una piccola comunità che desidera arrivare preparata alla Pasqua.

In queste settimane abbiamo fatto un percorso profondo: abbiamo risvegliato il desiderio, perché senza desiderio non si parte; abbiamo purificato il cuore, perché è lì che nascono le scelte; abbiamo disarmato la lingua, imparando il peso delle parole; e ora stiamo imparando ad amare, passando finalmente all’azione.
Anche i Vangeli delle Domeniche ci hanno accompagnato passo dopo passo: dalla lotta interiore alla luce, fino alla capacità di vedere.

Oggi arriviamo a una tappa decisiva: la risurrezione di Lazzaro. Qui non si parla più solo di migliorare la vita… qui si parla di vita o di morte. Manca una sola settimana alla Settimana Autentica, la Settimana Santa e la Liturgia nei giorni scorsi ci ha introdotti ai temi della Passione, cominciando a parlare di quelli che vogliono arrestare Gesù. Come sta andando il nostro cammino? Siamo pronti alla Domenica delle Palme che arriverà a breve?

Oggi ci prepariamo con le Letture. Nella Prima Lettura Dio non parla per immagini vaghe, ma con una promessa chiara, concreta, impegnativa: 
Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò”.
Non c’è spazio per il dubbio. È una dichiarazione netta. 

E poi ci mette davanti a una verità scomoda: spesso viviamo come se fossimo nei sepolcri. Magari in piedi, magari operativi… ma dentro spenti. Senza vita vera. Senza amore.
E allora Dio interviene:
 “Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe”.

Ma c’è un punto decisivo: uscire non basta. Possiamo anche lasciare certe abitudini, certi peccati… ma se poi non iniziamo ad amare, restiamo comunque morti dentro. Perché la vita vera non è solo evitare il male. È fare il bene. È amare. Ed ecco la promessa più grande:
Farò entrare in voi il mio Spirito e rivivrete”.

Qui scopriamo il cuore del messaggio: è lo Spirito Santo che dà la vita.
San Paolo nella Seconda Lettura lo conferma con forza:
Lo Spirito è vita
 e “Se lo Spirito di Dio abita in voi… darà la vita anche ai vostri corpi mortali”.

Parliamo troppo poco dello Spirito Santo. Eppure è Lui la chiave.
È Lui che trasforma.
È Lui che ci rende vivi davvero. Quante volte preghiamo durante la giornata il Signore per chiederGli il dono dello Spirito Santo?

Arriviamo al Vangelo. E qui succede qualcosa di straordinario.

Prima ancora del miracolo, emerge un tema centrale: l’amore.
“Gesù amava Marta, sua sorella e Lazzaro.”
 E la gente lo riconosce: “Guarda come lo amava”.

Questo è un Vangelo sull’amore concreto, sull’amicizia vera, sulla presenza nel dolore. Quanti personaggi attorno a questa famiglia… tutti lì, a condividere il lutto. È un richiamo forte anche per noi: esserci davvero, non solo a parole.

Poi c’è un altro elemento che ci spiazza: i tempi di Dio.
Gesù non interviene subito per guarire Lazzaro. Aspetta. Ritarda.
Ai nostri occhi sembra incomprensibile.
Ma il Signore non arriva mai in ritardo: arriva nel momento giusto per compiere qualcosa di più grande. E c’è anche un messaggio per noi: nella vita spirituale ci sono momenti in cui corriamo… e momenti in cui rallentiamo. A volte siamo come Marta, pronti ad andare incontro al Signore. Altre volte siamo come Maria, che ha bisogno di essere chiamata, lei che invece era quella che pendeva dalle labbra del Maestro, mentre la sorella Marta era presa dalle faccende domestiche. Per questo è fondamentale camminare insieme: quando io rallento, qualcun altro può sostenermi. E per questo, seguendo papa Leone, abbiamo deciso di Camminare INSIEME.

C’è poi uno dei passaggi più forti: l’umanità di Gesù. Gesù sa già che risusciterà Lazzaro… eppure piange. Entra nel dolore. Lo vive fino in fondo. Questo cambia tutto: Dio non è distante dal nostro dolore. Lo conosce. Lo ha vissuto. Si fa prossimo davvero.

E arriviamo al miracolo.
Ma anche qui, attenzione: Gesù non fa tutto da solo.

Chiede una cosa precisa: “Togliete la pietra”.

Il miracolo passa da un gesto umano. Serve la nostra collaborazione.. Serve fiducia.

E poi ci domanda:
Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?

Ecco cosa serve per tornare alla vita: togliere la pietra e credere

La pietra è tutto ciò che ci chiude: abitudini, paure, compromessi, pigrizia, quel “mi basta così” che ci tiene in una vita tiepida. Credere invece significa fidarsi davvero, anche se non capiamo.

Questa Quaresima ci sta preparando a risorgere. Non solo alla fine dei tempi. Ma oggi

Gesù non vuole solo dirci che un giorno risorgeremo. Vuole farci vivere già ora una vita nuova.

Allora la domanda è diretta:
vuoi uscire dal tuo sepolcro?
vuoi vivere davvero?

Perché oggi è possibile.
Non solo per noi: possiamo diventare strumenti di vita anche per gli altri. Possiamo portare luce, speranza, amore… a partire da casa nostra.

Gesù è chiaro:
“Io sono la risurrezione e la vita”.
 Non una teoria. E’ una presenza.

Allora camminiamo insieme verso la Pasqua, con questo desiderio nel cuore: non arrivarci da spettatori!

 


MISSIONE

Oggi fermati e preparati davvero a vivere bene queste ultime settimane di Quaresima: scegli un tempo concreto ogni giorno per la relazione con Gesù e prendi un impegno reale per vivere la Settimana Santa con presenza e profondità.

E poi prega per i fratelli e le sorelle che stanno camminando con te: chiedi al Signore che ciascuno possa sperimentare già ora la risurrezione, una vita nuova, piena, vera.

Perché sì…la Pasqua si avvicina. Ma la vita nuova può iniziare oggi.

E’ primavera, e vogliamo sbocciare anche noi: facciamo fiorire lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto nel Battesimo e nella Cresima.

Buona Domenica!

 

LE VOSTRE RIFLESSIONI

Grande Nicodemo, di nascosto eri andato da Gesù, per paura di farti vedere, ed ora davanti ai dottori e farisei, grandi conoscitori della legge, giustifichi Gesù. STUDIA E VEDRAI..... Cosa mi sta dicendo Gesù, attraverso questo Vangelo. Mi fai comprendere che io posso sapere tutta la Scrittura a memoria, ma se non c'è l'incontro personale con Te Gesù e la Tua grazia che illumina la mia mente, apre il mio cuore alla Tua Parola per accoglierla, custodirla e trasformarla nella mia vita, sono anch'io come i farisei, sotto alla legge, ma non certamente alla legge dell'Amore. Vieni Spirito Santo, come Nicodemo fammi rinascere dall' alto a vita nuova, incidi Tu nel mio cuore la Tua Parola, perché se la scrivo io si cancella, ma se lo faTu rimane indelebile. Riempimi del Tuo Amore, per essere con Te Luce vera, Pace vera, da donare gratuitamente come Tu mi doni gratuitamente. Così sia AMEN (Francesca)

Donaci Signore la capacità di saper vivere pienamente l'amore e trasformaci in riflessi della Tua luce. Santo cammino a tutti pace e bene (Maurizio)

Amare non è solo un sentimento che si prova, ma una scelta che devo fare ogni giorno, con gesti semplici e concreti. Non posso limitarmi a pensare all’amore, devo metterlo in pratica, soprattutto stando vicino a chi ha bisogno o si sente solo. La domanda “Dov’è tuo fratello?” mi ha fatto riflettere sulla responsabilità che ho verso gli altri ,non posso restare indifferente, devo essere presente e pronta ad aiutare, proprio come San Giuseppe che accoglie e protegge senza cercare nulla in cambio. Per amare davvero devo coltivare la mia vita interiore, prendermi del tempo per la preghiera e partecipare alla Messa, perché da lì ricevo la forza necessaria per continuare ad amare con costanza e sincerità. Amare significa agire ogni giorno con il cuore aperto, portando vicinanza e luce a chi incontro lungo il mio cammino (Ersilia)