Cammino di Quaresima 2026

Sabato dopo le Ceneri

Sabato dopo le Ceneri

Ben ritrovati! Come procede il cammino?

Grazie a chi ha condiviso la propria meditazione, a chi ha scritto, a chi ha raccontato un pezzo di sé. Grazie a chi, nel silenzio, sta muovendo i propri passi, e condivide un semplice “grazie” o un cuore. Grazie anche a chi sta già vivendo le parole di San Paolo:
 “in nome di Cristo, siamo ambasciatori” (2 Corinzi 5,20) e che ieri ha raccontato questo Cammino a una persona del proprio paese e che poi ci ha scritto per vivere questo percorso con noi. È tutto bellissimo. Perché capiamo che non siamo solo destinatari di quanto riceviamo. Siamo strumenti che attraverso piccoli gesti permettono al Signore di raggiungere altri cuori.

Come è stato questo primo Venerdì?

Sei riuscita a scegliere il tuo fioretto?  Hai vissuto una stazione della Via Crucis?

Non per controllarti, ma per custodire il cammino. Stiamo continuando a prepararci. E oggi lo facciamo con uno sguardo diverso. Non solo dentro di noi, non solo verso Dio.

Ma verso due presenze che rendono ancor più vero il cammino:
Maria e il prossimo.

 


 

1. Maria – Madre del Cammino

Nella Chiesa Cattolica, il sabato è il giorno dedicato a Maria perché il sabato fu il giorno in cui la fede rimase nella sola Beata Vergine. Dopo la morte di Gesù, in quel lungo sabato del silenzio, prima della resurrezione, solo Maria fu la Chiesa, mentre tutti gli altri sembravano aver perso fede e speranza. Allora in questo sabato partiamo dall’affidarci a lei, a Maria che è Madre del Cammino.

Maria ha camminato molto: da Nazareth a Betlemme, da Betlemme all’Egitto, dall’Egitto di nuovo a Nazareth. L’abbiamo vista a Cana, attenta, concreta, capace di accorgersi di ciò che manca:  “Non hanno più vino” (Giovanni 2,3). E poi, in silenzio, lungo la vita pubblica di Gesù. Fino a Gerusalemme. Fino alla Croce. Ma prima di tutto questo, c’è stato un momento decisivo, il suo Sì. 

“Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Luca 1,38).

Il cammino di Maria nasce lì. E anche il nostro, perché anche noi, in qualche modo, abbiamo detto un sì.

Sì a questo cammino.
Sì a una Quaresima diversa.
Sì al desiderio di non restare come siamo.

Sì a fare in modo che il Battesimo, che abbiamo vissuto tanti anni fa, non sia stato solo un rito ma un sacramento che vogliamo porti frutto oggi.

Maria ci insegna come si cammina. Non capiva tutto, ma custodiva tutto.

“Maria custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Luca 2,19).

Camminare come Maria significa proprio questo:

  • non pretendere di capire tutto subito
  • non scoraggiarsi quando non vediamo
  • custodire ciò che Dio fa
  • continuare a camminare anche se sai che dovrai passare per la croce, che una lancia ti trafiggerà l’anima, perchè poi c’è la vita eterna
     

In questo cammino Maria ci precede, ci accompagna, ci insegna a fidarci e ad essere fedeli.
Possiamo chiederle oggi:

Maria, cammina con noi.
Insegnaci a dire ogni giorno il nostro sì e a custodire tutto quello che il Signore dice e fa nella nostra vita!

 


 

2. Il prossimo – il luogo concreto del cammino

La seconda persona a cui oggi vogliamo guardare è il prossimo. Perché il nostro cammino non è mai isolato. Non è una fuga dal mondo, ma un cammino nel mondo, anche se noi non siamo del mondo (cfr. Giovanni 17,14-15).

 

Il Vangelo di oggi ci racconta la chiamata di Levi (cfr. Luca 5,27-32).

Gesù passa. Lo guarda. E gli dice: “Seguimi.” E Levi si alza.

Ma non finisce lì. Subito dopo, Levi organizza un banchetto. Chiama altri.  Invita amici, conoscenti… persone diverse, di ogni tipo. E Gesù si siede a tavola con loro. Perché?

Perché la chiamata non è mai solo personale. È sempre anche per gli altri.

Abbiamo visto nel Vangelo del Mercoledì delle Ceneri, che prima di preghiera e digiuno arriva l’elemosina. Si parte dall’altro, perché il cuore si dilata andando verso qualcuno.

Allora questo cammino non può restare chiuso. Se resta chiuso, si spegne.

Deve uscire, nella vita concreta, nelle relazioni, nei piccoli gesti quotidiani. San Paolo ci direbbe che siamo chiamati a vivere da incarnati, lì dove siamo.

Nella nostra casa. Nel nostro lavoro.  Tra le persone che incontriamo ogni giorno.

 

Gesù nelle Domeniche passate ha usato immagini semplici, ma forti:

“Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo” (Matteo 5,13-14).

Sale che dà sapore a vite senza senso. Luce che indica la strada a chi non sa più ritrovare Cristo. 

Ci dice anche che “Il regno dei cieli è simile al lievito” (Matteo 13,33).

Qualcosa di piccolo… che fa fermentare tutto.

Forse non ci è chiesto di fare cose grandi. Ma di esserci.

Con uno sguardo diverso, come quello che Gesù rivolge a Levi.
Con una parola buona, come quella che Gesù rivolge al pubblicano a cui nessuno voleva parlare.
Con la nostra presenza, come Gesù che si fa compagno di chi ha bisogno del medico, perché Gesù è per tutti. Non c’è nessuno che non abbia bisogno di Lui. Non c’è nessuno che non abbia bisogno di riscoprire lo Sposo. Di riconoscersi figlia, figlio del Padre che è nei cieli. E possiamo essere noi che aiutiamo il nostro prossimo a riscoprirsi amato!

 


Missione di oggi

Oggi facciamo due passi semplici.

1. Affidati a Maria

Dille con parole tue:
“Maria, cammina con me in questa Quaresima.” Scegli le parole, scrivile nel tuo quaderno della Quaresima così da ripeterle ogni giorno, soprattutto in quelli più faticosi che incontreremo mentre arriviamo al Golgota.

2. Fai un gesto concreto verso qualcuno

Un messaggio, una telefonata, un aiuto, un’attenzione. Scrivere a una persona sola, fare una visita, dare qualcosa a chi ha bisogno, chiedere perdono o ascoltare davvero qualcuno. Ognuno di noi sa a chi tendere la mano oggi. Verso chi compiere piccoli gesti, ma reali. Perchè

“Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità” (1 Giovanni 3,18)

Stiamo preparando il cuore. E lo stiamo facendo insieme, con chi cammina con noi, con Maria, verso Gesù e i nostri fratelli.

Buon cammino a noi!

 

LE VOSTRE RIFLESSIONI

Oggi condivido volentieri una riflessione su questo primo venerdì di Quaresima. Stamattina ho potuto prendermi un’ora e mezza per pregare, meditare, scrivere e stare ai piedi del Signore nel silenzio e nella gioia. La cosa che oggi mi porto nel cuore e che guida la mia giornata è il tema del digiuno. Digiuno come fare spazio. Negli anni ho sempre rinunciato ad un dolcetto o cose superflue, questa quaresima invece desidero che il mio centro e il mio spazio sia per il Signore, quello Sposo che ha dato tutto per me per Amore. Ho quindi deciso di prendermi momenti lontano dal telefono e dai social, momenti che diventano spazio per una preghiera più profonda, più silenziosa, più concreta e più reale. Spazio che diventa specchio nel riconoscermi figlia amata ed autentica nonostante le cadute. Che fortuna abbiamo ad avere un Dio che è Padre! Buon venerdì di quaresima santa a tutti! (Sara)

Questo pomeriggio sono andato a trovare il parroco della mia vecchia parrocchia. Uscendo, mi sono fermato in Chiesa e ho riletto la meditazione per scegliere il fioretto e riflettere su una stazione della Via Crucis. Volevo farmi aiutare da un commento alla Via Crucis di un Papa e allora cerco quella fatta il Venerdì Santo nell’anno in cui sono nato. Mi ritrovo con San Giovanni Paolo II che medita sul Centurione e sotto la croce dice “Davvero costui era Figlio di Dio”. Uno straniero, uno abituato a uccidere, uno che credeva a tante divinità, si ritrova a essere il primo testimone, il primo a professare la fede in Cristo. Questa riflessione mi ha consolato, mi ha ricordato che questo cammino è per tutti, che anche io posso essere testimone, perché lo Spirito di verità soffia dove vuole. Signore manda sempre il tuo Spirito! (Emanuele)

Dove voglio mettere il mio cuore? Voglio mettere il mio cuore in Dio. Voglio che Lui sia il mio tesoro, la misura delle mie scelte, la luce delle mie giornate. Perché il tesoro è ciò che custodisco, ciò che difendo, ciò a cui ritorno quando tutto vacilla. Se Dio è il mio tesoro, sarà Lui il centro, il punto fermo, la roccia su cui appoggiare le mie fragilità. Mettere il cuore in Dio è fidarsi, fare il bene e lasciarsi guidare dal Suo amore.La Via Crucis che oggi ho vissuto insieme ai miei fratelli e alle mie sorelle mi ricorda che l’amore vero è un amore che si dona, che sa fermarsi, che porta il peso dell’altro. Il digiuno e i gesti di Quaresima servono a far crescere il cuore nell’amore e nella misericordia, a diventare più attenti e presenti verso chi ha bisogno.Quaresima è tornare all’essenziale.È scegliere consapevolmente dove mettere il cuore. E io voglio metterlo in ciò che resta, in ciò che salva, in ciò che è eterno.Lo voglio mettere in Dio Padre, con fiducia e amore. (Ersilia)