Buongiorno a tutti.
Grazie a chi continua con fedeltà questo cammino, giorno dopo giorno. Non è scontato. E proprio nella costanza si costruisce qualcosa di vero. Siamo entrati nella quarta tappa: “Impara ad amare”. E in questi giorni abbiamo fatto un passaggio decisivo. Dopo settimane in cui ci siamo guardati dentro:
- abbiamo risvegliato il desiderio
- abbiamo purificato il cuore
- abbiamo disarmato la lingua
ora abbiamo iniziato a tradurre tutto questo in azione.
Abbiamo capito che: senza vita interiore non si ama davvero, ma senza azione l’amore resta incompiuto. Abbiamo ascoltato: “Non amiamo a parole… ma con i fatti”
Abbiamo capito che l’amore vero si vede:
- nel tempo che doniamo
- nelle attenzioni concrete
- nelle scelte quotidiane
Con Henri Nouwen abbiamo fatto un passaggio fondamentale: da spettatori dell’amore a protagonisti dell’amore. Non più solo figli che ricevono. Ma persone che amano per prime
Abbiamo ascoltato quella domanda che scuote: “Dov’è tuo fratello?” E abbiamo capito che siamo responsabili gli uni degli altri. Non possiamo permettere che qualcuno accanto a noi dica: “Non ho nessuno”. Abbiamo imparato che: Dio ama tutti senza distinzione e senza misura. Quindi anche noi siamo chiamati a amare chi ci vuole bene, amare chi è lontano e amare anche chi fa fatica ad amarci.
Abbiamo reso concreto l’amore:
- con gesti verso chi ha bisogno
- con attenzione verso chi è invisibile
- con il dono del tempo
Perché l’amore si misura in ciò che fai
E ieri, con San Giuseppe, abbiamo fatto il passo più grande: diventare rifugio per gli altri
- accogliere
- proteggere
- custodire
- amare senza fare rumore
E oggi siamo al venerdì. Come ogni venerdì di Quaresima: torniamo alla Croce. Perché è lì che l’amore diventa chiaro. Non teoria. Non parole. Amore fino in fondo.
Ricordiamo cosa abbiamo detto sulla Croce
La Croce:
- non è una sconfitta, è rivelazione dell’amore
- non è la fine, è passaggio
- non è solo dolore, è dono totale
Abbiamo detto che la Croce è una collocazione provvisoria e che la nostra meta è la Risurrezione. Ma oggi vogliamo fare un passo in più.
Oggi non guardiamo la Croce da lontano. Camminiamo con Gesù. Dal Getsemani
al Golgota fino al sepolcro, come discepoli.
Essere discepoli oggi significa:
- non scappare
- non lasciare solo Gesù
- restare accanto a Lui
Anche quando c’è paura, c’è ingiustizia, c’è dolore. Come gli apostoli… anche noi saremmo tentati di fuggire. Ma oggi scegliamo di restare. Ma anche di osservare e imparare. Essere discepoli significa anche: guardare, ascoltare, fare domande. Perché la Via Crucis è una scuola, la scuola dell’amore vero.
L’invito oggi è di percorrere una Via Crucis guidata, per imparare ad amare.
Per ogni stazione, una domanda. Non per capire Gesù. Ma per capire noi. Se ti va, ricopia le tue risposte nel tuo diario di viaggio, il quaderno che stai usando per tenere traccia di qusto cammino e di quello che lo Spirito suggerisce al tuo cuore!
1. Gesù è condannato a morte
Quando vedo qualcuno giudicato o escluso… mi unisco al giudizio o provo a difenderlo? Da che parte scelgo di stare?
2. Gesù prende la croce
Davanti alle responsabilità e alle fatiche… scappo o mi faccio carico? Cosa sono chiamato a fare come madre, come nonna, come padre, come nonno, come fratello o sorella, come capo o insegnante, come responsabile o guida?
3. Gesù cade per la prima volta
Quando qualcuno sbaglia… giudico subito o so avere pazienza? Ricordo chi ha avuto pazienza con me, prima di tutto il Signore che mi ha perdonato.
4. Gesù incontra sua madre
So stare accanto a chi soffre… anche senza parole? Mi accorgo? Lascio il mio divano per seguire chi so che sta passando un periodo difficile?
5. Il Cireneo aiuta Gesù
Guardati attorno: chi oggi ha bisogno di aiuto concreto? Chi ti sta chiedendo, magari in silenzio, di essere il suo Cireneo? Cosa puoi fare oggi per non lasciarlo schiacciato?
6. La Veronica asciuga il volto
So fare piccoli gesti d’amore… anche quando nessuno li vede? So stare in prima fila negli episodi quotidiani di carità? Sono pronto ad avere sempre dentro di me ciò che serve per asciugare il dolore del fratello?
7. Gesù cade la seconda volta
Quando qualcuno ricade negli stessi errori… continuo a credere in lui? So consolare? So sostenere? Rimango ancora o amo a condizione?
8. Gesù incontra le donne
So fermarmi per consolare… o tiro dritto preso dalle mie cose? Mi accorgo del dolore degli altri quando io per primo sono stanco? Riesco, quando sono sfinito, a trovare ancora parole per chi mi sta accanto e ha bisogno di amore?
9. Gesù cade la terza volta
Quando tutto sembra fallire… io abbandono o resto? So restare oltre il limite della pazienza, della speranza, dell’ “è tutto inutile non cambierà mai”?
10. Gesù è spogliato
Riesco a restare vicino a chi viene umiliato… o mi allontano? So essere io il manto che protegge, con la preghiera quotidiana e con gesti concreti?
11. Gesù è crocifisso
Nelle ferite degli altri… entro con amore o mi difendo? Riesco a vedere le ferite profonde nel corpo e nello spirito di chi incontro a lavoro o per strada? Mi ricordo che anche gli altri, come me, portano la loro croce quotidiana e hanno bisogno dello stesso sguardo di amore che vorrei ricevere dagli altri?
12. Gesù muore in croce
So perdonare davvero… anche quando costa? Anche quando tutti mi lasciano da sola? Guardo Gesù sulla croce: vedo un uomo che voglio imitare nell’amore o provo ribrezzo, paura e vergogna? Riesco a superare il dolore della croce per vederci una scuola di Amore?
13. Gesù è deposto
So prendermi cura di chi è fragile e ferito? Quando non resta più nessuno, quando non servirebbe più amore, so continuare a offrire gentilezza e carezze che accompagnano gesti concreti? Mi ricordo dei fratelli anche quando sono stati colpiti da un lutto?
1️4. Gesù è posto nel sepolcro
Rimango fedele anche nel silenzio… anche quando non vedo risultati? Io credo nell’amore? Io credo nella vita? Io spero nel Signore e nell’Amore tra fratelli?
MISSIONE
Partecipa alla Via Crucis della tua parrocchia o, se non puoi, vivi questo esercizio personalmente, con calma.
Oggi scegli di amare per primo. Aspettiamo sempre l’altro: “Se cambia…” “Se chiede scusa…” “Se fa il primo passo…” E restiamo fermi. Ma l’amore vero: inizia. Sempre. Fai tu il primo passo:
- un messaggio
- una riconciliazione
- un gesto concreto
L’amore non è sentimento, è scelta concreta. Non è straordinario, è quotidiano. L’amore vero si vede. Ama oggi. Non rimandare.
E se vuoi unirti al gruppo ristretto di cammina insieme, e condivide ogni giorno il proprio cammino.. scrivici!
Buona giornata e buon Cammino!
LE VOSTRE RIFLESSIONI
Buongiorno, bellissima anche questa riflessione! Imparare ad amare, lasciandoci ispirare da San Giuseppe: quanto è difficile! Quanto è difficile amare sempre, chiunque, incondizionatamente. Aggiungerei: quanto è difficile amare chi non desidera il nostro amore, ma bensì desidera arrecarci dolore e tanto male. Io, come san Giuseppe, ho cercato sempre di accettare i piani di Dio e di amare ogni cosa, ogni persona, ogni evento. Soprattutto ho cercato disperatamente di dare un senso a quegli eventi e a quelle situazioni che laceravano la mia anima e la mia pace. Solo ora mi rendo conto che san Giuseppe, non si è lasciato travolgere dagli interrogativi che si è posto, ma si è fidato SEMPRE di Dio. Ubbidendo ma anche amando. Soprattutto amando. Ed io voglio impegnarmi (non con poco sforzo), nel fare questo: amare sempre, non solo come il Padre... ma come UN PADRE. Grazie! (Miriam)
Buongiorno! Buon onomastico Giuseppe e auguri a tutti i papà Ogni volta che penso a questa comunità, che non è virtuale perché ci sono delle persone vere, provo una gioia grandissima. Gesù ha la capacità di rompere le barriere. Anche se non possiamo guardarci negli occhi, ho comunque la gioia di potervi vedere nel mio cuore. Lode a Gesù x voi (Lucia)
Buongiorno a tutte/i. Concordo in pieno con i tuoi pensieri espressi dal cuore... Questa Comunità in cammino, pur non potendo vederci e guardarci negli occhi, in Gesù Cristo possiamo SENTIRCI profondamente e ciò mi da la forza per essere più deciso nella Conversione. Grazie (Giuseppe)
San Giuseppe, veglia e intercedi per noi che ti amiamo. Veglia sulle nostre famiglie. Benedici i papà. Auguri a tutti coloro che portano questo nome. Auguri a tutti i papà. Buona Festa di San Giuseppe. Insegnami Signore a essere docile alla Tua Parola, ad ascoltare il Tuo Spirito dentro di me come San Giuseppe nel sogno, affinché possa essere il tuo Amore a trasformare la mia vita. (Tiziano)
Buongiorno, tanti auguri ai papà e Giuseppe e Giuseppina del gruppo. Sarò ripetitiva... Ma leggere le vostre risposte alle meditazioni è sempre un piacere. Mi fa tanto felice che questa comunità stia crescendo, un unico cuore, un unico scopo quello dell' amore di Dio. (Emmanuela)
La liturgia di oggi e anche la meditazione ci pone un modello di uomo. Un uomo giusto, molto diverso dai "modelli" in circolazione proposti dalla società odierna. Giuseppe, uomo che sa affidarsi alla Parola di Dio. Uomo che sa accogliere la Parola e le dà ospitalità facendo sì che rimanga viva in lui. Questa figura fa riflettere sul modo di accogliere la proposta di Dio nella nostra vita : la nostra vocazione. Impariamo anche noi da Giuseppe a saper leggere i segni dei tempi, i segnali che Dio ci pone attraverso la realtà che ci circonda: chiedo a Dio nella mia preghiera, di poter essere più docile alla sua Parola e di viverla nel mio quotidiano, perché come San Giuseppe, detto uomo del silenzio è lì, nel silenzio, nell' ascolto che maturano le decisioni importanti! (Bruna)
Giuseppe è veramente il padre terreno per eccellenza ha saputo insegnare nel silenzio e nell'umiltà al Figlio di Dio cosa significasse essere uomini a Lui che ha voluto diventare Uomo. Proteggi o Santo Giuseppe l'umanità così fragile ed indifesa sempre bisognosa di pace e guida coloro che nel tuo santo nome desiderano una paternità responsabile. Auguri a tutti coloro che portano questo nome e a tutti i papà del nostro gruppo. Pace e bene. Aggiungo questa bellissima preghiera di Don Tonino Bello dalla Lettera a Giuseppe:
Si è fatto tardi, Giuseppe. Nella piazza non c’è più nessuno. I grilli cantano sul cedro del tuo giardino. Nelle case, le famiglie recitano lo “Shemà Israel”. E tra poco Nazareth si addormenterà sotto la luna. Di là, vicino al fuoco, la cena è pronta. Cena di povera gente. L’acqua della fonte, il pane di giornata, e il vino di Engaddi. E poi c’è Maria che ti aspetta. Ti prego: quando entri da lei, sfiorala con un bacio. Falle una carezza pure per me. E dille che anch’io le voglio bene. Da morire! Buona notte, Giuseppe! (Maurizio)
Questa sera, Celebrazione nella Chiesa di San Giuseppe ad Iglesias, una preghiera x voi tutti. (Davide)
Grazie! Grazie di cuore. Questo cammino quaresimale con le vostre riflessioni è bello profondo, edificante , significante , propedeutico, aiuta davvero lo spirito a camminare con i passi giusti. Ringrazio Dio per il vostro SI a questa bella e buona missione di donare Dio, di rimetterLo a fianco nella vita quotidiana a chi vi legge. Grazie (Cetty)