Cammino di Quaresima 2026

Venerdì della Quinta Settimana

Venerdì della Quinta Settimana

Buongiorno fratelli e sorelle,

oggi più che mai sento il desiderio di dirvi grazie. Grazie per questo Cammino che stiamo vivendo insieme, per le riflessioni profonde che continuate a condividere — vere scintille che accendono il cuore degli altri — e per la presenza viva di ciascuno: siete davvero l’olio che tiene accesa questa lampada.
Un benvenuto speciale anche a chi si è unito negli ultimi giorni: non è mai troppo tardi, e questi giorni che ci separano dal Triduo sono un tempo prezioso per prepararci insieme.

Siamo arrivati alla quinta tappa del nostro percorso.
Abbiamo attraversato il desiderio, risvegliandolo (Prima Settimana).
Abbiamo purificato il cuore, imparando a guardarci dentro (Seconda Settimana).
Abbiamo disarmato la lingua, per non ferire ma costruire (Terza Settimana)
Abbiamo imparato ad amare, passando dalla teoria alla vita concreta. (Quarta Settimana)
E ora… stiamo imparando a vivere la comunione.

In questi giorni lo abbiamo capito sempre meglio: la comunione non è semplicemente stare insieme. È appartenere. È riconoscersi parte di un corpo. È scegliere ogni giorno di non essere soli.

Abbiamo visto che non basta essere uniti tra noi, se manca Dio al centro.
Abbiamo capito che la comunione nasce dallo Spirito, si nutre nell’Eucaristia e si manifesta nella vita concreta.
Abbiamo scoperto che siamo chiamati non solo a vivere relazioni… ma a diventare popolo.

E oggi il Vangelo ci scuote con una parola fortissima:  “Voi siete dèi”.

Parole che ci sembrano quasi esagerate. E invece sono verità, pronunciate proprio da Gesù.

Lo ricorda anche il Salmo 8:

“Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
 di gloria e di onore lo hai coronato.”

Questa è la nostra identità. Figli di Dio. Non servi. Non estranei. Figli.

E se siamo figli… allora siamo fratelli. Tutti.

Ecco la radice della comunione:
non uno sforzo umano,
ma una verità da riscoprire.

Perché il problema è proprio questo: ce lo dimentichiamo.

Viviamo come se fossimo soli, come se dovessimo difenderci, come se l’altro fosse un nemico o un ostacolo. E invece siamo fatti per amare come Dio ama.

Se ricordassimo davvero chi siamo le nostre giornate cambierebbero.

Ameremmo di più. Perdoneremmo prima. Giudicheremmo meno. Serviremmo di più.

Vivremmo da figli… e quindi da fratelli.

Certo, la realtà a volte è diversa. La Prima Lettura ci dice:

“Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta.”

Fa male. Perché è vero.

Ma proprio qui nasce una scelta: chi voglio essere io?

Uno che giudica? Uno che si allontana? O uno che resta?

Abbiamo parlato di amicizia spirituale. E allora ripartiamo da lì. Dai tanti fratelli e sorelle che stiamo conoscendo in questo Cammino o di cui leggiamo solo le riflessioni. Ripartiamo dalla fiducia. Dalla riconciliazione. Perché senza riconciliazione… non c’è comunione.

E allora un invito concreto, forte: torniamo a confessarci. Arriviamo alla Pasqua con il cuore libero. Con la veste bianca. Non rimandiamo. Perchè se è vero che siamo tutti fratelli, è anche vero che ognuno di noi ha un carisma, una missione, una chiamata. La prima è quella alla Santità. Ma poi ci sono anche tanti “ministeri”, sia tra i laici, sia tra i consacrati, le consacrate e gli ordinati. E il Signore ci ha donato i sacerdoti per ricevere il Suo perdono. Non lasciamo passare troppi giorni senza il perdono, senza aver recuperato la grazia!

Perché siamo chiamati a qualcosa di grande: essere ambasciatori di Cristo.

Come ci ha ricordato la Scrittura nella Seconda Lettura del Mercoledì delle Ceneri:

“Lasciatevi riconciliare con Dio… ecco ora il momento favorevole.”

Ora. Non domani.

Ritorniamo a quella Lettura dove abbiamo sentito tante parole di missione: “Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. (...) Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. (...) Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!”

Ogni volta che ascoltiamo una Lettera di San Paolo, non prendiamo con leggerezza la prima parola: “Fratelli”. E’ una parola proclamata dall’ambone e che tante volte viene anche detta dall’altare: “Fratelli e sorelle”. Questo siamo noi!


 

E oggi, venerdì, torniamo sotto la Croce.

Lo abbiamo imparato nelle settimane passate: la Via Crucis non va vissuta da spettatori ma da discepoli. Guardiamo la Via Crucis… con gli occhi della comunione, riprendendo alcune delle riflessioni passate e rispondendo, se non lo abbiamo già fatto, alle domande che interrogano la nostra quotidianità.

1. Gesù è condannato a morte

Una folla unita… ma nel giudizio.
Io quando seguo la massa senza discernere?

2. Gesù prende la croce

Nessuno lo aiuta.
Quando vedo una croce… mi allontano o mi avvicino?

3. Gesù cade la prima volta

È la prima caduta… e nessuno perdona.
So avere misericordia al primo errore degli altri?

4. Gesù incontra sua madre

Maria resta. Presenza silenziosa.
So restare accanto a chi soffre, anche senza parole?

5. Il Cireneo aiuta Gesù

Costretto… ma poi coinvolto.
Chi oggi ha bisogno che io porti un pezzo della sua croce?

6. La Veronica

Un gesto piccolo… ma pieno d’amore.
Faccio il bene anche quando nessuno lo vede?

7. Gesù cade la seconda volta

La fatica aumenta.
Sono paziente con chi cade più volte?

8. Gesù incontra le donne

Si crea relazione nel dolore.
So fermarmi davanti al dolore degli altri o tiro dritto?

9. Gesù cade la terza volta

Sembra finita.
Credo ancora negli altri quando tutti hanno smesso di farlo?

10. Gesù spogliato

Umiliato davanti a tutti.
Rispetto la dignità degli altri o li espongo e giudico?

11. Gesù inchiodato

Violenza. Rifiuto.
Le mie parole feriscono o costruiscono?

12. Gesù muore in croce

Ama fino alla fine.
So amare anche quando non ricevo nulla in cambio?

13. Gesù deposto

Qualcuno finalmente si prende cura di Lui.
Mi prendo cura di chi è ferito o aspetto che lo facciano altri?

14. Gesù nel sepolcro

Silenzio. Attesa.
So restare fedele anche nel buio?


 

MISSIONE

Oggi:

  • Partecipa alla Via Crucis in parrocchia, oppure fermati davanti alla Croce e prega
  • Torna a confessarti prima del Triduo
  • Prega per i fratelli e le sorelle di questo Cammino

E se non lo hai ancora fatto, manda il tuo nome e la tua città. Siamo negli ultimi giorni di questo Cammino di Quaresima “Dilata il cuore”:  non restare anonimo.
Qui c’è un popolo. Anche ieri nuovi fratelli e sorelle hanno condiviso il proprio nome. E c’è posto anche per te.

  • Pina, Giulia e Maurizio di Roma;
  • Medea, Francesca, Angelo, Emanuele, Valentina e suor Laura del Preziosissimo Sangue in Lombardia;
  • Bruna e Tiziano in Veneto;
  • Giuseppe, Teresa e Anna in Puglia;
  • Miriam, Emmanuela, Ersilia, Corrado e Donatella in Campania;
  • Giovanni, Anna Maria, Francesca e Maria Laura nelle Marche;
  • Cetty e Marcella dalla Sicilia
  • Daniela e Filomena dalla Calabria
  • Lucia dal Molise
  • Davide dalla Sardegna

Se non vedi ancora il tuo nome, e vuoi sentirti ancor più in Comunione, scrivilo!


Ricordo ai nuovi l’ incontro online per pregare insieme e iniziare a prepararci alla Settimana Santa.

Puoi scegliere:
- venerdì alle 21:30
- sabato alle 11:30

Se vuoi partecipare, scrivi il tuo nome, la tua città e quando sei disponibile, per ricevere le istruzioni.


L’amore… non aspetta. Non rimanda. Non delega. Ama oggi.

Buon Cammino!

LE VOSTRE RIFLESSIONI

Ciao! Vorrei cogliere l'occasione per dirti che hai creato proprio un bel gruppo e ci hai aiutato a Camminare in questo tempo di Quaresima, grazie! Nonostante i combattimenti siamo arrivati al 26 marzo... siamo agli sgoccioli di Quaresima. Ancora c'è un pezzetto di strada da fare, forse quello più ripido. Voglio approfittarne anche per chiedere preghiere perché la settimana prossima ho un esameee vi chiedo il dono dell'Intelletto e della Pace. (Maria Laura)

A proposito dell'Annunciazione, voglio condividere quello che disse a Medjugorje, l'unica volta che vi sono andata, suor Emmanuel, ovvero di contemplare pregando, di pensare di essere alla presenza di Dio. Da allora quando prego l'Ave Maria mi passano per la mente delle immagini. Come se fossi presente, quando dico "Ave Maria Piena di Grazia il Signore è con te" immagino l'Arcangelo Gabriele che si inchina davanti alla fanciulla Maria e la saluta e Lei che lo osserva seduta mentre filava con le mani al petto in senso di protezione...continuando con "Tu sei benedetta e benedetto è il frutto del tuo seno Gesù", immagino Santa Elisabetta che abbraccia Maria SS. all'altezza della pancia dove c'è Gesù e la Madonna che alza le braccia al cielo e Magnifica il Signore e infine al "Santa Maria Madre di Dio prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Amen", immagino il popolo di Dio riunito in preghiera davanti ad una delle apparizioni tipo Fatima, Lourdes, e ultimamente penso all'unica volta in cui sono stata presente ad una apparizione da bambina a Belpasso (CT) forse nel 1986 ...dove il popolo di Dio era attorno al ragazzo Rosario Toscano che stava vicino alla roccia lavica ove si poggiava la Madonna e noi tutti attorno nella campagna a pregare. Volevo condividere questa mia esperienza di preghiera che mi aiuta a rimanere concentrata su quello che sto dicendo. Buon cammino anche a voi. (Marcella)

Ti ringrazio Signore per questo gruppo che cammina con me. Fa che il dono della fraternità che tu stesso ci doni di vivere e che si rende percepibile nella bellezza di pregare insieme gli uni per gli altri come fratelli. Infondi in me e in tutti la gioia di sentirci sorretti dal tuo amore!! (Bruna)

La mattina tra una cosa e l'altra riesco a leggere queste bellissime meditazioni e mi danno una spinta in più per la giornata. Poi il pensiero che Dio mi è sempre vicino è una consapevolzza e sopratutto una certezza! (Filomena)