Commento alle Letture - Anno A

Diciassettesima Domenica del Tempo Ordinario

Diciassettesima Domenica del Tempo Ordinario

Perché il Signore ha nascosto quel tesoro che è il Regno dei Cieli?

La domanda viene spontanea leggendo il Vangelo di questa Domenica. Se il Regno è per tutti, perché Gesù ci parla di un tesoro nascosto in un campo e di una perla preziosissima che non tutti riescono a trovare?

Forse perché il Regno è davvero per tutti, ma non è per chi si accontenta di passare accanto alle cose senza mai cercarle davvero. Per trovarlo servono uomini e donne con l’ardore della ricerca. Persone disposte a mettersi in cammino, a lasciare qualcosa, a fare spazio, a riconoscere che ciò che stanno cercando vale più di quello che già possiedono.

Ieri abbiamo celebrato San Giacomo Apostolo. E viene da pensare al Cammino di Santiago: non si arriva alla meta per caso. Si attraversano paesaggi diversi, si scoprono le proprie forze e i propri limiti, si incontrano compagni di viaggio e, soprattutto, si impara a riconoscere una presenza che accompagna il cammino.

Anche il Regno di Dio si scopre così.

Gesù ci presenta due persone che sanno riconoscere un valore quando lo incontrano. Il primo trova un tesoro nascosto nel campo e vende tutto per comprarlo. Il secondo è un mercante che cerca perle preziose e, quando ne trova una di grande valore, vende tutto quello che possiede.

Non sono persone che si sono imbattute casualmente in qualcosa di interessante. Stavano cercando.

E forse questa è la prima domanda che il Vangelo pone a me e a te: sto ancora cercando il Regno di Dio? O mi sono fermato a quello che già so, a quello che già faccio, a una fede diventata abitudine?

La ricerca richiede investimento. Tempo, energie, preghiera, ascolto, silenzio. Ma quando trovi qualcosa che vale davvero, non ti pesa più lasciare ciò che vale meno.

La Seconda Lettura ci consegna allora una certezza da ricordare proprio quando il cammino diventa difficile: «Noi sappiamo che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio, per coloro che sono stati chiamati secondo il suo disegno».

Quel «tutto concorre al bene» dovremmo quasi tatuarcelo sul cuore.

Perché ci sono momenti della vita in cui non capiamo. Dolori, malattie, successi e insuccessi, nuovi inizi e storie che si chiudono. Ci sono persone che ci lasciano, strade che sembravano giuste e improvvisamente si interrompono. Ci sono preghiere che sembrano non ricevere risposta.

Eppure San Paolo ci dice: tutto concorre al bene.

Non significa che tutto ciò che accade sia buono. Significa che nulla è fuori dalla possibilità di Dio di trasformarlo in bene. Anche ciò che oggi non comprendiamo può entrare nel Suo disegno. Anche una strada che sembra portarci lontano può diventare, nelle mani del Signore, parte del cammino verso quel tesoro che stiamo cercando.

E allora serve un cuore come quello che Salomone chiede nella Prima Lettura.

Dio gli dice: “Chiedimi ciò che vuoi”.

E Salomone non chiede ricchezza, lunga vita o vittoria sui nemici. Chiede «un cuore docile, perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male».

Che grande preghiera per chiunque abbia una responsabilità!

Un cuore docile, capace di ascoltare prima di decidere, di distinguere il bene dal male, di governare non per il proprio interesse, ma per il bene di chi gli è affidato.

Pensiamo a chi oggi governa le città, ai capi di Stato, ai governanti, alle organizzazioni internazionali. Preghiamo per loro, perché abbiano un cuore docile, perché sappiano cercare il bene comune e perché cooperino per la pace.

Preghiamo anche per noi, perché ogni responsabilità è una piccola forma di governo: in famiglia, sul lavoro, in parrocchia, con i nostri figli, con i nostri amici. Anche a noi serve un cuore docile che distingue il bene dal male. 

E in questa estate possiamo fare come lo scriba di cui parla Gesù, «simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Non lasciamo che l’estate sia soltanto una parentesi nella nostra vita spirituale. Riposiamoci, certo. Ma troviamo anche il tempo per estrarre dal nostro tesoro cose antiche: rileggiamo gli appunti delle nostre preghiere, una meditazione che ci aveva colpito, qualche pagina della Bibbia che abbiamo lasciato da parte.

E cerchiamo anche cose nuove: un libro, una riflessione, una nuova abitudine di preghiera, un incontro, una comunità con cui camminare.

Perché il Regno dei Cieli è un tesoro che bisogna voler cercare.

E noi vogliamo continuare a cercarlo insieme, anche d’estate.

Se vuoi camminare con noi, il nostro gruppo è sempre aperto: ogni giorno nella chat di gruppo meditiamo la Parola per sostenerci come fratelli e sorelle. Scrivici per saperne di più.

E oggi un augurio speciale a tutti i nonni, nel giorno dei Santi Gioacchino e Anna, i nonni materni di Gesù. Che siano, per i loro nipoti, custodi di quel tesoro antico che non passa mai: la fede.

Buona Domenica!