Commento alle Letture - Anno A

Epifania del Signore

Epifania del Signore

Siamo abituati ad associare l’Epifania ai bambini. E, in parte, è vero.
In molte città sono i Re Magi a portare i regali il mattino del 6 gennaio ai bambini delle famiglie cristiane. È una festa colorata, piena di stupore, che profuma di infanzia. Eppure, se ci fermiamo un attimo a guardare davvero il Vangelo, ci accorgiamo che la storia dei Magi non è affatto una favola per bambini. Basti pensare alle drammatiche conseguenze del loro passaggio a Gerusalemme, che porterà alla strage degli innocenti per mano di Erode. Come sempre, c’è molto di più.

Epifania significa manifestazione.
Sappiamo che le manifestazioni di Gesù sono tre: ai Magi – quindi a tutti i popoli –, nel Battesimo al Giordano e alle Nozze di Cana. Oggi vogliamo fermarci su pochi concetti ma densissimi, capaci di illuminare la nostra vita.

Il primo lo troviamo nella Prima Lettura: è un’esplosione di luce.

“Àlzati, rivèstiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te (…) su di te risplende il Signore (…). Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere”.

Epifania e Magi li associamo subito alla stella, e questi versetti davvero riempiono di luce la nostra vita. Anche se in questi giorni stiamo sperimentando che “la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli”, non possiamo fermarci qui. Né nel brano, né nella vita.
Rileggiamo la frase completa:

“Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore”.

Quel “MA” ha un potere immenso. Dentro c’è tutta la forza della Parola di Dio.
Oggi il Signore ti dice: è vero che porti un peso grande. È vero che attorno a te c’è violenza, dolore, incertezza. È vero che il futuro fa paura… MA SU DI TE RISPLENDE IL SIGNORE.

Se dobbiamo portarci a casa qualcosa oggi, portiamoci queste parole. Facciamole nostre. Ripetiamole ogni giorno del 2026. Cantiamole con il Salmo: “Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò timore?”.

Potrebbe bastarci questo. E invece la Prima Lettura ci regala un secondo concetto gigantesco. Forse vi sarà capitato di leggere libri o ascoltare video sull’abbondanza, sulla pace interiore, sulla mindfulness… Bene: tutto questo – e infinitamente di più – è già nelle Scritture da millenni:

“Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti”.

Di cosa parla questa abbondanza? Poco prima si parlava di re, poi di oro. San Paolo, nella Seconda Lettura, ci aiuta a capire: è la nostra eredità. Tutti siamo partecipi della stessa promessa. Tutti siamo figli del Re. Tu ed io. Il re che porta doni al Bambino Gesù non è più ricco di te se tu hai Gesù nel cuore. Questa è la tua vera ricchezza. E nessuno potrà mai togliertela, se non glielo permetterai.

Ma che cosa dilata il cuore?
Ce lo dicono i Magi: “Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima”.

La gioia del Signore!

Il Signore ti vuole felice. Il Signore ti vuole beato. Beato in Cielo, a suo tempo. E felice già oggi, su questa terra.

Il Signore non ti mette in movimento per fregarti. Non ti fa alzare dal divano e lasciare le tue sicurezze per toglierti qualcosa. Il Signore accende in te il desiderio di qualcosa di grande perché è durante il viaggio, o alla fine di esso, che puoi incontrarLo davvero. Ed è lì che nasce la gioia vera: quella che ti lascia in silenzio, a contemplare, a adorare, come i Magi davanti alla Sacra Famiglia, quando scoprono il senso della vita.

Davanti a questo mistero possiamo stare in modi molto diversi: come i sapienti del tempio che sanno dire a Erode che il Messia nascerà a Betlemme… ma restano a Gerusalemme. Non si muovono. Non verificano. Non cercano. Oppure come i Magi.

In questo giorno in cui si chiude il Giubileo della Speranza e si annunciano le tappe dell’Anno Liturgico, il mio augurio per te è questo:
che tu non smetta di seguire la stella che il Signore ha acceso nel tuo cuore;
che tu trovi compagni di viaggio che camminano nella stessa direzione;
che insieme possiate arrivare, con il cuore dilatato, a esultare di gioia per la nascita di Gesù in una Vita Piena.

E se senti di aver bisogno di una mano per riconoscere la tua stella o per muovere i prossimi passi nel cammino, scrivimi. Ora. Domani. Quando vuoi.
La tua stella ti aspetta.

Buona Epifania!