Commento alle Letture - Anno A

Diciottesima Domenica del Tempo Ordinario

Diciottesima Domenica del Tempo Ordinario

«Chi ci separerà dall’amore di Cristo?»

 

Che notizia meravigliosa ci consegna oggi san Paolo! Una di quelle frasi che andrebbero custodite nel cuore e tirate fuori ogni volta che la vita sembra troppo pesante.

La risposta è semplice: nessuno. Niente.

San Paolo passa in rassegna tutto ciò che potrebbe farci vacillare: tribolazione, angoscia, persecuzione, fame, nudità, pericolo, spada... E poi conclude con una certezza che attraversa i secoli: «Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.»

Quanto cambierebbe la nostra vita se iniziassimo davvero ogni giornata con questa certezza? Quante paure perderebbero forza? Quanti fallimenti smetterebbero di definirci? Quanti giudizi degli altri avrebbero meno peso?

Noi spesso misuriamo l'amore di Dio da ciò che ci accade. San Paolo ci invita a fare il contrario: misurare ciò che ci accade partendo dall'amore di Dio.

Con questa certezza nel cuore entriamo nel Vangelo, dove troviamo un'altra folla in cammino. Gesù si ritira in disparte, ma la gente non rinuncia a cercarlo. Lo segue a piedi, affrontando la fatica del cammino, senza preoccuparsi dell'orario, della fame, della sete o degli impegni rimasti a casa.

Che testimonianza! Queste persone hanno capito che esiste qualcosa che vale più della comodità. Vale la pena perdere una giornata pur di stare con Gesù.

E viene spontaneo domandarci: noi quanto tempo siamo disposti a dedicare al Signore?

Quando la routine cambia, quando arrivano le ferie, quando gli orari si fanno più leggeri, riusciamo a ritagliarci uno spazio più grande per Lui? O è proprio il rapporto con Dio la prima cosa che mettiamo in pausa?

La Prima Lettura sembra rispondere proprio a questa domanda.

«O voi tutti assetati, venite all'acqua.» È un invito universale. Tutti. Nessuno escluso.

Ma c'è una condizione: riconoscersi assetati.

Chi pensa di bastare a sé stesso difficilmente si mette in cammino verso Dio. Chi invece scopre di avere sete di senso, di pace, di verità e di amore, allora inizia davvero il viaggio.

E il Signore promette: «Ascoltatemi e mangerete cose buone, gusterete cibi succulenti.» Ma c'è una promessa ancora più grande: «Ascoltate e vivrete.»

Non è solo questione di essere sazi. È questione di vita.

Quante cose riempiono le nostre giornate senza nutrire davvero il cuore! Gesù, invece, non riempie soltanto un vuoto: dona una vita nuova.

Ed è proprio in questo contesto che arriva una delle frasi più umane del Vangelo.

Gli apostoli guardano la folla e dicono: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!» 

Quante volte diciamo la stessa cosa?

Non ho abbastanza tempo.

Non ho abbastanza capacità.

Non ho abbastanza fede.

Non ho abbastanza soldi.

Non ho abbastanza coraggio.

Eppure gli apostoli si sbagliavano.

Non avevano "solo" cinque pani e due pesci.

Avevano Gesù.

Quello che possediamo, quando lo mettiamo nelle mani del Signore, diventa infinitamente più grande.

Non disprezziamo i nostri talenti. Non sottovalutiamo il nostro carisma. Non pensiamo che la nostra piccola parrocchia, il nostro gruppo, la nostra famiglia o la nostra comunità siano troppo piccoli per cambiare qualcosa.

Con Dio il poco diventa abbondanza. Gesù non distribuisce direttamente il pane alla folla. Prima dice ai discepoli: «Voi stessi date loro da mangiare.»

Prima ancora del miracolo, Gesù affida una missione. È come se dicesse anche a noi: non aspettare sempre che siano gli altri a fare il bene. Inizia tu.

Forse oggi il Signore ti chiede di dare da mangiare con una parola di speranza.

Forse con un gesto di perdono.

Forse con un po' del tuo tempo.

Forse accompagnando chi è solo.

Forse mettendo a servizio della Chiesa un talento che hai sempre tenuto nascosto.

Qualunque sia la missione, non partire da quello che ti manca. Parti da quello che hai.

Il Signore farà il resto.

E oggi la Chiesa ci offre anche un dono speciale.

Il 2 agosto celebriamo il Perdono di Assisi, l'indulgenza legata a san Francesco. È una grazia preziosa che possiamo ricevere con Confessione, Comunione, professione di fede, preghiera secondo le intenzioni del Papa e distacco da ogni peccato, visitando una chiesa francescana o una chiesa parrocchiale. Nell'ottavo centenario della nascita al Cielo di san Francesco, lasciamoci raggiungere dal suo amore! Ricordiamoci che nulla potrà mai separarci da Lui. E, forti di questa certezza, prendiamo i nostri "cinque pani e due pesci" e mettiamoli nelle Sue mani.

Buona Domenica e Buona Festa del Perdono!