Questa Domenica il Signore ci consegna una Parola che può cambiare il nostro modo di guardare la vita quotidiana.
Spesso abbiamo l'impressione di essere soli. Soli davanti alle difficoltà del lavoro, ai problemi economici, quando le relazioni si complicano. Soli quando veniamo giudicati, fraintesi o esclusi. Soli davanti a una malattia, a una preoccupazione per i figli, a una scelta difficile.
Così finiamo per leggere la realtà come uno scontro continuo: io contro i problemi, io contro il mondo, io contro chi mi ostacola. Le Letture di oggi ci ricordano invece una verità fondamentale: non siamo mai soli. Anzi, quando pensiamo di essere da soli, spesso stiamo dimenticando il protagonista della nostra storia.
Nella Prima Lettura il profeta Geremia, perseguitato, deriso e minacciato, pronuncia una frase potentissima:
"Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso".
Proviamo a fermarci un momento su queste parole. Un prode valoroso. Non un osservatore distante. Non uno spettatore. Non qualcuno che guarda dall'alto e basta.
Un combattente forte che sta accanto a noi. Come cambierebbe la nostra giornata se al mattino, appena aperti gli occhi, ricordassimo che accanto a noi cammina il Signore come un cavaliere potente?
Come affronteremmo quella riunione difficile? Quella telefonata che temiamo? Quel problema familiare? Quella croce troppo pesante?
Forse smetteremmo di vivere sempre sulla difensiva e smetteremmo di lasciare che la paura decida al posto nostro. Perché il problema non è che Dio ci abbandona. Siamo noi che dimentichiamo la Sua presenza. E quando dimentichiamo chi cammina accanto a noi, inevitabilmente iniziamo a dubitare anche del nostro valore.
Ecco allora che il Vangelo arriva come una medicina per il cuore.
Gesù dice:
"Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro."
E subito dopo aggiunge:
"Voi valete più di molti passeri."
Quanto abbiamo bisogno di ascoltare queste parole.
Viviamo in un mondo che continuamente misura il nostro valore. Vali se produci, se hai successo, se sei efficiente o bella, se piaci agli altri e ottieni risultati.
Invece quando qualcosa va storto iniziano le voci interiori: hai sbagliato tutto, non sei abbastanza, non servi a nessuno, nessuno ti vuole bene…
Quante volte ascoltiamo queste menzogne?
Eppure Gesù oggi ci guarda negli occhi e ci dice:
"Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati."
Non sei un numero. Non sei un errore. Non sei un incidente della storia.
Sei conosciuta. Sei amata. Sei cercato.
Vali infinitamente. Vali così tanto che il Figlio di Dio ha dato il Suo sangue per te.
Quando il nemico cerca di convincerci che non valiamo nulla, dovremmo ricordargli il prezzo pagato per la nostra salvezza: la Croce. Quello è il nostro valore.
Non le nostre prestazioni, i nostri successi o i nostri fallimenti. La Croce.
Anche San Paolo, nella Seconda Lettura, ci porta a contemplare questa verità. Ci ricorda che il peccato è entrato nel mondo attraverso un uomo, Adamo, ma che attraverso Cristo è arrivata una grazia infinitamente più grande. Dove abbonda il peccato, sovrabbonda la grazia. Dove c'è la caduta, Dio prepara la risurrezione. Dove c'è la ferita, Dio prepara la guarigione. Dove c'è la morte, Dio prepara la vita. La logica di Dio è sempre più grande della nostra.
Per questo il cristiano non è un ingenuo che ignora il male ma qualcuno che sa che il male non avrà mai l'ultima parola.
Allora arriviamo al cuore della missione che il Signore ci affida.
Nel Vangelo Gesù ripete più volte:
"Non abbiate paura."
Non abbiate paura di vivere il Vangelo. Non abbiate paura di essere diversi. Non abbiate paura di testimoniare la vostra fede. Di scegliere il bene quando tutti scelgono altro.
Non abbiate paura di amare, perdonare o dire che appartenete a Cristo.
Anche la Colletta di questa Domenica ci consegna una preghiera straordinaria:
"O Dio, che affidi alla nostra debolezza l'annuncio profetico della tua parola, liberaci da ogni paura, perché non ci vergogniamo mai della nostra fede."
Che frase meravigliosa. Dio affida la sua missione alla nostra debolezza.
Non ai perfetti. Non ai più preparati. Non ai più forti. Alla nostra debolezza.
Perché è proprio lì che si manifesta la sua potenza.
Pensiamo agli Apostoli. Pensiamo ai Santi. Pensiamo ai grandi evangelizzatori della storia. Nessuno di loro era perfetto. Tutti avevano limiti, fragilità e paure, come te e me. Eppure Dio ha fatto cose immense attraverso di loro. E continua a voler fare cose immense attraverso di noi.
Valiamo così tanto che Dio ci affida la sua missione e vuole avere bisogno delle nostre mani, della nostra voce, del nostro sorriso, del nostro tempo.
Allora proviamo a trasformare questa Parola in passi concreti.
Questa settimana quando arriverà una difficoltà, ricordiamoci: "Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso". E quando una voce interiore ci dirà che non valiamo nulla, rispondiamo con il Vangelo: "Voi valete più di molti passeri". Scegliamo poi una situazione in cui testimoniare apertamente la nostra fede.
Perché il mondo ha bisogno di cristiani che si fidano di Dio, che conoscono il proprio valore e non si vergognano del Vangelo.
Che nella loro debolezza lasciano trasparire la forza del Signore che cammina accanto a loro. E allora coraggio. Non siamo soli. Mai.
Il Signore è al nostro fianco come un prode valoroso.
E se Lui è con noi, chi sarà contro di noi?
Buona Domenica!