Commento alle Letture - Anno A

Quarta Domenica di Pasqua

Quarta Domenica di Pasqua

“Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”

Questa meditazione gira attorno a questa domanda, perché credo sia una domanda giusta, anzi “VERA”. Quella che ognuno di noi dovrebbe farsi dopo Pasqua, dopo l’intenso cammino di Quaresima “Dilata il cuore”, dopo anni e anni di conversione, cadute, rialzate, esperienze di amore, di dono e perdono.

“Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”

Se siamo tornati a vivere la stessa vita di prima, degli anni passati, allora abbiamo perso. Siamo ancora nella condizione descritta da Pietro: “Eravate erranti come pecore”

Se non nasce in noi il desiderio di cambiare quello che finora non ci ha saziato, abbiamo perso tempo. Il Signore è paziente e misericordioso, ci darà altre occasioni per tornare a Lui, ma chi ci rimette siamo noi. Perché la nostra anima brama qualcosa che solo Lui può darci e se non proseguiamo il nostro cammino continueremo a cercare in luoghi che non hanno niente a che fare con la soluzione. 

Che cosa cerchiamo? Quello che può darci solo Gesù e che ci dice nel finale del Vangelo di oggi: “io sono venuto perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza”

La vita in abbondanza. La vita vera. La vita piena.

Lo sai anche tu, perché lo hai sperimentato più volte: solo in Lui c’è il senso di tutto. E quando ti allontani da Lui la vita è tremendamente vuota. 

Allora chiediamo alle Letture di oggi come ricevere una vita in abbondanza. Nella Prima San Pietro risponde alla nostra domanda: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo.»

Siamo battezzati? Si. Basta? No. Una volta, prima ci si convertiva poi si veniva battezzati. Ora dobbiamo convertirci ogni giorno affinché la nostra veste sia di nuovo bianca e la candela sempre accesa. Soprattutto per avere in noi ciò che dona la vita in abbondanza, cioè lo Spirito Santo. 

A che punto siamo della nostra conversione? Ci ricordiamo quello che abbiamo imparato a Quaresima?

  • Risveglia il desiderio
  • Purifica il cuore
  • Disarma la lingua
  • Impara ad amare
  • Vivi la comunione
  • Dilata il cuore

Facciamoci questo esame di coscienza prima di dormire e prendiamolo come missione del giorno quando ci svegliamo al mattino. Perché a questo siamo stati chiamati.

Dice S. Pietro nella Seconda Lettura: “se, facendo il bene, sopporterete con pazienza la sofferenza, ciò sarà gradito davanti a Dio. A questo infatti siete stati chiamati”. Non so quanti conoscono le opere di misericordia, qui le citiamo spesso. Molti conoscono quelle “corporali” che menziona Matteo nel suo Vangelo: dar da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi… Tra quelle “spirituali” ce n’è una che bene riassume quanto detto da Pietro “Sopportare pazientemente le persone moleste”. Le opere di misericordia corporale e spirituale sono, con le Beatitudini, la nostra mappa per la vita in abbondanza! Anche la vita di Gesù ci mostra come vivere: “perché anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme”. Ecco perché ci chiamiamo “Noi come Lui”.

Se iniziate a vivere come Gesù siete “ricondotti al pastore e custode delle vostre anime”. Colui che è la porta e dice: “se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo”. Una porta che non trattiene, ma conduce sempre all’abbondanza dei pascoli erbosi. Ci saranno tentazioni? Certo! Ma c’è un motivo per cui il recinto permette anche a ladri e briganti di passare. Come ha detto il parroco nell’omelia di oggi: il Signore ha fiducia in noi, ha messo in noi un principio di invincibilità. Abbiamo tutte le carte per affrontare il nemico e uscirne vincitori. Non è bellissimo?

Gesù in questo tempo di Pasqua “chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce”. Il Signore oggi ti sta chiamando a prendere in mano la tua vita e farne un capolavoro (cit. san Giovanni Paolo II). Restiamo appollaiati sul divano o siam pronti a sporcarci le mani amando i nostri fratelli e sorelle per avere anche noi addosso l’odore delle pecore (cit. papa Francesco) e vivere una vita vera?

Oggi a Messa c’erano due battesimi. Settimana prossima parteciperò a un altro. Sono tre. Non sono i tremila della Prima Lettura ma la Chiesa continua a crescere. E i sorrisi di parrocchiani di ogni età mi ricordano quanto sia bello stare nella Chiesa!

Buona Domenica!