Commento alle Letture - Anno A

Sedicesima Domenica del Tempo Ordinario

Sedicesima Domenica del Tempo Ordinario

“Il regno dei cieli è simile a…”

Ci sono Vangeli che sembrano un piccolo scrigno: li apri e scopri un tesoro dopo l'altro.

Quello di questa Domenica è uno di questi. Gesù racconta addirittura tre parabole: la zizzania, il granello di senape e il lievito. Ognuna meriterebbe una meditazione tutta sua.

Per questo ti consiglio di non limitarti al Vangelo ascoltato a Messa, ma di rileggerlo durante la settimana con calma. Vedrai che ogni volta una Parola diversa parlerà alla tua vita.

Diamo intanto uno sguardo alle tre immagini che accompagnano la definizione di Cielo. 

Il granello di senape è il più piccolo dei semi, eppure diventa un albero nel quale gli uccelli trovano rifugio.

Forse quel seme sei tu.

Forse ti senti piccolo, poco considerata, convinta di poter fare ben poco per cambiare le cose.

E invece il Signore vede molto più lontano.

Vede un cuore capace di accogliere.

Vede una vita che può diventare rifugio per tanti.

Vede una santità che cresce lentamente, quasi senza fare rumore.

Poi c'è il lievito.

Così piccolo da sembrare quasi insignificante, scompare dentro la farina.

Nessuno lo nota più. Eppure è proprio lui che fa crescere tutta la pasta.

Quante persone vivono così?

Madri e padri che ogni giorno costruiscono la famiglia nel silenzio.

Nonni che pregano senza fare notizia.

Catechisti, educatori, volontari, consacrati, amici che seminano bene senza cercare applausi.

Persone che il mondo considera piccole, ma che davanti a Dio sono immense.

Forse anche tu sei quel lievito, pensi di non contare molto e invece, proprio attraverso la tua presenza discreta, il Signore continua a trasformare il cuore di qualcuno.

Ricordatelo sempre: non sei invisibile agli occhi di Dio. 

E spesso il bene più grande nasce proprio da ciò che il mondo considera troppo piccolo.

Arriviamo alla parabola della zizzania che ci racconta qualcosa di importante sul cuore di Dio.

Davanti al male, i servi vorrebbero intervenire subito.

"Vuoi che andiamo a raccoglierla?"

La risposta del padrone sorprende.

"No."

Lasciate crescere insieme grano e zizzania fino alla mietitura.

Quanto è diversa la logica di Dio dalla nostra!

Noi vorremmo soluzioni immediate, giudizi rapidi, sentenze definitive.

Il Signore invece è paziente.

Ma non perché il male gli sia indifferente; è paziente perché ama.

Se il mondo finisse oggi, quanti di noi sarebbero davvero pronti a entrare nella casa del Padre?

Se oggi il Signore chiamasse me e te, chi potrebbe dire di aver già estirpato tutta la zizzania dal proprio cuore?

Ecco perché aspetta: per darci tempo.

Tempo per convertirci, ricominciare e lasciarci trasformare dalla sua grazia.

Questa pazienza è una delle forme più grandi della misericordia di Dio.

Ma diventa anche una scuola per noi.

Quanta fretta abbiamo di giudicare gli altri?

Quante volte pensiamo che una persona non cambierà mai e mettiamo un'etichetta definitiva sulla sua vita?

Il Padre nostro ce lo ricorda:

"Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori."

Come Dio continua a credere nella nostra conversione, anche noi siamo chiamati a lasciare aperta una porta alla conversione dei fratelli.

Anche quando oggi vediamo che sono ancora aggrappati al male.

Perché forse qualcuno, un tempo, ha avuto la stessa pazienza con noi.

Questa immagine trova una conferma bellissima nel Libro della Sapienza.

"Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini e hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento."

Che meravigliosa definizione della speranza!

Non una vaga attesa, ma la certezza che Dio continua a offrire possibilità nuove.

Concede pentimento, tempo e occasioni per ricominciare.

Ci insegna che il giusto non è chi condanna gli uomini, ma chi li ama come fa il Padre.

Sappiamo anche noi avere lo sguardo paziente di Dio?

Oppure pretendiamo dagli altri quella perfezione che noi stessi non abbiamo ancora raggiunto?

Nella Seconda Lettura San Paolo ci ricorda una presenza che rischiamo di dimenticare, soprattutto durante l'estate: lo Spirito Santo.

Quante volte pensiamo alla preghiera come a qualcosa che dipende soltanto da noi? Invece

"Noi non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili."

Che consolazione!

Ci sono giorni in cui non troviamo le parole, giorni in cui siamo stanchi, confusi, distratti.

Perfino incapaci di pregare.

Eppure lo Spirito continua a pregare dentro di noi, a guidarci, a suggerirci la strada e a ricordarci che siamo figli.

Per questo anche d'estate non mettiamo in pausa la vita spirituale.

Bastano pochi minuti vissuti bene: una pagina del Vangelo, una visita in Chiesa, un Rosario durante una passeggiata, un momento di silenzio davanti al Signore.

Lo Spirito farà il resto.

Viviamo allora questa estate come un tempo favorevole, lasciando che il Signore continui a togliere dal nostro cuore la zizzania e a far crescere il buon grano.

E se desideri non camminare da solo, ma condividere ogni giorno la meditazione della Parola insieme a tanti fratelli e sorelle, il nostro gruppo è sempre aperto. Ti basta scriverci un messaggio: saremo felici di accoglierti nel cammino.

Buona Domenica!