Come stiamo vivendo questo tempo di Pasqua? Siamo ancora dentro la gioia della Risurrezione oppure, piano piano, la quotidianità ha già preso il sopravvento?
La Parola di oggi ci accompagna in un passaggio fondamentale del nostro cammino: non basta aver incontrato Gesù risorto… bisogna imparare a vivere con Lui ogni giorno, nello Spirito.
Partiamo dal Vangelo. Gesù ci consegna una frase che può diventare una verifica concreta della nostra vita:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti».
Parole semplici, ma decisive. L’amore per Gesù non è un sentimento astratto. Non è solo emozione, non è solo preghiera. È vita concreta, fatta di scelte, di coerenza, di fedeltà.
E subito Gesù promette qualcosa di immenso:
«Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre».
Non ci lascia soli. Mai.
Lo Spirito Santo è il dono della Pasqua che continua. È Colui che rende possibile vivere da cristiani nel quotidiano. Senza lo Spirito, tutto diventa fatica, regola, sforzo. Con lo Spirito, tutto diventa relazione, presenza, vita.
E allora chiediamoci: quanto spazio diamo allo Spirito Santo nella nostra giornata? Lo invochiamo? Gli chiediamo consiglio? Gli permettiamo di guidare le nostre scelte? Oppure aspettiamo solo la Solennità di Pentecoste per ricordarci della Terza Persona della Santissima Trinità?
La Prima Lettura ci porta in Samaria, dove l'apostolo Filippo - che abbiamo festeggiato Domenica scorsa - annuncia il Vangelo e la gente ascolta, vede i segni, accoglie la Parola. Ma poi accade qualcosa di molto importante: arrivano Pietro e Giovanni, impongono le mani e le persone ricevono lo Spirito Santo.
È un passaggio fondamentale: la fede non è solo ascolto, non è solo entusiasmo iniziale. Ha bisogno di radicarsi, di essere confermata, di entrare dentro una comunione più grande.
E questo ci parla della Chiesa. Non si è cristiani da soli. Non basta “credere a modo mio”. C’è una comunità, c’è una trasmissione, c’è una continuità che passa dagli apostoli fino a noi. Per questo è buono avere una comunità online con cui camminare se però la nostra vita è anche radicata in una comunità pastorale dove vivere i Sacramenti. Non può esserci solo l'online o solo la preghiera personale, perché come ci racconta tutta la Bibbia, il signore ha scelto un Popolo.
La Seconda Lettura ci porta ancora più in profondità. Pietro ci dice:
«Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi».
Ecco un’altra parola chiave: speranza.
Dopo aver parlato di amore e poi di fede, anche in questa Domenica si competa la triade delle virtù teologali con la speranza. Ma non una speranza teorica. Una speranza che si vede. Che si testimonia. Che suscita domande negli altri.
Se nessuno ci chiede “perché sei così?”, forse dobbiamo fermarci e chiederci: la mia vita sta davvero parlando di Cristo?
Torniamo allora al Vangelo. Gesù dice:
«Non vi lascerò orfani».
Questa è una promessa che cura tante ferite. Quante volte ci sentiamo soli, smarriti, non capiti.
Eppure Gesù ci dice: non sei solo. Io sono con te. Sempre.
E aggiunge:
«Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama».
Torniamo lì. All’inizio. All’amore concreto.
Allora proviamo a tradurre tutto questo in una domanda semplice per oggi:
come posso amare Gesù, concretamente, in questa giornata?
Nel lavoro, in famiglia, nelle relazioni, nelle difficoltà.
Forse ascoltando di più. Forse perdonando. Forse scegliendo il bene anche quando costa.
Lo Spirito Santo è pronto a guidarci. Ma aspetta il nostro sì.
In questo tempo pasquale, non accontentiamoci di ricordare la Risurrezione. Viviamola.
Lasciamoci abitare dallo Spirito.
E diventiamo testimoni credibili di quella speranza che il mondo sta cercando, spesso senza saperlo.
Siamo a un passo dall'Ascensione e due passi dalla Pentecoste. Non perdiamo tempo: viviamo da Risorti!
Buona Domenica!