Commento alle Letture - Anno A

Terza Domenica di Pasqua

Terza Domenica di Pasqua

Buona Domenica! Siamo alla terza Domenica di Pasqua.. come procede il Cammino Pasquale? Cosa ha portato questa Pasqua nella vostra vita? 

Domenica scorsa abbiamo parlato di fede, speranza e carità. Oggi la Parola ci prende per mano e ci mostra come queste virtù diventano vita concreta, dentro storie vere, dentro passi fatti — a volte anche nella direzione sbagliata.

Entriamo nelle Letture.

Ci sono due coppie che emergono con forza:
da una parte San Pietro e San Paolo, dall’altra i due discepoli di Emmaus.

Pietro, nella Prima Lettura, alza la voce davanti al popolo e annuncia con coraggio:
«Gesù di Nazaret… voi l’avete crocifisso, ma Dio lo ha risuscitato».
E poi arriva a quella frase che dovrebbe risuonare dentro ciascuno di noi:
«Noi siamo testimoni».

Non spettatori. Non commentatori. Testimoni.

E Paolo, nella Seconda Lettura, ci porta ancora più in profondità:
ci parla di un disegno che non è improvvisato: «Cristo, agnello senza difetti… già predestinato prima della fondazione del mondo».

Ecco il punto: non è successo per caso. Non è stata una tragedia finita bene.
Era tutto dentro un disegno:  «prestabilito… secondo la prescienza di Dio».

La Risurrezione non è una sorpresa per Dio. È il compimento di una promessa che ha fatto per salvare me e te.

Eppure…arriviamo al Vangelo.

Due discepoli camminano verso Emmaus.
Undici chilometri.
Undici chilometri di parole, di analisi, di ragionamenti.

E qui c’è qualcosa di profondamente umano, che ci riguarda da vicino.

Perché loro hanno tutti gli elementi giusti.

Lo dicono chiaramente:
«Fu profeta potente in opere e parole»
«lo hanno consegnato»
«noi speravamo»
«alcune donne… hanno visto degli angeli»
«alcuni dei nostri sono andati al sepolcro»

Tutto corretto. Tutto vero.

Eppure… stanno andando via. Non restano a Gerusalemme.
Non aspettano. Non verificano fino in fondo.

Fuggono.

E forse qui c’è uno specchio per noi. Quante volte anche noi abbiamo visto, sentito, vissuto esperienze di Dio… eppure, alla prima fatica, ce ne andiamo?

Quante volte analizziamo bene… ma crediamo poco?

E allora arriva quella parola dura di Gesù: «Stolti e lenti di cuore a credere».

Stolti.

Fa quasi male sentirla. Ma se siamo onesti… quante volte Gesù potrebbe dirla anche a noi?

Dopo tutto quello che abbiamo visto nella nostra vita, dopo le grazie ricevute, dopo una Quaresima vissuta, dopo la Pasqua celebrata… ancora dubitiamo, ancora chiediamo segni, ancora fatichiamo a fidarci.

E allora qual è il passaggio decisivo?

Non è un ragionamento in più. Non è un altro discorso.

È un incontro.

Gesù si mette a camminare con loro.
Spiega le Scritture.
Accende il cuore.

Ma non basta ancora.

Il momento decisivo arriva dopo.

«Lo riconobbero nello spezzare il pane».

Ecco il centro.

Possiamo leggere, pregare, riflettere… ed è fondamentale. Ma se non arriviamo lì — all’Eucaristia — rischiamo di restare nella teoria.

Rischiamo di essere molto vicini a chi dice: “Credo in Dio… ma non vado a Messa”.

La differenza sta tutta qui: riconoscere Gesù vivo, presente, oggi.

Nello spezzare il pane. Nella Liturgia. Nella comunità.

È lì che gli occhi si aprono. Ed è lì che nasce anche la carità. Perché quei due discepoli, prima ancora di riconoscerlo, dicono:  «Resta con noi».

Fermati.
Entra nella nostra casa.
Condividi la nostra tavola.

La fede e la speranza — di cui parla Paolo — trovano compimento nella carità:
fare spazio all’altro, fare spazio a Gesù.

E da lì succede qualcosa di incredibile. Ripartono.

Di notte. Undici chilometri al contrario.

Quando incontri davvero Gesù… non puoi più restare fermo.

 


 

Oggi rileggi il Vangelo alla luce della tua vita. Dove stai andando? Stai fuggendo o stai tornando? Stai analizzando o stai credendo?

Riscopri la storia che il Signore ha fatto con te. Riconosci i passi in cui ti è stato accanto, anche quando non lo vedevi.

E soprattutto: torna a vivere l’Eucaristia al centro. 

In questo tempo pasquale, recuperiamo la bellezza della Messa.

Della comunità. Del camminare insieme, come pellegrini. Perché la fede è un cammino condiviso. E il mondo ha bisogno di testimoni. Non perfetti, ma veri. Come Pietro. Come Paolo. Come quei due discepoli… dopo Emmaus. Pronti a tornare a camminare?

Buona Domenica!