Commento alle Letture - Anno A

Tredicesima Domenica del Tempo Ordinario

Tredicesima Domenica del Tempo Ordinario

Come state vivendo questo tempo d'estate?

Per alcuni sono iniziate le prime ferie, per altri il lavoro continua, magari con ritmi diversi. Cambiano gli orari, si spezza la routine, ci si concede qualche giorno di riposo o qualche gita fuori porta.

Ma anche il nostro rapporto con il Signore è andato in vacanza?

Proprio quando saltano gli impegni abituali abbiamo un'occasione preziosa: riservarci tempo speciale per Lui. Una passeggiata in montagna può diventare preghiera. Un tramonto sul mare può trasformarsi in lode. Una chiesa incontrata durante un viaggio può diventare il luogo dove fermarsi davanti al Tabernacolo. L'estate può essere uno dei periodi più belli dell'anno per riscoprire il silenzio, il Vangelo e la Santa Messa, senza la frenesia della quotidianità.

Come sarà la tua estate?

Entriamo ora nel Vangelo, che possiamo quasi dividere in tre grandi momenti.

Il primo inizia con parole che, a una prima lettura, sembrano dure:

"Chi ama padre o madre più di me non è degno di me... Chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me."

Gesù non ci sta chiedendo di voler meno bene ai nostri genitori, ai figli o agli affetti più cari.

Ci sta chiedendo di mettere Lui al primo posto.

E quando Dio occupa il primo posto, tutti gli altri amori crescono.

Perché iniziamo ad amare come ama Lui.

Diventiamo più misericordiosi, più pazienti e capaci di perdonare, meno possessivi eegoisti

L'amore per Dio non sottrae amore agli altri.

Lo moltiplica.

San Paolo lo esprime stupendamente:

"Consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù."

Viventi per Dio.

Che dignità straordinaria racchiudono queste tre parole!

La nostra vita non è semplicemente una successione di giorni da riempire. Non viviamo solo per lavorare, accumulare o realizzarci.Non viviamo per lavorare, produrre, accumulare, riposarci o realizzarci. Viviamo per Dio, e proprio per questo ogni gesto quotidiano può diventare santo.

La seconda parte del Vangelo sembra rispondere alla grande domanda del nostro tempo.

"Chi avrà trovato la sua vita, la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà."

Viviamo in un'epoca in cui tutti cercano se stessi. C'è chi intraprende percorsi interiori, chi cambia lavoro o cerca il proprio talento, chi desidera capire quale sia il senso della propria storia. Tutto questo è prezioso e spesso necessario.

Ma Gesù oggi porta la domanda a un livello più profondo e non invita a trovare la propria vita ma a perderla.

Perdere la vita significa spenderla. 

Donare tempo. Servire. Rinunciare al primo posto. Cercare gli ultimi invece dei primi. Mettere al centro Dio e il prossimo invece del nostro ego.

Perché è proprio lì che scopriamo chi siamo davvero.

Il senso della vita non si trova guardandosi continuamente allo specchio, ma guardando Cristo e lasciandosi trasformare dal suo amore.

Ed è qui che arriviamo alla terza parte del Vangelo.

"Chi accoglie voi accoglie me... E chi avrà dato anche solo un bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli... non perderà la sua ricompensa."

Queste parole trovano un'immagine bellissima nella Prima Lettura. 

Una donna riconosce in Eliseo un uomo di Dio e decide di costruirgli una stanza, di preparargli un letto, un tavolo, una sedia e una lampada. 

Nessuno glielo impone o glielo chiede. Vuole semplicemente che chi serve il Signore possa riposare. 

Quanto abbiamo ricevuto nella nostra vita da sacerdoti, frati, suore, missionari, catechisti, educatori, diaconi e volontari della Parrocchia? Quante volte una loro parola ci ha rialzati, una confessione ci ha riconciliati con Dio, una benedizione ci ha dato speranza?

E ci siamo mai fermati a prenderci cura anche di loro?

Magari invitandoli a pranzo, offrendo un caffè, un gelato o una telefonata.

Piccoli gesti che diventano grandi agli occhi di Dio.

Perché servire chi annuncia il Vangelo vuol dire partecipare alla sua missione.

E questa possibilità è aperta a tutti. Eliseo viene accolto da una donna benestante; Elia era stato accolto da una povera vedova. Non conta quanto abbiamo ma il cuore con cui doniamo.

Concludiamo con uno sguardo ai prossimi giorni.

Venerdì sarà il Primo Venerdì del mese, tanto caro alla devozione al Sacro Cuore di Gesù.

Chi ha iniziato il cammino dei Nove Primi Venerdì si prepari con cura;

chi invece non ha ancora iniziato può farlo proprio questo venerdì.

Perché la Parola di oggi ci ricorda una grande verità: quando mettiamo Dio al primo posto, non perdiamo nulla ma troviamo tutto. 

Troviamo noi stessi.

Troviamo i fratelli.

Troviamo il senso della nostra vita.

Troviamo Cristo.

E con Lui troviamo la gioia che nessuna estate, nessun inverno e nessuna prova potranno mai portarci via.

Buona Domenica!