E se le regole di Dio fossero diverse da quelle che conosciamo?
Nelle ultime domeniche Matteo ci fa riflettere attraverso immagini concrete: debiti, condoni e oggi salari. Gesù ci parla di economia, raccontandoci la parabola dei lavoratori della vigna, una di quelle che mi capita di raccontare anche nella vita quotidiana, perché mette davanti qualcosa che fatico ad accettare: la matematica di Gesù.
A noi non verrebbe mai di pagare allo stesso modo chi ha lavorato un’ora e chi tutto il giorno. Eppure gli accordi erano chiari. Il problema nasce quando vediamo gli altri ricevere qualcosa di bello.
«Sei invidioso perché io sono buono?»
Ecco la domanda di Gesù.
Cosa succederebbe se iniziassimo a usare davvero il paradigma dell’Amore?
Se fossimo felici dei traguardi degli altri.
Se non avessimo bisogno che qualcuno perda perché noi possiamo vincere.
Se accettassimo che tutti possano vivere bene, senza lasciare indietro nessuno.
Siamo capaci di immaginare un mondo senza povertà?
Forse non riusciamo a immaginare il mondo come lo immagina Dio.
Isaia oggi ci ricorda:
«I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie».
Questi versetti li ascoltiamo ogni Veglia Pasquale, eppure non bastano mai.
Perché abbiamo bisogno di ricordarci che un mondo diverso si può immaginare e costruire.
Con nuove regole.
Con una nuova economia.
Con una nuova logica: quella dell’Amore.
E allora anche il tempo assume un significato diverso.
Isaia ci dice: «Cercate il Signore, mentre si fa trovare».
Ma come facciamo a non perdere il momento in cui Dio si fa trovare?
Forse il salmista ci consegna un piccolo segreto:
«Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome in eterno e per sempre».
Quale modo migliore per non perdere il kairós, il tempo favorevole, se non imparare a riconoscere Dio ogni giorno?
È lo stesso Dio che come il padrone della vigna non si stanca di venirci a cercare.
All’alba.
Alle nove.
A mezzogiorno.
Alle tre.
Alle cinque.
Sempre nella piazza della nostra vita, dove magari siamo ancora lì, apparentemente senza fare nulla. Non si stanca di chiamarci.
E forse oggi quella chiamata è proprio per te.
Perché questo è il tempo che ci è dato per portare frutto sulla terra.
San Paolo lo dice con una frase che sembra quasi una scelta impossibile:
«Ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo».
Il Cielo lo desideriamo.
Ma finché siamo qui, abbiamo una vigna da coltivare.
Una famiglia.
Un lavoro.
Una comunità.
Una città.
Un mondo da rendere un po’ più simile al Regno di Dio.
Gesù ti sta chiamando.
Sei pronto a fare la tua parte nella Sua vigna? Sei pronta a dire il tuo Sì?
Forse stai cercando qualcuno che possa aiutarti a trovare la risposta vera. Scrivici, per camminare insieme, e riconoscere la parola che Dio vuole dire al mondo attraverso di te!
Buona Domenica!