Commento alle Letture - Anno A

Ventisettesima Domenica del Tempo Ordinario

Ventisettesima Domenica del Tempo Ordinario

Quanto è ricca e sorprendente la Liturgia della Chiesa!

Proprio in questi giorni, nella chat di gruppo di Noi come Lui — dove puoi entrare anche tu — stavo commentando la ricchezza di una settimana come questa: prima gli Arcangeli, poi gli Angeli Custodi.

Ieri, meditando sul Vangelo del giorno, con Gesù che esulta di gioia perché il Padre ha rivelato i misteri del Cielo ai piccoli, avevo fatto un parallelismo con san Francesco, visto che il 3 ottobre ricordiamo il suo Transito per poi scoprire che quello stesso Vangelo viene proclamato nelle celebrazioni francescane della sua solennità.

In queste piccole coincidenze vedo la bellezza della sapienza di Dio.

E oggi, proprio nella Domenica in cui ricordiamo gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, la Liturgia ci parla ancora di una vigna.

Nella Prima Lettura c’è una storia d’amore, ma non di quelle a cui siamo abituati:

«Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna».

La vigna è il popolo di Dio. È la storia di un amore immenso, paziente, che prepara tutto e attende frutti.

Un po’ come l’amore di Francesco per i suoi frati, per ogni fratello e sorella, per ogni creatura.

Ma anche noi, quante volte diciamo a parole di amare Dio e poi, con le nostre scelte, facciamo crescere qualcosa che ci allontana da Lui?

E allora gridiamo con il Salmo:

«Da te mai più ci allontaneremo, facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome. Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo».

Non è forse questa la nostra preghiera?

Signore, facci tornare a Te.

Eppure la strada è più semplice di quanto pensiamo.

San Paolo ci dice:

«Quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri».

Sembra tanto.

Ma non è tanto.

È tutto.

Se lasciassimo entrare queste cose nei nostri pensieri, nelle nostre parole e nelle nostre azioni, cambierebbero il nostro cuore e, attraverso il nostro cuore, il mondo.

Eppure continuiamo a cadere.

Invece di custodire la vigna, qualche volta la roviniamo. Invece di accogliere la Parola che ci viene mandata per costruirci, la rifiutiamo.

Perché quella vigna è anche nostra.

È la nostra famiglia.
I nostri amici.
I colleghi.
La nostra comunità.
Il quartiere in cui viviamo.
Persino le persone che incontriamo online.

Il Signore ce l'ha affidata.

Vogliamo davvero che ci venga tolta o vogliamo custodirla perché porti frutto?

Guardiamo Francesco.

Ha riconosciuto la Parola che il Signore voleva dire al mondo attraverso di lui. Ha detto sì. Ha dato tutto.

E ha portato frutto.

Sono passati 800 anni e siamo ancora qui a benedire il Signore per averci donato Francesco come fratello e padre.

Ma non è soltanto una storia da ammirare.

È una possibilità per noi.

Puoi essere come Francesco quando spegni l’odio e favorisci il perdono e la comunione.

Quando spezzi la Parola di Dio per i tuoi fratelli.

Quando cerchi il silenzio non per isolarti, ma per stare in relazione con Gesù.

Quando sorridi, pieno di meraviglia, davanti alle creature e al Creato.

800 anni fa c’era bisogno di Francesco.

Oggi c’è bisogno di te.

Il Signore ha preparato la vigna.

Ha preparato i fratelli.

Ha preparato la Parola.

Ha preparato te.

E se dirai il tuo sì, forse un giorno guarderemo ciò che Dio avrà fatto attraverso la tua vita e potremo ripetere insieme:

«È stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi».

Oggi, per intercessione di san Francesco, chiedi al Signore una cosa sola:

il coraggio di dire anche tu il tuo Sì.

 

Buona Domenica!

 

PS Oggi è il mio complibattesimo!

Tu sai che giorno hai ricevuto il Sacramento che ha cambiato per sempre la tua vita? Se non lo sai, chiedi ai tuoi cari, o verifica nel registro della tua Parrocchia: è bello e doveroso festeggiare un giorno così importante!