Cammino di Quaresima 2026

Giovedì Santo

Giovedì Santo

Fratelli e sorelle, eccoci. Siamo arrivati.

Tutto il cammino fatto in queste settimane era per giungere qui. Quaranta giorni. 44 meditazioni. Parole, silenzi, preghiere, condivisioni, passi avanti e anche fatiche.

Tutto… per questi tre giorni.

E ora, davanti a questo mistero, verrebbe quasi da dire: fermiamoci. Restiamo in silenzio.

Perché sarà la Liturgia a parlare.

Ma il silenzio pieno, quello del sepolcro, è per il Sabato Santo. Oggi no.
Oggi c’è ancora tanto da dire… per poter entrare davvero in questo giorno.


Prima ancora della sera, la Chiesa vive un momento nascosto ma potentissimo.

Questa mattina, in ogni diocesi, tutti i sacerdoti si radunano attorno al proprio vescovo per la Messa del Crisma.

È una liturgia straordinaria:

  • si consacrano gli oli santi (degli infermi, dei catecumeni, il sacro crisma)
  • si rinnova la comunione tra sacerdoti e vescovo
  • si rende visibile una Chiesa viva, unita, concreta

È lì che si percepisce davvero quello che dice il Salmo:

“I messaggeri sono un esercito immenso”

Ed è lì che si comprende la parola dell’Apocalisse:

“Hai fatto di noi un regno di sacerdoti”

Se non l’hai mai vissuta, custodisci questo desiderio: parteciparvi almeno una volta nella vita.


Ora però prepariamoci alla sera.

Non come spettatori. Ma come protagonisti.

Abbiamo riflettuto sull’amore per una settimana. E oggi e domani Gesù non lo spiega più.
Lo vive.

La Prima Lettura ci riporta all’Esodo.

Un popolo che non sa ancora cosa sta per accadere. E Dio che dà istruzioni precise.

Poi una frase potentissima:

“È la Pasqua del Signore!”

Non è una festa qualsiasi.
È LA festa.

E subito dopo:

“Questo giorno sarà per voi un memoriale… lo celebrerete di generazione in generazione”

Ecco il punto.

Non si tratta di ricordare. Si tratta di rivivere.

Ogni Eucaristia è questo. Ogni Domenica è Pasqua.

La nostra vita ha un centro. E quel centro è qui.


 

San Paolo ci consegna le parole più preziose che ascoltiamo ogni Domenica:

“Nella notte in cui veniva tradito, prese del pane…”

Sono le stesse parole che ascolteremo stasera. Sono le parole che cambiano tutto.

E ogni volta che partecipiamo alla Messa:

  • non assistiamo
  • non ricordiamo soltanto
  • entriamo dentro quel momento

E come San Paolo scrive: “Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.” noi rispondiamo ogni volta: 

“Annunciamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta”

Consiglio concreto per stasera: quando il sacerdote recita la Consacrazione:

  • non ascoltare solo con le orecchie
  • ascolta con il cuore
  • guarda, entra, resta

Quello è il momento più importante della tua giornata. Della tua settimana. Della tua vita.


 

Arriviamo poi alla pagina del Vangelo: 

“Sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine.”

Questa è la misura.

Se ti chiedi:

  • sto amando abbastanza?
  • sto facendo abbastanza?

La risposta è qui.

No. Non ancora.

Perché amare “fino alla fine” significa:

  • nel tempo → restare sempre
  • nella profondità → andare oltre, sempre

Oggi Gesù ci mostra come.


Gesù non fa un discorso. Fa un gesto.

E quel gesto è sconvolgente.

 

È preparato

  • “sapendo che era venuta la sua ora”
  • “sapendo che il Padre gli aveva dato tutto”
  • anche sapendo del tradimento

L’amore vero è consapevole.


 

È uno spogliarsi

  • “si alzò”
  • “depose le vesti”
  • “si cinse un asciugamano”

L’amore vero si abbassa.


 

È concreto

  • acqua
  • piedi sporchi
  • mani che servono

L’amore vero si tocca.


 

È per tutti

  • “Non tutti siete puri”
  • C’è amore anche per Giuda
  • C’è amore anche per chi rinnega

 L’amore vero non seleziona.


 

È una missione

“Vi ho dato un esempio”

L’amore vero si impara… facendolo.


 

Amare fino alla fine significa 

  • sia un concetto di durata nel tempo, dell'essere costanti, del restare anche nelle difficoltà
  • ma anche un concetto di profondità, che indica un andare a fondo, un andare oltre, o, come vedremo domani, un andare in alto, sulla Croce. 

Oggi però questo Amore scende in basso, si inginocchia, per farsi servo.

Domani Gesù si farà schiavo per poi diventare re, non con una corona di spine, ma per regnare sull'Universo. 

Oggi, con la lavanda dei piedi, si fa servo e rende gli apostoli e noi suoi “signori”.

 


Non ci sono tante altre parole da aggiungere perché sarà appunto la Liturgia a parlare ai nostri cuori. Ma oggi abbiamo un grande regalo, dei fratelli e sorelle che si sono fatti servi per noi.

Hanno scritto, pregato, donato tempo…
per aiutare me e te a entrare ancora meglio in questo giorno.

È comunione vera. È Vangelo vissuto.

E ora possiamo accogliere anche le loro riflessioni…
come un aiuto, come una luce, come un segno concreto che stiamo camminando insieme.

Ecco allora le loro riflessioni sul Giovedì Santo di chi come te e me sta camminando verso la Pasqua. Più sotto invece troviamo le riflessioni sulla meditazione di ieri.

 

LE VOSTRE MEDITAZIONI SUL GIOVEDI SANTO

Nel Vangelo del giovedì Santo, mi colpisce sempre una frase:" Il diavolo mette nel cuore di Giuda il tradimento". Queste parole ogni volta mi fanno pensare che Giuda fosse un predestinato a fare quell'azione così subdola verso Gesù, ma che questo fosse anche permesso da Dio altrimenti non si sarebbe potuto attuare il suo piano divino, qualcuno lo doveva fare! Allora mi viene quasi un dispiacere per Giuda, perché in fondo non è stata la sua spontanea volontà, tanto che poi si uccide per essersi reso conto di quello che aveva commesso. Tutte le volte mi chiedo: " Perché Dio ha scelto Giuda? Perché ha permesso al diavolo di ingannare proprio lui? Cosa aveva fatto di brutto Giuda per essere prescelto per operare tanto male? " Quest'anno ci ho voluto riflettere più a fondo, perché non posso pensare che il Signore sia ingiusto o scelga a caso! Così mi pare di aver capito una cosa grandissima, che mi apre il cuore. Dio ha scelto Giuda, ma poteva essere qualsiasi altra persona, perché chiunque lo avesse fatto, sarebbe stato *perdonato* , perché Dio è misericordioso, è grande ed è innamorato di ogni uomo tanto da perdonare anche le cose peggiori di questo mondo! (Giuda poi, non ha creduto a questo, non ha creduto che Gesù l'avrebbe potuto perdonare ed ha commesso così facendo un peccato ancora peggiore del tradimento, impiccandosi.). Non so se questa mia riflessione sia giusta o vera, ma credo che spiegherebbe anche il significato del male, della sofferenza, della croce. Le cose brutte hanno sempre una motivazione e sempre portano ad un bene. Una santa settimana a tutti voi, miei cari compagni di viaggio. (Paola)

Giovedì Santo. È il giorno in cui si fa memoria, Gesù si fa esempio. La scena della lavanda dei piedi si svolge in un clima conviviale tra Gesù e i suoi “Che amò sino alla fine”. Non comprenderemmo appieno il cristianesimo se non partecipassimo a questa cena. I gesti di Gesù sconvolgono e scandalizzano I discepoli al punto che Pietro tenta di sottrarsi, forse perché intuisce che toccherà a lui ripetere quei gesti. È un Gesù sconvolgente nei suoi gesti ma estremamente umano. Egli è capace di prendere tra le sue mani i nostri piedi, ciò che è a contatto con la terra, le nostre fragilità e debolezze, ciò che regge tutto il peso del nostro corpo mortale. Sono i piedi che ci permettono di camminare o, quando fanno male, ci costringono alla sosta. I piedi sono la nostra umanità e Lui si abbassa ad abitarla, ad amarla, a salvarla, “spogliando se stesso e vestendosi della condizione di servo”, é così che ci esalta, che ci fa simili a Lui, figli e fratelli oltre che “a sua immagine e somiglianza”. La lavanda dei piedi ci chiede di fare comunione con il Cristo servo per obbedire al suo comandamento: “fate questo in memoria di me” È solo continuando a tenere addosso quell’asciugatoio, continuando ad edificare la “Chiesa del grembiule”, che potremo rispondere alla sua infinita carità, solo allora i nostri piedi sporchi di terra odoreranno di cielo e si incammineranno sui sentieri della Pasqua. “Io amo parlare della chiesa del grembiule che è l'unico paramento sacro che ci viene ricordato nel Vangelo.” (Don Tonino Bello) (Bruna)

Mando una mia riflessione sull'ultima cena sulla lavanda dei piedi. "Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi»." Il Signore da Maestro è sceso in terra non per farsi servire, ma come servo, ci ha dato un esempio immenso di come dovremmo essere gli uni nei confronti degli altri, come servi chinati a guardare gli altri nella stessa prospettiva da servo, da minore non da superiore. Mi è venuto in mente una frase che ha detto Papa Francesco:" "L'unico modo, l'unica situazione in cui è lecito guardare una persona dall'alto in basso è per aiutarla ad alzarsi". Farsi servi per risollevare da terra chi ha bisogno. (Tiziano)

Il Giovedì Santo rende l’amore concreto: Gesù Cristo si fa servo, si dona e resta. Lavare i piedi e spezzare il pane rivelano una sola via: amare servendo. Non è solo un rito, ma uno stile di vita. Ogni giorno diventa Eucaristia quando ami con umiltà, ti doni senza giudicare e scegli di metterti all’ultimo posto. Davanti a Gesù nasce la domanda: sono disposto a farmi piccolo per amore? Perché è nei gesti semplici e nascosti che avviene la vera trasformazione. Amare servendo non si spiega: si vive. (Anna)

GIOVEDÌ SANTO, Santo perché TU SEI SANTO..... La Santità nella mia vita si trasforma guardando Te Gesù, ogni giorno mi chiami amico, ogni giorno mi inviti a STARE a tavola con Te e tutti i fratelli, ogni giorno mi lavi i piedi, che a volte hanno camminato lontano da Te, ogni giorno mi dici COME HO FATTO IO, ANCHE TU, ANCHE TU FAI LO STESSO....               Oggi Gesù voglio restare  alla Tua Mensa con nel mio cuore, nella mia mente questa Parola COME.... O mio sommo bene Tu sai e conosci tutto di me, Tu sai quanto è difficile trasformare quel COME, nella mia vita, vuol dire RINNEGARE IL MIO IO, significa che come Tu ti sei fatto SERVO per me, anch'io devo farmi servo per amore nella mia famiglia, nelle persone che più mi sono ostili, perché tu ami anche loro, serva per amore nei fratelli che non ti conoscono, nei carcerati, nelle persone anziane che soffrono e sono sole, nei fratelli che Tu mi metti accanto. Serva come fu Tua Madre che mi hai consegnato sotto la Croce per imparare da Lei donna di tutti i giorni, Donna della Speranza, Donna della Famiglia, Donna della Chiesa. AMEN (Francesca)

 

Buon Giovedì Santo.
Entriamo. Restiamo. Amiamo.

Fino alla fine.

 

MISSIONE

  • Oggi preparati bene alla Liturgia della Messa in Coena Domini leggendo prima le Letture che trovi qui: https://www.chiesacattolica.it/liturgia-del-giorno/?data-liturgia=20260402
  • Puoi entrare negli insegnamenti di Gesù di questo giorno anche leggendo le pagine del Vangelo di Giovanni con i discorsi dell’Ultima Cena: dal Capitolo 13 al 17 compreso. Questi testi possono accompagnare tutti questi giorni fino alla Pasqua
  • Recita la razioncella (3 volte al giorno, 9 il Sabato Santo) per restare in comunione con Gesù, Maria e tutti noi. La trovi nella meditazione di ieri, cliccando qui.
  • Dopo la Santa Messa, resta un po’ di tempo davanti all’altare della Reposizione. C’è Gesù. Accompagnalo come non hanno fatto gli apostoli che si sono addormentati. Tu resta con Lui. Prega con Lui.
  • Se vuoi, puoi ancora mandare la tua riflessione sul Venerdì Santo e Sabato Santo come hanno fatto gli altri fratelli e sorelle oggi, facendoti aiutare da questi link:

 

LE VOSTRE RIFLESSIONI

Buongiorno a tutte/i, dedichiamo quanto più tempo oggi ALL'AMORE UNICO, TOTALE E TOTALIZZANTE della ns Vita. Signore Tu che sei venuto nel mondo per la salvezza di tutti gli uomini Tu che porgi la Tua mano anche a coloro che si volgono al peccato lasciandosi travolgere dalle mille tentazioni terrene proteggici dall'alto della Croce illumina il nostro pellegrinaggio verso di Te e anche nei momenti che  sembrano disperati donaci la gioia di non sentirci soli. Santo cammino pace e bene (Maurizio)

Gesù si mise a tavola con i suoi, all'ombra del tradimento. Gesù insegnaci ad amare. (Medea)

Buongiorno a tutti. Stamattina x grazia dello Spirito Santo la mia attenzione è caduta su Maria Santissima. Il suo si, lo ha detto fino in fondo! Lei che ha benedetto il figlio perché si adempisse la volontà del Padre. Lei che lo ha sostenuto in silenzio e nascosta agli occhi del mondo, perché si adempisse la Parola. Lei che ha pregato per me!!! Ha pregato x ognuno di noi perché Gesù accogliesse il martirio della croce e redimesse i miei peccati. Nella vita ci sono tante persone che pregano x me, nel silenzio e nel nascondimento, per la mia conversione, x il perdono dei miei peccati e per tutte le guarigioni. Benedico Gesù perché per la prima volta, dopo anni, mi ha donato di vivere una quaresima che sarà indimenticabile. Credetemi mi sono commossa. Vedo i miei peccati, ma sento tanto amore. Lode a Gesù anche x voi tutti (Lucia)

Questa parola non lascia spazio a mezze misure: convertirsi non è un sentimento, è una scelta concreta, quotidiana, a volte scomoda. Sant’Agostino ci ricorda che l’amore vero non resta nelle parole, ma si misura nel dono. E guardando Gesù Cristo, capiamo che l’amore non è teoria: è sacrificio, è fedeltà, è presenza anche quando costa. Convertirsi allora significa cambiare direzione al cuore: non vivere più per sé stessi, ma imparare ad amare come Lui. Significa scegliere: 

-la pazienza invece della reazione

-il perdono invece del rancore

-la presenza invece della fuga

-l’amore anche quando non è ricambiato

Perché la Croce non è solo da contemplare… è da vivere. E forse oggi la domanda più vera è questa: fino a che punto sono disposto ad amare? Gesù non si è fermato davanti al dolore. Non si è tirato indietro davanti al tradimento. Non ha smesso di amare davanti all’indifferenza. E continua a guardarti, in silenzio. Non ti chiede perfezione. Ti chiede verità. Ti chiede un passo. Uno solo, ma reale. Convertirsi è iniziare da lì: scegliere di amare… oggi. (Anna)

Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?........ Quanto vale per me Gesù, che posto occupa nella mia vita? SONO FORSE IO? TU LO DICI,..... Gesù, anch'io come Giuda pongo davanti a me il mio io, il mio tradimento con tutto ciò che che mi allontana da Te, la mia sicurezza di essere a posto con la mia religiosità. Ecco che il mio peccato mi fa entrare nel buio dei miei pensieri, nelle tenebre del mio cuore. Eppure Tu Gesù Tu mi guardi con quello sguardo pieno d'amore, di Misericordia, lo stesso sguardo che hai avuto per Giuda, ma lui non lo ha accolto. Carissimo Gesù apri il mio cuore per accogliere sempre più il Tuo sguardo d'Amore per me, apri le orecchie del mio cuore per custodire la Tua Parola perché avvenga in me la conversione della mente affinché i miei pensieri siano i tuoi pensieri, la mia bocca proclami la lode a Te, per parlare bene dei miei fratelli, i miei occhi per vedere  nei fratelli il tuo volto, e trasformare tutta la mia vita nel profumo della carità. Vieni Spirito Santo datore di ogni bene, vieni a incendiare il mio cuore, a illuminare la mia mente e incidi nel mio cuore con il tuo inchiostro indelebile la Tua Parola che è VIA, VERITÀ E VITA. AMEN (Francesca)

Oggi mi sono soffermata sul profeta Isaia. Questa parola di Isaia, ci persuade a fondo che ognuno di noi, così come è, è la persona giusta, quella che oggi ci vuole per diventare con la nostra testimonianza eco della Parola che salva. Si, perché possiamo offrire una Parola alle molte persone sfiduciate che ci circondano, una parola di conforto, una parola-luce, una parola - vita. Non è poco! In un mondo che spreca parole, forse possiamo ritornare a gustare la bellezza di ascoltare una Parola che non delude e che può rischiarare il cammino.

È un piccolo seme per un grande futuro. (Bruna)

Giuda ha tradito Gesù per trenta denari. Un prezzo misero, quasi insignificante, davanti a un amore infinito. Eppure, nel silenzio del mio cuore, so che anch’io posso tradirti. Non con monete d’argento, ma con le mie scelte, con le mie paure, con le mie fughe. Ti tradisco quando abbasso lo sguardo invece di cercarti, quando scelgo me stessa invece dell’amore, quando lascio vincere l’egoismo,quando faccio finta di non sentire la tua voce. E ogni volta è come venderti ancora,per qualcosa che non vale davvero. Ma Tu resti. Non ti allontani, non smetti di guardarmi, non ritiri il tuo amore. E allora, dentro questa mia fragilità, nasce una preghiera, insegnami a restare, insegnami a sceglierti, anche quando è difficile, anche quando costa.Perché so che il tuo amore è più forte di ogni mio tradimento. E io voglio sempre tornare a Te. (Ersilia)

Nei giorni in cui commemoriamo il martirio di Cristo sulla Croce e la Gloria della Resurrezione, ci troviamo a compatire la crocifissione in mare di altri venti poveri migranti caduti nel mare di Lampedusa, partiti come gli altri con il cuore pieni di Speranza in un futuro migliore! Oh Padre Santo, Tu che solo conosci il mistero della vita e che per amore di noi piccoli ed inutili esseri viventi hai sacrificato il Tuo Unico Figlio Gesù il Cristo, rafforza in noi la Fede e la Speranza e fa che il dono dello Spirito Santo apra il cuore dei governanti affinché abbandonino i propositi e le azioni di guerra a vantaggio del bene comune, riconoscendo l’immagine divina in ogni essere umano, e accogli per l’eternità tra le tue tenere braccia, questi poveri fratelli “sepolti” in quello che già papa Francesco aveva definito un cimitero… (Corrado)