Buongiorno fratelli e sorelle,
c’è ancora nel cuore un’emozione viva, intensa, difficile da spiegare. Abbiamo appena concluso l’incontro online con alcuni di voi… e vedere i vostri volti, incrociare gli occhi, ascoltare le vostre voci, è stato qualcosa di unico. Perché quelli che erano nomi oggi sono diventati volti. Storie. Vita. E allora tutto prende ancora più senso.
Vedere come il Signore ha operato nelle vostre vite…ascoltare racconti di anni di silenzio, di buio, di deserti interiori… e poi la luce. Una luce che arriva, che irrompe, che cambia tutto. Che ridona senso dove prima c’era vuoto. Che trasforma quella morte spirituale che molti di noi hanno conosciuto… in vita vera. Sentire le testimonianze di chi ha camminato in Terra Santa, lungo quello che qualcuno ha chiamato il “quinto Vangelo”. Ascoltare chi vive da quarant’anni, cinquant’anni, il matrimonio come vocazione concreta all’amore. Scoprire chi serve in parrocchia, chi dona tempo in RSA, chi entra nelle carceri, chi si spende ogni giorno per figli e nipoti.
Ognuno… nella propria vita.
Ognuno… nella propria missione.
Ognuno… nella propria quotidianità.
Tutto questo, unito alla possibilità di pregare insieme la Compieta, è semplicemente stupendo.
Grazie anche a chi non è riuscito a collegarsi, ma ha vissuto con fede la Via Crucis cittadina o un momento di adorazione in parrocchia. Perché lo sappiamo bene: questi strumenti online sono un aiuto, ma la nostra chiamata principale resta quella di vivere pienamente la vita della Chiesa nei luoghi concreti, nelle nostre parrocchie, ciascuno nella propria comunità.
Concludiamo oggi la quinta tappa del nostro Cammino: “Vivi la Comunione”.
E lo facciamo andando al cuore di tutto: chi è davvero il collante tra gli uomini? Chi può unire popoli, nazioni, storie diverse?
La risposta è una sola: Gesù.
La Prima Lettura ce lo mostra con chiarezza:
“Così dice il Signore Dio: Ecco, io prenderò i figli d'Israele dalle nazioni fra le quali sono andati e li radunerò da ogni parte e li ricondurrò nella loro terra: farò di loro un solo popolo nella mia terra, sui monti d'Israele; un solo re regnerà su tutti loro e non saranno più due popoli, né saranno più divisi in due regni.”
È questo il sogno di Dio. Un solo popolo. Non frammentato. Non diviso. Non contrapposto.
E allora capiamo perché è così importante portare Gesù nella vita quotidiana. Perché è Lui che cambia i cuori. È Lui che riconcilia. È Lui che trasforma le relazioni.
Ogni domenica lo professiamo: crediamo la Chiesa una.
Quell’“una” non è un dettaglio. È una chiamata.
Unità nelle famiglie.
Unità tra vicini.
Unità tra colleghi.
Unità tra i popoli.
Perché vogliamo la pace. E chi porta la pace?
“Farò con loro un’alleanza di pace… porrò il mio santuario in mezzo a loro.”
È Gesù.
Lui è la nostra pace.
E prima della Passione lo dice chiaramente:
“Vi lascio la pace, vi do la mia pace”.
Non una pace fragile. Non una pace condizionata. Ma una pace vera. Profonda. Duratura.
E allora comprendiamo anche il senso di ciò che abbiamo meditato ieri: siamo ambasciatori. Non solo persone che evitano il conflitto. Ma costruttori di pace. Perché la pace non nasce da sola. Va costruita. Con le parole. Con le scelte. Con il modo di stare con gli altri. Portando Lui. E pregando davvero, senza stancarci, per la pace.
È sabato.
E come ogni sabato… torniamo alla sorgente.
Prendiamoci un tempo vero per il Signore.
Prepariamo uno spazio.
Fissiamo un appuntamento.
Arriviamo puntuali.
Con il cuore aperto.
Chiedendo allo Spirito Santo di parlare… più forte della nostra voce.
Per aiutarci, possiamo recuperare le istruzioni da questa mediazione cliccando qui.
E oggi abbiamo un’occasione straordinaria:
pregare il Vangelo di domani, la Passione secondo Vangelo di Matteo (Mt 26,14-27,66)
Entrare già ora in questi giorni.
Non da spettatori.
Da protagonisti.
Perché lì dentro c’è la verità più grande: Dio è amore.
E per aiutarci, lasciamoci guidare da Gregorio Nazianzeno, che nell’Ufficio delle Letture di oggi ci consegna una vera mappa per vivere la Pasqua:
- Se sei Simone di Cirene prendi la croce e segui Cristo. Se sei il ladro e se sarai appeso alla croce, se cioè sarai punito, fai come il buon ladrone e riconosci onestamente Dio, che ti aspettava alla prova. Egli fu annoverato tra i malfattori per te e per il tuo peccato, e tu diventa giusto per lui. Adora colui che è stato crocifisso per te.
- Se vieni crocifisso per tua colpa, trai profitto dal tuo peccato. Compra con la morte la tua salvezza, entra con Gesù in paradiso e così capirai di quali beni ti eri privato. Contempla quelle bellezze e lascia che il mormoratore, del tutto ignaro del piano divino, muoia fuori con la sua bestemmia.
- Se sei Giuseppe d'Arimatèa, richiedi il corpo a colui che lo ha crocifisso, assumi cioè quel corpo e rendi tua propria, così, l'espiazione del mondo.
- Se sei Nicodemo, il notturno adoratore di Dio, seppellisci il suo corpo e ungilo con gli unguenti di rito, cioè circondalo del tuo culto e della tua adorazione.
- E se tu sei una delle Marie, spargi al mattino le tue lacrime. Fa' di vedere per prima la pietra rovesciata, vai incontro agli angeli, anzi allo stesso Gesù.
Ecco che cosa significa rendersi partecipi della Pasqua di Cristo.”
Ognuno ha un posto. Anche tu.
E allora ci incamminiamo verso la Settimana Santa. Da soli? No. Con un popolo.
Con fratelli e sorelle che ormai hanno un volto, una voce, una storia.
MISSIONE
Oggi:
- Fai un passo verso una relazione ferita. Non aspettare. Inizia tu.
- Vivi la comunità. La fede non è privata. È insieme. Partecipa a un momento concreto: Messa, preghiera, gruppo.
- Dedica tempo alla Parola e prepara il cuore al Triduo.
- Prega per i fratelli e sorelle di questo Cammino:
E prega per i fratelli e sorelle che anche oggi si sono aggiunti:
- Pina, Giulia, Maurizio e Melinda da Roma;
- Medea, Francesca, Angelo, Emanuele, Valentina e suor Laura del Preziosissimo Sangue in Lombardia;
- Bruna e Tiziano in Veneto;
- Giuseppe, Teresa, Anna e Marica in Puglia;
- Miriam, Emmanuela, Ersilia, Corrado e Donatella in Campania;
- Giovanni, Anna Maria, Francesca e Maria Laura nelle Marche;
- Cetty e Marcella dalla Sicilia
- Daniela e Filomena dalla Calabria
- Lucia dal Molise
- Davide dalla Sardegna
E se ancora non ci sei… scrivi. C’è posto anche per te.
Per chi vuole, stamattina alle 11.30 ci vediamo online con chi ha richiesto il link, Chi non lo ha ricevuto può scrivere per chiederlo.
Preparate i rami di ulivo. Stendete il tappeto. Sta arrivando il Re della Pace.
Buon Cammino!
LE VOSTRE RIFLESSIONI
Oggi, Signore, torniamo sotto la Croce. Non come spettatori, ma come discepoli. Vogliamo camminare con Te, lasciando che ogni stazione interroghi la nostra vita. Quando vieni condannato, ci riconosciamo in quella folla che giudica senza conoscere, che segue senza pensare. Donaci un cuore capace di verità. Quando prendi la croce da solo, ci accorgiamo di quante volte ci allontaniamo dalla sofferenza degli altri. Insegnaci ad avvicinarci, anche quando non sappiamo cosa dire. Quando cadi per la prima volta, vediamo la nostra durezza: giudichiamo al primo errore. Donaci misericordia, quella che anche noi desideriamo ricevere. Quando incontri tua madre, impariamo il valore della presenza silenziosa. Donaci la capacità di restare accanto, senza fuggire. Quando il Cireneo ti aiuta, comprendiamo che ogni giorno qualcuno attende il nostro aiuto. Rendici pronti a portare un pezzo della croce degli altri. Quando la Veronica ti asciuga il volto, scopriamo la bellezza dei piccoli gesti nascosti. Donaci un amore che non cerca applausi.Quando cadi la seconda volta, ci metti davanti alla fatica di essere pazienti. Insegnaci a non stancarci di amare. Quando incontri le donne, ci inviti a fermarci davanti al dolore. Donaci occhi che vedono e un cuore che ascolta. Quando cadi la terza volta, tutto sembra finito. Eppure ci chiedi di credere ancora. Donaci una speranza che non si arrende. Quando vieni spogliato, vediamo quanto facilmente feriamo la dignità degli altri. Insegnaci a custodire ogni persona con rispetto. Quando vieni inchiodato, comprendiamo il peso delle nostre parole. Rendici capaci di costruire e non distruggere. Quando muori sulla croce, ci mostri un amore che non si ferma. Donaci la forza di amare anche senza ricevere. Quando vieni deposto, qualcuno finalmente si prende cura di Te. Insegnaci a non aspettare, ma a farci prossimi. Insegnaci a non aspettare, ma a farci prossimi. Quando tutto tace nel sepolcro, entriamo nel silenzio dell’attesa. Donaci una fede che resta, anche nel buio. Signore, sotto la Croce impariamo ad amare. Sotto la Croce impariamo a restare. Sotto la Croce impariamo a credere (Anna)
Grazie Signore per il dono di questa comunione tra fratelli e sorelle, davvero Tu o Dio sai guidarci per farci sentire un solo corpo unito alla Chiesa il Tuo Corpo Mistico. Pace e bene (Maurizio)
I Giudei vedono in Gesù solo un uomo, e sono scandalizzati dal fatto che invece Egli si fa Dio. Nonostante le opere buone e i miracoli, nonostante le scritture l incredulità resta: occhi e cuore sono incapaci di vedere e capire. Noi non siamo molto diversi, anche noi a volte siamo tentati di liquidare come "bestemmia", come un'assurdità un opera di bene secondo il Vangelo, se viene compiuta da chi pensiamo incapace e lontano da Dio, Gesù vuol superare questa mentalità, riportando sempre il discorso sul piano delle opere, dei fatti e sembra dirci: non siate ciechi, aprite gli occhi e il cuore alla verità dell' amore, ovunque si possa trovare. Lasciamoci oggi provocare da questa Parola, credendo che veramente il Signore può lasciarsi incontrare nelle parole e nei gesti d'amore di ogni fratello e sorella. (Bruna)